Gli studenti: “quest’Ateneo non è un esamificio”

Studio e svago nel Campus di Fisciano, dove trovano posto ben nove delle dieci Facoltà dell’Università di Salerno. In Via Ponte Don Melillo si è ormai strutturata e popolata (gli iscritti sono circa 48.000!) una vera e propria città universitaria a misura di studente con servizi assolutamente impensabili in altri Atenei, come un teatro, dove prova e si esibisce una compagnia teatrale di Ateneo, una radio web (la unis@und), il Musicateneo e una Masseria attrezzatissima, dove gli studenti possono suonare e provare numerosi strumenti. “Qui al Campus funziona veramente tutto!”. A parlare è Alfredo Gualdieri, 26 anni, Presidente del Consiglio degli studenti e iscritto alla Specialistica di Ingegneria Chimica. “Abbiamo un servizio di ristorazione eccellente – dice – in grado di assicurare circa 2.000 pasti al giorno, attrezzature sportive all’avanguardia, dalla piscina semiolimpionica al coperto ai campi di calcetto e di tennis, e poi musica, teatro, radio. Insomma, una quantità enorme di spazi per divertirsi e studiare: noi studenti ci sentiamo davvero al centro dell’Università”. Punto dolente: “l’orientamento in uscita, che andrebbe rafforzato ed equiparato a quello in entrata per evitare di formare futuri disoccupati!”, dice Alfredo. Molto efficaci e incisive, infatti, si dimostrano le iniziative del CAOT (Centro di ateneo per l’orientamento e il tutorato) come la Giornata dedicata alle matricole, che solitamente si svolge ad ottobre, prima dell’inizio dei corsi, nella Piazza del Sapere del Campus. Molto attive anche le associazioni studentesche, che forniscono assistenza agli studenti nell’elaborazione del piano di studi o semplicemente per orientarsi all’interno del Campus, con un’attenzione particolare all’organizzazione di feste ed eventi che contribuiscono a creare aggregazione tra gli studenti. Tra queste, “Live at Fisciano Village” e “Campus in festa” sono appuntamenti fissi: il primo a giugno e il secondo ad ottobre. “Ultimamente abbiamo avuto come ospiti i Marlene Kuntz e i Bandabardò – racconta Vincenzo Nitti, 27 anni, iscritto a Matematica e rappresentante degli studenti in CdA – c’erano almeno diecimila persone, è stata una grande festa”. Peccato che non sempre, a suo dire, gli studenti partecipino attivamente a queste iniziative e, più in generale, alla vita universitaria del Campus. “L’ottica di campus è un’ottica a 24 h – dice Vincenzo – è una palestra di vita. Qui viviamo una realtà miniaturizzata di quella che è la realtà esterna, perciò occuparsene attivamente, non solo a livello di corsi ed esami, può essere utile per farsi le ossa!”. Tuttavia, le Facoltà scientifiche non lasciano troppo tempo libero, a causa di un’intensa attività laboratoriale e della frequenza obbligatoria ai corsi, per cui Vincenzo lamenta la difficoltà di sfruttare appieno tutte le chances offerte dal Campus per chi, come lui, frequenta una Facoltà dell’area tecnico-scientifica. “A Giurisprudenza un esame consiste generalmente in un orale; a Informatica, invece, si fa prima lo scritto, poi un lavoro di progetto e infine l’orale. C’è una bella differenza”, afferma. Ma anche a Giurisprudenza, CdL quinquennale con 23 esami fondamentali, 5 opzionali e due o tre idoneità, si potrebbe migliorare qualcosa. Nazario Matarazzo, 25 anni, senatore accademico iscritto a Giurisprudenza, è convinto della necessità di una maggiore suddivisione delle cattedre, ad oggi solo doppia (A-L e M-Z), e di una rotazione almeno biennale delle stesse. “La Facoltà è strutturalmente ben organizzata – spiega – ma dal punto di vista della didattica si potrebbe fare ancora qualcosa. Anche se la frequenza non è obbligatoria, le lezioni degli esami fondamentali sono sempre molto affollate, con il vantaggio, però, che le aule dove si segue sono tutte molto vicine”. In ogni caso, spostarsi da un capo all’altro del Campus non sarebbe un problema: due eco-bus si alternano dal Polo di Scienze alla Facoltà di Giurisprudenza e il servizio è completamente gratuito. Pienamente d’accordo sull’efficienza dei servizi e delle strutture del Campus, Nazario sostiene l’associazionismo studentesco: “costituisce un momento di confronto e di crescita e aiuta ad orientarsi negli studi”. Tra queste, ad esempio, c’è UniFriends, Associazione che riunisce gli studenti del Polo umanistico (Giurisprudenza e Lettere) e si propone di essere il più possibile vicina agli studenti (per maggiori info consultare il contatto Facebook). Momenti di aggregazione saranno favoriti anche dalla Club House, una sala relax di prossima inaugurazione pensata per studenti e docenti, e dalle attività dei cosiddetti Gruppi di studio. “Nel Campus è impossibile non socializzare o entrare in una comitiva – racconta Vincenzo Sansone, ventiseienne di Economia e rappresentante in CdA – i più volenterosi, indecisi a quale associazione aderire, formano dei Gruppi di studio composti da un massimo di otto persone, dove si studia e si creano progetti per esami e attività culturali. Fisciano non è di sicuro un esamificio, il Campus si può vivere giorno per giorno senza stancarsi mai!”.
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