Imprenditorialità femminile, tre studentesse di Mediazione linguistica vincono la fase locale di MakeITaCase

Il corallo di Torre del Greco come catalizzatore di economia circolare, sostenibilità, digitalizzazione e soprattutto della partecipazione femminile ai percorsi di imprenditorialità. Con il supporto della prof.ssa Alessandra De Chiara, le studentesse di Mediazione linguistica Nancy Avvinto, Martina Di Trocchio ed Eleonora Ametrano hanno vinto la fase locale di MakeITaCase 2026, competizione che vuole incentivare la presenza femminile nel mercato del lavoro, promossa dalla Società Italiana di Management e dall’Agenzia Nazionale per l’attrazione degli Investimenti.

Il caso studio presentato dalle tre ragazze ha riguardato l’azienda Antonino De Simone che, fin dal 1830, anno della sua fondazione, si dedica alla lavorazione di quel corallo rosso del Mediterraneo che, trasformato nelle sue varie forme, è riuscito a farle raggiungere una dimensione e mercati internazionali. Ad Ateneapoli, Nancy ha raccontato com’è nata l’idea e come si è mosso sul campo il team.

“L’idea di partecipare è partita dalla prof.ssa De Chiara. Dopo uno scetticismo iniziale da parte nostra, ci siamo lanciate con entusiasmo”. Sulla scelta dell’azienda – si richiedeva il possesso di alcuni requisiti come dirigenza tutta al femminile, essere una pmi sostenibile e internazionale – hanno aiutato molto le origini di Nancy: “essendo di Torre del Greco, ho pensato subito all’Antonino De Simone e la mia proposta è stata condivisa. La dirigenza è composta da tutte donne e su 18 dipendenti ben 13 sono donne.

In secondo luogo, l’impresa adotta tutti i principi dell’economia circolare per ridurre sprechi e impatti; inoltre, a nostra sorpresa, abbiamo scoperto che il corallo non è specie a rischio”. Le studentesse hanno avuto anche modo di interfacciarsi dal vivo con la dirigente Gioia De Simone: “ci ha spiegato che ci sono due mercati, quello della moda, più comune, e uno più etnico. In Mongolia e in diverse zone dell’Africa il corallo è apotropaico. In alcuni paesi viene regalato alle donne incinte o durante il matrimonio per attirare soldi, fortuna, fertilità; così come per le selle dei cavalli, per proteggerli”.

Ulteriore aspetto interessante che il team ha potuto registrare sul posto riguarda l’artigianato, la cui dimensione è essenziale per la realizzazione dei prodotti a base di corallo: “non è possibile sostituire il lavoro umano con la tecnologia, per questo, al fine di alimentare l’interesse dei giovani verso questi mestieri, l’azienda dà vita a tanti progetti nelle scuole, tant’è che abbiamo incontrato diversi ragazzi impegnati in un tirocinio quando siamo state lì”.

Come gruppo, le studentesse hanno potuto visitare “i laboratori, assistere alla lavorazione del corallo, vedere i macchinari all’opera. La docente è stata poi una guida fondamentale, essendo noi studentesse di Mediazione e non di Economia. Posso dire che siamo molto contente, tutte e tre: è stata un’esperienza formativa che ci ha consentito di confrontarci con una realtà aziendale, siamo passate dalla teoria alla pratica, abbiamo rielaborato informazione raccolte sul posto, studiato carte e bilanci prima di andare nell’azienda a fare domande”.

Ha allargato ulteriormente il discorso chiarendo contesto teorico e approccio, la prof.ssa De Chiara: “quest’anno, durante il mio insegnamento di Economia e Gestione delle Imprese Internazionali, abbiamo trattato temi allineati al concorso. In genere, faccio anche un paio di lezioni di inquadramento di modelli teorici che, a seconda dell’obiettivo del contest, possono variare. Durante tutto il semestre ho seguito con un dottorando lo stato di avanzamento dei vari progetti: quest’anno ne abbiamo selezionati tre su sei nati in aula. Di questi tre, ha vinto quello sulla Antonino De Simone, che si sposa benissimo con gli scopi della competizione”.

In generale, la docente ci ha tenuto a sottolineare una peculiarità delle iscritte e degli iscritti dell’Orientale: “grazie agli studi areali e agli strumenti metodologici che vengono trasmessi loro, hanno una forma mentis davvero di alto livello. Riescono a comprendere gli scenari, le evoluzioni del mercato in modo assolutamente brillante”.

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Ateneapoli – n.7 – 2026 – Pagina 41

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