Intelligenza artificiale e territori fragili: una Summer School internazionale con studenti argentini

Cinque giorni per intrecciare ingegneria, intelligenza artificiale e cooperazione internazionale. Il Dipartimento di Ingegneria ospiterà la Summer School ‘Innovative aI techniques for land monitoring’, un’iniziativa che porterà a Napoli studenti argentini e che si inserisce nel progetto internazionale FraMMET (Fragility, Marginability, Mobility, Energy Transition).

“Si tratta di un progetto TNE, cioè di iniziative educative transnazionali, finanziato attraverso fondi PNRR – spiega il prof. Vito Pascazio, Prorettore all’Internazionalizzazione e docente di Telecomunicazioni – L’Università Parthenope è coinvolta in due progetti approvati e FraMMET è quello che coordino qui in Ateneo”. Il progetto, guidato dall’Università della Basilicata, coinvolge complessivamente 16 università tra Italia, Argentina, Colombia ed Ecuador.

“Sono iniziative pensate per promuovere la mobilità e rafforzare gli accordi istituzionali tra Atenei, soprattutto con Paesi in cui è forte l’eredità culturale italiana”. Non è un caso che il baricentro sia l’Argentina: “Parliamo di un Paese in cui circa metà della popolazione ha origini italiane: un legame storico che oggi si traduce anche in collaborazione accademica”.

La Summer School, in programma dal 18 al 22 maggio, vedrà la partecipazione di 15 studenti argentini provenienti da tre grandi università – Universidad de Buenos Aires, Universidad Nacional de Córdoba e Universidad Nacional de La Plata – selezionati tramite bando. “Possono partecipare studenti, dottorandi e laureati da meno di due anni. Una commissione valuterà i candidati sulla base del curriculum e della coerenza del percorso di studi – spiega il Prorettore – Si tratta di Atenei enormi, molto quotati sia nella didattica che nella ricerca: complessivamente contano circa 600mila studenti”.

Per loro il progetto prevede una copertura totale: viaggio, vitto, alloggio e quota di iscrizione, oltre ad una borsa di 1000 euro erogata al termine del percorso formativo, previa verifica finale. “Sostenere la partecipazione di studenti internazionali comporta uno sforzo economico significativo, ma è anche ciò che rende queste esperienze realmente accessibili e formative”.

Il cuore della Summer School sarà tecnico, ma non esclusivamente. “Le attività riguarderanno in particolare l’ingegneria civile e dell’informazione, con un focus sulle tecniche di monitoraggio del territorio e sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale”. Al centro, temi strategici, sia per la ricerca della Parthenope sia a livello globale: fragilità e marginalità dei territori, mobilità e cooperazione. “Pensiamo a fenomeni come terremoti, eruzioni, bradisismo, alluvioni: viviamo in contesti che richiedono strumenti avanzati di analisi e prevenzione”.

Accanto alla dimensione ingegneristica, spazio anche alle ricadute economiche: una giornata sarà dedicata ai contributi della Scuola Interdipartimentale di Economia e Giurisprudenza (SIEGI). “Si tratta di tematiche che hanno un impatto concreto sulla sostenibilità e sullo sviluppo, indispensabili per comprendere le trasformazioni in atto sotto molteplici punti di vista”.

La partecipazione sarà aperta a tutti gli studenti della Parthenope. “L’idea è coinvolgere tutti gli studenti interessati”, continua Pascazio. Restano ancora da definire le modalità di selezione per gli studenti interni all’Ateneo: “Stiamo aspettando alcune indicazioni dal Ministero, anche in relazione ad una possibile variazione del budget. In base a questo valuteremo se attivare una selezione formale”. La Summer School si svolgerà in concomitanza con la chiusura dei corsi. “Potrebbe esserci una minima sovrapposizione con alcune attività didattiche, ma siamo in una fase in cui molti insegnamenti stanno terminando. A breve sarà definito il piano con sedi e orari”.

Prima edizione, ma con lo sguardo già avanti. “Ci auguriamo che iniziative di questo tipo possano essere rifinanziate e riproposte, anche in forme miste, per abbattere i costi e ampliare la partecipazione”. Intanto, i primi segnali sono incoraggianti. “Il bando per gli studenti argentini è ancora aperto e ha riscosso un notevole interesse.

È un riscontro importante, che conferma la bontà del progetto”. Sullo sfondo resta lo scopo più ampio: crescere attraverso lo scambio. “Tutte le iniziative di internazionalizzazione sono fondamentali: fanno crescere l’istituzione, ma anche gli studenti e i docenti. Creano connessioni, opportunità, visione”, chiude Pascazio.
Giovanna Forino

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Ateneapoli – n.7 – 2026 – Pagina 37

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