I Carnevali storici della Campania, un patrimonio da salvaguardare

Alcuni sono molto noti, altri meno, ma altrettanto interessanti. Sono i Carnevali storici che impreziosiscono decine e decine di località della Campania e che in questi giorni propongono una miriade di appuntamenti e di eventi. Rappresentano un patrimonio di cultura immateriale che si riflette ed è in relazione anche con i centri storici delle località teatro degli eventi, che rappresentano invece il patrimonio materiale. Un progetto, che coinvolge docenti di Architettura ed al quale collaborano anche alcuni antropologi, si propone di catalogarli e metterli in relazione con gli spazi urbani che li ospitano. “Indaghiamo la relazione tra patrimonio culturale immateriale e materiale. Gli aspetti antropologici dei Carnevali, le relazioni con gli spazi pubblici, gli effetti socio-economici delle manifestazioni”, spiega il prof. Pasquale De Toro, che insegna Valutazione ad Architettura ed è il direttore del Centro di Ricerca in Urbanistica Alberto Calza Bini. Il progetto, iniziato a giugno 2019, finanziato con 133 mila euro dalla Regione, ha individuato settantuno Carnevali storici nell’ambito di tutte le province campane. “Ci sono stati sopralluoghi e rapporti con i responsabili locali che ci hanno consentito di censire i Carnevali e capirne le caratteristiche. Abbiamo poi effettuato una mappatura con il Gis per evidenziare le relazioni con gli spazi urbani. Ora che le manifestazioni stanno per essere riproposte, opereremo nuovi sopralluoghi. C’è naturalmente anche un lavoro bibliografico perché abbiamo studiato le fonti storiche. Documentazione storica, ricerca sul campo ed elaborazioni che realizziamo per rendere comunicabile e catalogabile il lavoro sfoceranno in un report che consegneremo alla Regione ed in un volume a stampa”, informa il prof. De Toro.
La squadra che porta avanti lo studio è composta da undici docenti strutturati – De Toro, Antonio Acierno, Alessandra Broccolini, Maria Cerreta, Teresa Colletta, Ileana Corbi, Ferdinando Di Martino, Francesca Ferretti, Luigi Fusco Girard, Lilia Pagano, Salvatore Sessa -, un amministrativo e 16 tra assegnisti, dottorandi ed altri giovani ricercatori. Gli architetti sono presenti con esperti di vari settori disciplinari, dagli storici agli urbanisti fino agli informatici. La ricerca “nasce anche perché qualche anno prima avevamo partecipato e vinto un progetto europeo sui Carnevali come Calza Bini che era sostenuto da Europa Creativa, uno dei programmi dell’Unione europea di finanziamento della ricerca. Partecipammo con partner europei: spagnoli, portoghesi, tedeschi, sloveni. Sulla base di questa esperienza pregressa, abbiamo presentato un progetto per il bando pubblico della Regione. Siamo stati uno degli otto vincitori”. L’obiettivo è una proposta di candidatura Unesco. Ma anche “un modo per valorizzare le aree interne, dove è concentrata la maggior parte dei Carnevali storici”, sottolinea il prof. De Toro. Il sette febbraio si è parlato anche di questa ricerca nell’ambito dell’incontro che si è svolto al Centro Congressi della Federico II: “Città storiche e patrimonio immobiliare, le festività carnevalizie della Campania”.
Fabrizio Geremicca
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