Lo sport e il diritto nel mondo romano. Dallo status giuridico degli atleti alla tutela dell’ordine pubblico

Nella suggestiva cornice storica di Santa Maria Capua Vetere, città che custodisce l’Anfiteatro Campano e sede del Dipartimento di Giurisprudenza, è stato avviato quest’anno accademico un corso dedicato al rapporto tra sport e diritto nel mondo romano, tenuto dalla prof.ssa Giuseppina Maria Oliviero Niglio, docente di Diritto romano e fondamenti del diritto europeo.

Qui, dove gli echi delle corse, dei combattimenti di gladiatori e degli spettacoli pubblici sembrano ancora attraversare i resti archeologici, l’insegnamento accompagna gli studenti in un viaggio attraverso le radici giuridiche del fenomeno sportivo nell’antica Roma.

Inserita nell’offerta formativa del Corso di Laurea Triennale in Scienze dei Servizi Giuridici, curriculum in Diritto e management dello sport, la disciplina è a scelta per gli studenti del secondo e terzo anno che abbiano già sostenuto l’esame fondamentale di Diritto romano, oggi ridenominato Diritto romano e fondamenti del diritto europeo. Una modifica che, come sottolinea la docente, è stata introdotta “in sintonia con le ultime direttive ministeriali”, con l’obiettivo di evidenziare “come la gran parte delle nazioni europee abbia un patrimonio culturale comune costituito dalla tradizione romanistica”.

L’insegnamento è parte di un percorso che mira a formare figure professionali versatili nel mondo dello sport. In questo contesto, lo studio del diritto romano conserva un ruolo fondamentale. “La conoscenza del diritto romano è ancora oggi indispensabile per la formazione del giurista contemporaneo perché l’esperienza giuridica romana ha dettato le linee guida della scienza del diritto nei suoi vari ambiti e fornisce gli strumenti di cui si serve un giurista quando interpreta la norma per applicarla al caso concreto”, afferma la docente.

Trattandosi di un insegnamento opzionale, l’obiettivo è quello di sviluppare competenze linguistiche e concettuali specialistiche tramite “la lettura di fonti selezionate e particolarmente significative della regolamentazione giuridica del fenomeno sportivo nel mondo romano. In particolare, vengono analizzati passi scelti di giuristi e costituzioni imperiali, e anche alcune fonti extra-giuridiche”. Pur in assenza nell’antichità di un vero e proprio diritto sportivo in senso moderno, emerge comunque una significativa attenzione giuridica verso il fenomeno sportivo.

Attraverso lezioni dialogate e partecipative gli studenti affrontano tre principali nuclei tematici. Il primo riguarda lo status degli atleti e la loro condizione giuridica e sociale, analizzata anche in relazione ad altre figure come gli agitatores (protagonisti delle corse dei carri) e i gladiatori (in particolare coloro che combattevano contro le belve). Il secondo nucleo si concentra sulla disciplina giuridica delle manifestazioni sportive, con particolare attenzione alle legislazioni imperiali. In questo ambito si può notare un interessante parallelo con il diritto sportivo contemporaneo: “emerge come lo Stato fosse già molto attento alla tutela dell’ordine pubblico.

Il popolo era frequentemente messo a rischio dalla partecipazione di massa, soprattutto durante le corse con i carri e le venationes, cioè i combattimenti tra gladiatori e animali. Queste erano le attività più apprezzate e ovviamente, come accade anche oggi negli stadi con il calcio, uno sport molto popolare, si ponevano e si pongono problemi di ordine pubblico”.

Infine, il terzo nucleo analizza l’incidenza del fattore religioso nelle manifestazioni sportive. Con l’affermarsi del cristianesimo, gli imperatori iniziarono a vietare gli spettacoli pagani nei giorni in cui ricorrevano festività religiose, fino a una progressiva fusione tra calendario civile e calendario liturgico in età giustinianea. “Questo è un aspetto significativo della storicità del diritto: il diritto muta per adeguarsi alle esigenze sociali che mutano nel corso del tempo”.

In conclusione, la prof.ssa Oliviero Niglio invita gli studenti a considerare questa opportunità formativa: scegliere questo insegnamento significa “approfondire nozioni, strumenti, linguaggi e concetti già acquisiti” e confrontarsi con testi che risultano ancora oggi “stimolanti anche per la comprensione del diritto civile contemporaneo”.
Angelica Cioffo

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Ateneapoli – n.9-10 – 2026 – Pagina 20

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