Radicata nel territorio ma proiettata verso il futuro, l’Università Vanvitelli ha confermato, attraverso le giornate di V:Orienta, la volontà di accompagnare gli studenti in una scelta consapevole, mostrando la ricchezza di un’offerta formativa capace di tenere insieme tradizione accademica, professionalizzazione e nuove sfide del mondo del lavoro. Nel Polo Scientifico di Caserta, gli studenti si sono alternati tra l’Aulario B e l’Aulario C, seguendo i diversi momenti di presentazione, le testimonianze e i confronti diretti con i docenti dei diversi Dipartimenti che hanno raccontato identità, percorsi e prospettive occupazionali dei propri Corsi di Laurea.
Si comincia con la prof.ssa Nadia Barrella, delegata all’orientamento per il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali che ha offerto una lettura ampia e tutt’altro che tradizionale dell’area umanistica. Il punto di partenza è chiaro: “al centro di tutto c’è l’essere umano. Tre i percorsi principali – Lettere, Beni Culturali e Scienze della Formazione Primaria – che però non vanno letti come compartimenti separati, ma come prospettive diverse su uno stesso oggetto di studio: l’uomo, nella sua crescita, nella sua produzione culturale e nel suo rapporto con il mondo”.
In particolar modo, “Scienze della Formazione Primaria – ha spiegato – è il percorso rivolto alla formazione dell’individuo che cresce, quindi alla costruzione delle basi che permetteranno al futuro adulto di scegliere in modo consapevole”. Diverso, ma complementare, è il ruolo di Lettere, che si occupa del prodotto culturale intangibile: letteratura, poesia, musica, scrittura, comunicazione, ma anche quel patrimonio di tradizione che costituisce le radici della cultura occidentale. “Beni Culturali, invece, guarda al prodotto tangibile dell’uomo – ha proseguito – quindi al patrimonio artistico, archeologico e storico, alla capacità dell’individuo di lasciare tracce concrete della propria civiltà”.
Un Dipartimento che usa il passato come strumento per comprendere e intervenire sul presente
Una distinzione che diventa, in realtà, un dialogo continuo tra formazione dell’individuo, produzione culturale e territorio. “Il nostro non è un Dipartimento che guarda al passato – ha sottolineato la docente – ma che usa il passato come strumento per comprendere e intervenire sul presente”. In questa prospettiva si inserisce anche l’apertura alle nuove sfide: dal digitale alla comunicazione contemporanea, fino al ruolo dell’intelligenza artificiale, letta come una questione profondamente linguistica e culturale, prima ancora che tecnologica. Sul piano degli sbocchi occupazionali, Barrella ha invitato a superare un luogo comune ancora molto diffuso: quello che vede Lettere esclusivamente legata all’insegnamento.
“L’insegnamento resta una strada importante – ha chiarito – ma è solo una delle possibilità. Oggi le competenze umanistiche trovano spazio in molti ambiti: dai musei agli archivi, dalle biblioteche al mondo della comunicazione, fino al settore audiovisivo, al digitale e al cosiddetto terzo settore, sempre più centrale nella società contemporanea”.
Tra i Corsi di Laurea di area umanistica presentati nell’Aulario B, figurano anche Scienze Politiche e Scienze del Turismo. Il prof. Rosario De Iulio, responsabile dell’orientamento per il Dipartimento al quale concernono i due percorsi: “la prima Triennale propone un’offerta formativa trasversale che comprende diritto, economia, geografia, storia, sociologia e lingue. La seconda mira a formare operatori del settore turistico, sia pubblico, sia privato, con specifiche competenze per la valorizzazione del turismo culturale e del turismo sostenibile, risorsa fondamentale del territorio regionale e nazionale”.
La stessa area del campus ha ospitato anche il Dipartimento di Matematica e Fisica che continua a puntare su una formazione avanzata ma al tempo stesso molto vicina agli studenti.
Il prof. Umberto Dello Iacono, delegato all’orientamento, ha illustrato un’offerta formativa composta dalle Triennali in Matematica, Fisica e Data Analytics, “quest’ultima – spiega il docente – è interamente in lingua inglese, così da offrire un’opportunità sempre più importante in chiave internazionale”, e dalle relative Magistrali. “A caratterizzare il Dipartimento – aggiunge – sono il rapporto diretto tra studenti e docenti, i laboratori, come ad esempio il CIRCE, le collaborazioni con enti di ricerca e un forte investimento sull’internazionalizzazione e sulla qualità della didattica”.
Da Farmacia ad Agraria
Molto ricca l’offerta formativa del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali, Biologiche e Farmaceutiche (DISTABIF). La prof.ssa Severina Pacifico ha sottolineato come i Corsi in ingresso siano ben cinque, di cui quattro Triennali e il Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Farmacia, “abilitante e altamente professionalizzante”.
“Un’offerta – chiarisce la docente e come ribadisce in un secondo momento la prof.ssa Ivana D’Angelo – che, pur partendo da una solida base comune fatta di chimica, fisica, matematica e biologia, si differenzia progressivamente nei singoli percorsi, permettendo agli studenti di comprendere già durante il primo anno quale possa essere il proprio posto nel mondo della scienza”. “Proprio il primo anno – continua – può diventare una sorta di orientamento in itinere, utile a capire se la strada intrapresa sia davvero quella più adatta alle proprie inclinazioni”. Centrale, nel Dipartimento, è anche il legame tra didattica e ricerca: gli studenti vengono coinvolti fin da subito in attività laboratoriali, così che il metodo scientifico non resti teoria, ma diventi pratica, spirito critico, creatività e costruzione di soluzioni innovative e sostenibili.
Su questa linea si inserisce anche il racconto del prof. Elio Coppola per Scienze Ambientali. “Il percorso – ha spiegato – nasce con una precisa impostazione: non limitarsi a descrivere la natura, ma studiare soprattutto l’impatto dell’uomo sull’ambiente e le possibili strategie di tutela e gestione ecologica. Accanto alle discipline di base, trovano così spazio insegnamenti applicativi, dall’ingegneria ambientale alla normativa di settore. Una preparazione ampia – approfondisce il docente – che apre sbocchi nelle pubbliche amministrazioni e nelle aziende private, soprattutto nei settori della consulenza e della regolamentazione ambientale, oggi sempre più centrali”.
Molto netta anche l’identità del Corso di Laurea in Scienze Agrarie e Forestali, presentato dalla prof.ssa Giovanna Battipaglia. “Corso interateneo con la Federico II, ad accesso libero, unisce una formazione scientifica di base a insegnamenti fortemente caratterizzanti già dal primo anno: agronomia, selvicoltura, scienze del suolo, ecologia, estimo. Un percorso che guarda tanto alla tradizione quanto all’innovazione, perché oggi il mondo agrario e forestale passa anche attraverso droni, satelliti, agricoltura 4.0 e transizione ecologica”.
I dati occupazionali – ha rimarcato la docente – sono particolarmente incoraggianti: “il tasso di occupazione sfiora il 90% e le opportunità lavorative spaziano dalla consulenza alle aziende del comparto agroalimentare, fino agli enti pubblici e alle realtà legate ai fondi comunitari e alla gestione sostenibile del territorio”.
Un fiore all’occhiello Design per l’Innovazione
Nell’Aulario C, invece, si sono concentrati i percorsi dell’area economica, giuridica, ingegneristica, medica e psicologica. Della progettazione e della creatività del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale ne ha parlato il prof. Vincenzo Cirillo: “abbiamo due filiere, una in Architettura e una in Disegno Industriale. Per quanto riguarda Architettura, il percorso principale è quello a ciclo unico quinquennale, a numero programmato nazionale con 150 posti disponibili, accessibile tramite test di ingresso.
Un percorso che consente, dopo l’esame di Stato, l’accesso diretto alla professione di architetto. Accanto a questo è presente il Corso di Laurea in Scienze e Tecniche dell’Edilizia, un percorso triennale orientato al mondo del lavoro e alla progettazione del contemporaneo, con particolare attenzione alla rigenerazione dell’ambiente costruito. Ci occupiamo di quegli edifici in cui viviamo oggi – ha spiegato il docente – e del loro futuro, considerando che molte strutture hanno un ciclo di vita limitato: il tema del recupero e della rifunzionalizzazione è centrale”. Un’impostazione che guarda quindi non solo alla progettazione ex novo, ma anche alla trasformazione e alla sostenibilità del patrimonio esistente.
Accanto alla filiera architettonica, il Dipartimento propone i percorsi Triennali in Design e Comunicazione e Design per la Moda – che, a differenza di Architettura, sono oggi ad accesso libero – con la possibilità di proseguire con la Magistrale in Design per l’Innovazione. “Si tratta di un fiore all’occhiello – ha sottolineato Cirillo – perché nel Sud Italia sono ancora pochi i Corsi pubblici in questo ambito”.
Il tratto distintivo è chiaro: una formazione fortemente orientata al progetto, che punta a formare non semplici esecutori ma veri progettisti, capaci di unire creatività e competenze tecniche. Un elemento trasversale a tutta l’offerta è il ruolo della comunicazione, sempre più centrale anche nell’architettura: “Un progetto funziona tanto più è in grado di comunicare in modo efficace”. Proprio per questo, le competenze comunicative vengono integrate in tutti i percorsi, in una sorta di dialogo continuo tra linguaggi, discipline e pratiche progettuali.
Il Dipartimento di Economia, attraverso la prof.ssa Daniela Mona e gli altri docenti coinvolti, ha mostrato una proposta che accosta ai tradizionali momenti di presentazione anche vere e proprie “lezioni in pillola”, pensate per far comprendere agli studenti il taglio concreto e partecipativo della didattica. Dalle differenze tra Economia Aziendale, “orientata – come spiega la docente – su tematiche manageriali e di finanza” – ed Economia e Commercio, “incentrata, invece, su un approfondimento sulle tematiche di carattere più economico e finanziario” fino alle prospettive che conducono verso aziende, istituzioni, banche e organizzazioni.
A Giurisprudenza anche un percorso con didattica on-line
Molto articolata si è confermata anche l’area di Giurisprudenza, come ha spiegato la prof.ssa Nicoletta De Angelis. “Accanto al tradizionale Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico, che continua a preparare alle professioni classiche di avvocatura, magistratura e notariato, il Dipartimento propone una Triennale pensata per intercettare nuove esigenze del mercato – con i percorsi in Management dello Sport, Scienze delle Investigazioni e della Sicurezza, oltre al più tradizionale Scienze dei Servizi Giuridici per amministrazioni, imprese ed enti del terzo settore – fino alla Magistrale in Diritto della Sicurezza e dell’innovazione tecnologica, nata proprio per formare figure giuridiche capaci di affrontare le trasformazioni digitali in atto”.
Inoltre – aggiunge la docente – il Dipartimento, pensando soprattutto agli studenti-lavoratori, “ha messo a disposizione un percorso di studi Magistrale in Giurisprudenza con didattica on-line, con lezioni disponibili on-demand sulla piattaforma e-learning del Dipartimento ma con esami da dare obbligatoriamente in presenza”.
Ampio spazio anche all’Ingegneria, con un’offerta formativa articolata e trasversale, come ha spiegato il prof. Mario Caterino. “I nostri Corsi spaziano dal ramo civile e ambientale a quello industriale, fino all’elettronico e informatico”, ha sottolineato, evidenziando come il Dipartimento offra percorsi diversificati ma accomunati da una solida base scientifica. Nel dettaglio, “l’area civile e ambientale comprende l’Ingegneria civile, edile e ambientale, orientata alla progettazione di infrastrutture – come edifici, ponti e strade – con una crescente attenzione al tema della sostenibilità, oggi centrale nella pianificazione urbana e nella gestione del territorio”.
Accanto a questa, il ramo industriale forma figure come ingegneri meccanici, aerospaziali, gestionali ed energetici: professionalità richieste sia a livello nazionale, sia internazionale. In particolare, “l’ingegnere gestionale si occupa dell’organizzazione e della gestione di progetti complessi, cercando di far rispettare i tempi e i budget associati a quelle attività; mentre i percorsi meccanico e aerospaziale sono fortemente legati alla progettazione tecnica, dalle componenti di un motore fino alle strutture avanzate del settore aeronautico e spaziale. Sempre più rilevante è anche la figura dell’ingegnere energetico, chiamato a sviluppare sistemi efficienti e sostenibili”.
Completa l’offerta il settore elettronico e informatico, che prepara ingegneri in grado di operare sia sul piano hardware sia su quello software, fino ad arrivare all’ingegneria biomedica, focalizzata sulla progettazione di tecnologie e dispositivi utilizzati in ambito sanitario. “Dal punto di vista didattico – ha aggiunto – il percorso triennale presenta un primo anno comune, basato su discipline fondamentali come matematica, fisica e chimica, mentre dal secondo anno in poi gli studenti iniziano a specializzarsi nel proprio ambito”.
Si passa poi alla zona dedicata a Medicina e Chirurgia, illustrata dal prof. Marco De Sio che ha sottolineato la complessità e la ricchezza dell’offerta formativa, articolata tra Corsi Magistrali e percorsi professionalizzanti: “La medicina – ha spiegato – è una struttura che coinvolge più Dipartimenti, coordinati proprio dalla Scuola di Medicina. Accanto alle cosiddette lauree brevi, che garantiscono un accesso diretto al mondo del lavoro, si collocano i Corsi Magistrali, tra cui Medicina e Chirurgia, il corrispondente Corso in lingua inglese e Odontoiatria e Protesi Dentaria”.
Il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, per quanto riguarda la Vanvitelli, si articola su tre poli: “Napoli (290 posti), Caserta (360 posti) e Castel Volturno, presso l’ospedale Pineta Grande (120 posti). A questi si aggiunge il Corso in lingua inglese, che prevede 110 posti, di cui 60 riservati ai cittadini UE e 60 riservati ai cittadini italiani che vivono in Comunità Europea, rendendo – prosegue De Sio – l’offerta della Vanvitelli tra le più ampie in Campania. Si tratta di un percorso impegnativo, che richiede passione e consapevolezza, ma che offre anche un ventaglio molto ampio di sbocchi e specializzazioni”.
Gremito anche lo spazio dedicato a Professioni Sanitarie, curato dalla prof.ssa Olimpia Mazzarella, Coordinatrice del Corso di Laurea in Infermieristica. Si tratta di un sistema articolato che comprende numerosi Corsi – da Infermieristica a Fisioterapia, da Ostetricia a Tecniche di laboratorio, fino alle altre figure sanitarie – accomunati da una struttura didattica condivisa, soprattutto nei primi anni.
“I primi due anni – ha spiegato – sono caratterizzati da una base comune di insegnamenti, come anatomia, fisiologia, chimica, biologia e fisica”. Una formazione iniziale che consente agli studenti di acquisire competenze fondamentali prima di avviarsi verso una progressiva specializzazione. “Un elemento distintivo – prosegue – è anche l’organizzazione dei corsi, spesso mutuati: studenti di percorsi diversi condividono lezioni e docenti, soprattutto nella parte teorica”. Il modello formativo si articola in due componenti principali: da un lato le lezioni frontali, dall’altro il tirocinio, parte essenziale e obbligatoria del percorso. “Lo studente viene affiancato da un tutor clinico – ha sottolineato – e svolge attività direttamente nelle strutture sanitarie”.
Le ore di tirocinio sono numerose e crescenti nel corso degli anni, permettendo un contatto diretto e continuo con il contesto professionale. Non mancano opportunità di internazionalizzazione, come i programmi Erasmus, e attività laboratoriali integrative. “Importante – ricorda con entusiasmo la docente – anche la diffusione territoriale: i Corsi sono presenti in più sedi, con l’obiettivo di garantire accessibilità e rispondere alle esigenze del territorio”.
Infine, il Dipartimento di Psicologia, illustrato dal prof. Sebastiano Costa, ha presentato un percorso capace di fornire una base completa sulle diverse anime della disciplina – dalla psicologia generale alla clinica, dalla neuropsicologia alla psicometria, fino alla psicologia del lavoro e dello sviluppo – consentendo agli studenti di orientarsi con maggiore consapevolezza verso la Magistrale più vicina ai propri interessi.
Elisabetta Del Prete
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Ateneapoli – n.7 – 2026 – Pagina 30-31








