Gli studenti di Biotecnologie Mediche inaugurano la nuova sede

Seguono le lezioni nella nuova sede gli studenti di Biotecnologie Mediche. Per accedervi non utilizzano l’accesso principale della struttura ma il passaggio pedonale che collega l’edificio con il complesso del Nuovo Policlinico. Il viale è immerso in un giardino; la parte che lo separa da Via De Amicis è stata recentemente arata per piantarvi sei alberelli. Le aule in funzione per adesso sono tre, di cui una molto grande divisibile in due spazi contigui. Poltroncine, microfoni e proiettori sono stati fittati dalla Presidenza per rendere immediatamente fruibili i nuovi spazi, data l’esigenza della Facoltà di Medicina di utilizzare alcune delle aule della Tensostruttura.
“Finalmente abbiamo una sede tutta nostra. L’avevo già visitata a fine febbraio con i nostri rappresentanti ed il Preside. E’ ottima”, afferma Giovangiuseppe Manzo, uno studente del primo anno. “Nella Tensostruttura si stava bene, il problema erano gli spazi dell’Edificio 5 – sostiene l’amico Luca Corbia – Fare lezione lì era un’avventura. Le aule erano fatiscenti, mancavano le tavolette per scrivere e in alcuni casi anche le sedute reclinabili dei sedili. Certo, è un peccato non essere in contatto con gli studenti degli altri Corsi della Facoltà poiché seguiamo in tanti posti differenti”. “Le aule della Tensostruttura non erano affatto male – commenta Andrea Conte – Non stiamo ancora usufruendo della comodità di avere la segreteria e i laboratori nello stesso edificio”. “Finché non verrà completata, non avremo un bar, un’aula studio. Per adesso è un aulario, proprio come lo era la Tensostruttura”, precisa Angela Giovazzino. Per Antonio Ciriello “va bene come soluzione provvisoria ma urge una macchinetta per il caffè!”.
Non c’è ancora un custode. La sorveglianza di mattina è affidata alle guardie giurate. I servizi igienici sono impeccabili: ce ne sono 12 per le donne, 8 per gli uomini, più quelli per i docenti e i disabili. Il principale vantaggio che gli studenti hanno tratto dalla nuova sistemazione riguarda l’organizzazione delle lezioni. “Non ci accontentiamo più di usufruire degli spazi vuoti ma l’orario viene progettato secondo le nostre esigenze, è pensato per noi”, puntualizza Andrea. E Lucio Serao aggiunge: “Ora rimaniamo sempre nella stessa aula, sono i professori a cambiare. E’ più comodo”. Nelle aule C e A, infatti, si svolgono rispettivamente per i corsi del primo e del secondo anno. Una terza aula viene utilizzata per gli incontri del progetto PON “Ponte”. “E’ orientato alla preparazione al test di accesso all’area sanitaria per gli studenti dell’ultimo anno delle superiori”, spiega Sergio Caserta, docente di Processi biotecnologici.
Apprezzano molto la novità i docenti.  “E’ motivo di enorme orgoglio fare finalmente lezione nella nuova sede – sostiene il prof. Lucio Pastore, docente di Terapia Genica e Cellulare – E’ il riconoscimento che siamo una realtà cresciuta negli anni. Io sono stato uno dei primi docenti della Facoltà, per me “è nu piezz ‘e core”.
“I ragazzi sono entusiasti di avere una propria collocazione. Rafforza l’identità collettiva – rileva la prof.ssa Raffaella Pero, docente di Microbiologia Molecolare e Cellulare – Man mano verranno aperte le altre aule, verranno acquisiti dei distributori di bevande. Per ottobre dovrebbe essere tutto a posto. Stando tutti assieme, si creerà una nuova interazione sia tra i docenti, sia tra gli studenti”.
Manuela Pitterà
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