Francese I: restano il dettato e la traduzione

Anche per francese la valutazione delle competenze scritte avverrà in forma orale attraverso la piattaforma Teams. A ogni studente e a seconda dell’annualità dell’esame saranno, pertanto, sottoposte prove diversificate nella struttura e per livello di conoscenze. “Il principio che ha guidato la riconversione dello scritto in una modalità orale a distanza è stato innanzitutto quello di adeguare la prova tradizionale a questa nuova tipologia di verifica e ai supporti informatici a disposizione”, illustra il prof. Claudio Grimaldi. Per il primo anno di francese, in particolare, lo scritto si divideva in tre parti (dettato; traduzione di frasi dal francese all’italiano; comprensione di un testo), equiparate a un livello A2/B1 secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue Europee. “Abbiamo, però, dovuto procedere semplificando la prova dal punto di vista quantitativo e accorciando i tempi previsti per una prova in presenza” (in genere, anche di due o più ore). Per ogni annualità “abbiamo riposto molta attenzione affinché gli studenti si trovassero al momento dell’esame di fronte alla stessa tipologia di esercizi che preventivavano di svolgere in circostanze normali: una priorità importante che abbiamo tenuto a rispettare per evitare situazioni di smarrimento. Sono, peraltro, esercizi che gli studenti conoscono e sui quali hanno avuto modo di prepararsi sin dall’inizio dell’anno e durante le ore di lettorato” (anch’esso da marzo erogato nelle aule virtuali e con disponibilità da parte dei lettori in orari di ricevimento). Si conserveranno, dunque, il dettato e la traduzione delle frasi. “L’aspetto della comprensione, in realtà, riusciremo a valutarlo attraverso la traduzione”. Peraltro, “abbiamo attivato dal mese di marzo un percorso didattico eLearning, aperto fino al 14 maggio, sulla piattaforma del CLAOR”. Nei vari moduli, “molte esercitazioni sono dedicate proprio alle attività di comprensione e ascolto di materiali inerenti alla cultura francese e francofona, per le quali gli studenti riceveranno un’apposita valutazione”. Una specifica che vale per tutte le lingue: “la valutazione dello studente non attiene esclusivamente all’accertamento delle competenze linguistiche scritte dimostrate nel giorno dell’esame. Il voto dello scritto costituisce la fase finale di un percorso che inizia a fine settembre e dura fino al mese di giugno”. Nel confronto con gli studenti, “ho cercato di testare alcuni dubbi ricorrenti: mi chiedevano, per esempio, se si potesse utilizzare il dizionario durante la traduzione. In questo caso, vorrei rassicurarli, poiché proporremo un lessico di base e ci si aspetta che uno studente di primo anno conosca i vocaboli scelti dal docente. Ciò non toglie che potrà comunque chiedere a noi l’informazione e non sarà giudicato per questo”. Altro aspetto da non sottovalutare è la gestione del tempo. Il mio consiglio è: “limitare il fattore ansia da prestazione. L’impressione è che, avendo un tempo minore a disposizione, possa subentrare una maggiore pressione psicologica, che già naturalmente a volte condiziona la performance di uno studente, anche bravo, durante l’esame”. Alcuni temono, inoltre, l’incognita informatica. “Mi sono accorto, proprio durante il ricevimento con gli studenti, che non tutti dispongono di un computer proprio e c’è chi utilizza Teams dall’app del cellulare”. In ogni caso, “la piattaforma funziona molto bene: abbiamo avuto modo di testarla ancor meglio durante le sedute di laurea e in sede d’esame saremo nuovamente attenti alle esigenze del singolo”. In sintesi, “l’esame non deve rappresentare un momento di difficoltà: si tratta semplicemente di una conferma per accertare le competenze di lingua, in parte già esaminate durante le lezioni in itinere, le attività di supporto e le prove di fine corso”. A conclusione del primo semestre, “ho infatti sottoposto ai miei studenti del gruppo A-L dei Corsi di Mediazione Linguistica e Culturale e di Lingue e Culture Comparate delle prove volte a verificare l’acquisizione di quanto approfondito durante le ore di lezione. È importante sostenere queste prove, anche per lo studente non principiante, soprattutto perché cade alla fine dell’iter delle lezioni, laddove l’esame scritto si collocherà cinque-sei mesi dopo. La valutazione di tali prove non abbassa la media, ma serve allo studente per rendersi conto della sua preparazione in quel momento e a noi docenti per valutare i risultati da lui ottenuti, guardando l’impegno profuso dallo studente durante tutte le varie fasi dell’apprendimento”. La durata degli esami a giugno sarà comunque variabile e si prospetta di almeno 20-25 minuti. “L’esame riguarda tutti, quindi non deve esserci imbarazzo a interloquire con un docente mentre altre persone sono collegate, perché da sempre gli esami si fanno a porte aperte”. Durante l’orale, “si avrà poi modo di effettuare una valutazione che – conclude – possa sondare più in profondità le competenze di ciascuno”.
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