A maggio prenderanno il via le lezioni di Latino Zero per gli studenti di Lettere Moderne privi di una formazione liceale sulle lingue antiche. Un’iniziativa di cui Ateneapoli aveva già dato notizia e che ora si prepara a partire con numeri significativi: quasi 80 iscritti e richieste arrivate anche dopo la chiusura delle candidature, a marzo. A tenere le lezioni sarà la prof.ssa Margherita Salvatore, insegnante di latino e italiano presso l’Istituto Superiore Gentileschi di Napoli e vincitrice del bando promosso dall’Ateneo federiciano. Alla base del progetto, ricorda la docente, c’è un cambiamento ormai strutturale: “Negli ultimi anni il profilo degli studenti di Lettere è cambiato moltissimo. Sempre più ragazzi arrivano da percorsi scolastici in cui il latino non si studia e questo rende necessario un intervento mirato”.
Da qui l’idea di Latino Zero come servizio aggiuntivo: “Un percorso pensato per supportarli e accompagnarli nell’approccio alla lingua, allo studio e alla traduzione dei testi”.
La durata complessiva sarà di 40 ore, distribuite tra maggio e luglio. “La prima parte (20 ore) si terrà nella seconda metà di maggio, mentre la seconda è prevista per i primi giorni di luglio. Il calendario è in via di definizione e sarà pubblicato a breve sul sito e sulle pagine dei docenti di Letteratura latina”, informa Salvatore. Quanto all’organizzazione settimanale, “abbiamo previsto cinque ore, articolate in una lezione da tre ore e una da due, per promuovere momenti in cui, accanto alla teoria, gli studenti possano esercitarsi direttamente, diventare protagonisti e cominciare a tradurre”.
Più che un corso tradizionale, un laboratorio: “L’idea è quella di combinare diverse metodologie – dal metodo naturale a quello grammaticale e traduttivo, più rigoroso – per costruire un approccio a 360 gradi”. Parola chiave: autonomia. “Durante le lezioni lavoreremo su autori in programma come Cicerone e Catullo, ma non solo; il punto non è però limitarsi ai brani spiegati: è fornire un metodo che permetta di tradurre qualsiasi testo”.Un percorso che parte necessariamente dalle basi: “Si lavorerà su morfologia, sintassi e lessico, utilizzando anche brani con traduzione a fronte per verificare la capacità di riconoscere le continuità tra latino e italiano. È un procedimento immersivo che può portare risultati concreti”.
Ma è davvero possibile diventare autonomi in sole 40 ore? La docente risponde con realismo: “Sono convinta che sia possibile comprendere il sistema della lingua. È chiaro che non si può pensare di arrivare, in un tempo così concentrato, alla traduzione autonoma di un testo complesso di Cicerone. Sarebbe poco realistico. Però gli studenti saranno in grado di capire da dove partire, come analizzare un testo e come procedere nella traduzione. Ed è già un risultato fondamentale”.
Alla base del progetto c’è anche una forte motivazione personale: “Amo la lingua latina e cerco sempre metodi innovativi per far appassionare i miei alunni. Ogni occasione per accompagnarli e supportarli in questo percorso è per me estremamente significativa”. Un’esperienza che consente anche di leggere in continuità il passaggio tra scuola e università: “Gli studenti universitari non sono così diversi da quelli del liceo con cui lavoro quotidianamente.
Bisogna dunque adottare una strategia che permetta non solo di far comprendere la lingua ma anche di farla amare”. Perché, conclude, “il latino non è solo un esame da superare: i testi hanno un valore profondo, contribuiscono alla formazione della persona e della coscienza. Quando si studia con interesse e motivazione, si riesce meglio. Il mio obiettivo è trasmettere proprio questo: fiducia, coinvolgimento e il desiderio di immergersi davvero in questa lingua meravigliosa”.
Giovanna Forino
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Ateneapoli – n.7 – 2026 – Pagina 18








