Nuove immersioni al Centro Universitario Sportivo di Napoli con il ritorno dei corsi targati Gruppo Subacquei Federali Napoli (prima lezione, da calendario, lo scorso 7 febbraio). Come per le passate edizioni, la formazione, che prevede il rilascio del brevetto federale per sommozzatori sportivi, è organizzata su più livelli, per accontentare le esigenze dei principianti e dei sub più esperti. Nove lezioni teoriche ed altrettante esercitazioni in piscina si svolgeranno nella struttura di via Campegna. Completano l’offerta formativa sei immersioni in mare. Da listino, incontri, materiali di studio e rilascio del brevetto costano 250 euro. È al CUS che ha mosso i primi passi in questo sport Massimiliano Esposito, studente venticinquenne di Scienze e Tecnologie della navigazione all’Università Parthenope: “ho iniziato a marzo dal P1, il primo livello, conseguendo a giugno il brevetto che permette di scendere fino a diciotto metri. Adesso sto per concludere il P2, valido per i trenta metri. Ho già superato scritto e orale, mi mancano le ultime immersioni”. Le differenze: “al P1 si è ancora alle prime armi. Nel P2 si inizia diventare dei subacquei seri”. Il percorso gli è “piaciuto tantissimo. È come entrare in una nuova famiglia. Nel mondo della subacquea si è molto uniti. Oltre alla propria vita si pensa al compagno e a tutto il resto del gruppo. Non a caso i docenti insistono molto sulle emergenze. Ci hanno insegnato a essere collaborativi e ad avere fiducia dell’altro”. Sulle lezioni teoriche: “sono molto interattive. C’è un continuo scambio di opinioni e molti esempi pratici”. Poi “si entra in piscina per svolgere esercitazioni basate su quanto appreso in aula poco prima. Il corso è improntato su salvamento, vestizione in acqua, apnea, movimenti per immergersi silenziosamente nel caso in cui si dovessero fotografare pesci o altri animali marini”. Nell’ultima fase l’acqua diventa salata: “il battesimo con l’immersione in mare è fantastico. Ovviamente la sicurezza è il fulcro, quindi non si scende oltre i dieci metri. A quella profondità ogni problema è risolvibile”. Episodio che ricorda con particolare piacere: “l’immersione a Castellammare. Ero in coppia con una ragazza. Scendendo abbiamo visto un gattuccio, un pesce rarissimo che anche diversi sub esperti non hanno mai incrociato. A primo impatto sembra uno squalo. È stato fantastico. Mi ha convinto a proseguire questa attività”. Obiettivi per il futuro: “abilitarmi per scendere fino a 42 metri, poi come guida subacquea, ma sto ragionando passo dopo passo”. Sta per acquisire il brevetto P2 pure Carmen Cimminella, studentessa federiciana di 22 anni iscritta al Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie per la natura e per l’ambiente: “ho scelto questo sport perché lo trovo molto attinente al mio percorso di studi. Il CUS, invece, su suggerimento di una mia amica che aveva già svolto attività lì e me ne aveva parlato bene”. Da sub ha già raggiunto “il livello 1, a breve il secondo. Mi sono trovata molto bene con gli istruttori e gli altri ragazzi. Quello che si vede sott’acqua dà sempre delle emozioni particolari”. Il ricordo particolare: “la prima immersione a Baia. All’inizio c’era un po’ di paura, poi è passato tutto. Gli istruttori ti accompagnano, poi si scende sempre in coppia. Questo dà sicurezza”. Nessuna fatica a conciliare l’impegno sportivo con lo studio: “i corsi sono programmati di sera e si articolano in un incontro a settimana, quindi è fattibile”. Perché lo consiglia: “per conoscere tutte le bellezze del mare e imparare a rispettarlo. Al corso insistono molto sul non toccare ciò che ci circonda”.








