Infermieristica: 80 ore di seminari che guardano alla pratica professionale

Ottanta ore di attività seminariali, sei crediti formativi e un percorso costruito per accompagnare gli studenti fino alla prova finale: è l’impostazione del pacchetto di attività previsto per gli iscritti al terzo anno del Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche.

“I seminari che abbiamo predisposto per il secondo semestre fanno parte integrante del percorso accademico fin dalla sua ideazione”, chiarisce la prof.ssa Giuliana Valerio, ordinario di Pediatria Generale e Specialistica e Coordinatrice del Corso. Alla base, un lavoro di progettazione mirato: “La Commissione didattica del Corso ha strutturato queste attività per il consolidamento delle competenze cliniche, metodologiche ed etiche in area infermieristica”.

Un’impostazione che guarda direttamente alla pratica professionale, con un focus sulle patologie ad alto impatto epidemiologico. In particolare, “l’inserimento di integrazioni formative dedicate alla cardiologia – scompenso, ipertensione, aritmie ed emergenze come edema polmonare acuto ed embolia – e alla pneumologia, con BPCO, asma e polmonite, permette di approfondire il percorso assistenziale nelle patologie acute e croniche”.

I seminari si aprono anche ad altri ambiti specialistici: “Abbiamo previsto attività formative che spaziano dalla neurologia all’oncologia, fino alle patologie endocrine e metaboliche”, con l’obiettivo di ampliare lo sguardo dei futuri professionisti. Tra gli elementi distintivi, la coordinatrice segnala “il seminario dedicato all’assistenza sanitaria a bordo nave, che rappresenta una declinazione specifica del nostro Corso di Laurea”.

In questo quadro si inserisce il rafforzamento delle competenze tecniche, cuore operativo del percorso: “Particolare rilievo va dato all’acquisizione di conoscenze sulla gestione delle vie aeree, dall’ossigenoterapia alla ventilazione non invasiva, oltre alla gestione complessa delle stomie e all’uso dell’ecografia in ambito infermieristico”. Competenze che, precisa, “definiscono e sottolineano l’autonomia infermieristica nella gestione del paziente complesso”.

Uno sguardo è rivolto anche al futuro della professione: “Abbiamo inserito tematiche sulle nuove frontiere tecnologiche, come l’intelligenza artificiale e i progressi nel campo della genetica e della citogenetica”. Accanto all’innovazione, resta centrale la dimensione etica e relazionale con l’approfondimento di temi quali “il prendersi cura in un’ottica sistemica e antropologica, il diritto alla salute, l’uso terapeutico delle cellule staminali e il fine vita”.

A tenere gli incontri saranno sia docenti interni sia professionisti esterni. “Abbiamo pubblicato un avviso rivolto al personale infermieristico delle strutture convenzionate – ASL Napoli 1 Centro, Azienda Ospedaliera dei Colli e AORN Cardarelli – per individuare figure esperte che possano contribuire alle attività”. Un’apertura che consente di arricchire ulteriormente l’offerta: “Possiamo inserire anche tematiche che trovano meno spazio nei corsi tradizionali, ma risultano fondamentali per la crescita professionale”.

Le attività seminariali si affiancano, inoltre, ai laboratori didattici, già in corso e destinati a intensificarsi nei prossimi mesi in vista della prova finale. “L’esame di laurea prevede una prova pratica e la discussione dell’elaborato: attraverso queste attività vogliamo accompagnare gli studenti fino a questo momento conclusivo”, spiega la Coordinatrice. Per il Corso si tratta di un anno particolarmente significativo.

“Nella sessione autunnale accompagneremo la prima coorte di laureati: abbiamo pertanto inserito tre seminari dedicati alla progettazione, organizzazione e stesura dell’elaborato”. Agli studenti verranno fornite “indicazioni metodologiche sulla ricerca bibliografica, su come strutturare il lavoro e su come impostare la tesi anche dal punto di vista editoriale”. Un passaggio centrale perché “la tesi rappresenta non solo un traguardo accademico, ma anche una dimostrazione della capacità di autonomia e di approccio critico alla letteratura scientifica”.

Il tutto in un contesto in evoluzione. “Siamo in attesa di un aggiornamento a livello nazionale dell’ordinamento delle professioni sanitarie, che possa rimodernare l’impianto formativo. Nel frattempo – conclude la prof.ssa Valerio – cerchiamo di offrire agli studenti una formazione il più possibile completa e aderente alle esigenze della professione e ai bisogni di salute della comunità”.
Gi.Fo.

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Ateneapoli – n.7 – 2026 – Pagina 38

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