I docenti consigliano come affrontare lo studio

Lezioni, seminari, esercitazioni, testi da studiare. I primi mesi da matricola non sono facili per nessuno e il rischio di restare indietro con i programmi è forte. Se ne rendono conto i ragazzi, ma ancor più i professori, che sanno bene quanto è difficile il passaggio dalle aule scolastiche a quelle universitarie. Abbiamo chiesto ad alcuni docenti della Facoltà di Economia quali sono i problemi che si presentano più spesso nell’approccio con gli insegnamenti del primo anno e come fare per risolverli. Siamo partiti da una materia ritenuta dagli studenti tra le più difficili, Matematica. E abbiamo parlato con una docente considerata da molti la più “tosta” assieme al temutissimo Pasquale De Angelis. Della prof.ssa Francesca Perla si dice che è una esaminatrice severa ed esigente, ma anche un’insegnante rigorosa e puntuale. Una di quelli che “dà molto a noi studenti”. Quanto è vero lo si capisce dalla passione con cui ci spiega cosa dovrebbero fare i ragazzi per riuscire a superare bene l’esame di Introduzione alla Matematica, che lei insegna al primo anno del Corso di Laurea in Economia e Commercio. “Generalmente le difficoltà maggiori derivano da carenze pregresse”, dice, “anche perché gli iscritti a Economia provengono da istituti diversi e il livello delle conoscenze di partenza non è omogeneo. Ci sono studenti che non hanno mai visto una retta o che non sanno risolvere neppure equazioni molto semplici. Cerchiamo di colmare le lacune con i precorsi, ma i frequentanti sono ancora pochi rispetto al numero di studenti che si immatricolano ogni anno”. 
Matematica, 
si procede 
a piccoli passi
Ormai, però, i precorsi fanno già parte del passato: si sono tenuti a settembre, siamo a più della metà del corso, subito dopo le vacanze di Natale si partirà con gli esami. Come studiare adesso? “Giorno per giorno, rivedendo gli argomenti che il docente spiega in aula, ma usando anche il testo, che peraltro utilizza lo stesso linguaggio delle lezioni. Facendo in questo modo, lo sforzo non è troppo eccessivo, perché si procede a piccoli passi e ogni volta successiva si incontrano meno difficoltà. Inoltre, i ragazzi così potranno interagire meglio con il docente durante le lezioni, ed eventualmente porre domande e chiedere chiarimenti con maggiore cognizione di causa”. Un discorso a parte lo meritano gli esercizi. “Sono la parte finale dell’apprendimento, in cui si mette a frutto ciò che si è studiato. Se l’esercizio viene visto come mera applicazione meccanica, diventa inutile. Se si ha una buona conoscenza degli argomenti, allora l’esercizio diventa una banalità, e l’esame si supera di certo, anche se ogni volta la traccia assegnata è diversa dalla precedente. Cerco sempre di arricchire le lezioni con esercizi, e chi segue costantemente ne trae giovamento, purché studi. Il problema è che quando uno studente non studia a casa quello che è stato spiegato in aula, perde il filo e riesce sempre meno a star dietro alle lezioni successive. Così si scoraggia e smette di frequentare. Il brusco calo di presenze che si verifica durante il corso dipende da questo. La matematica è un filo, se se ne perde un pezzo diventa difficile”. Ma la scarsa attenzione, la difficoltà nello studio a casa, il timore nel contattare il docente sono riconducibili quasi sempre ad un unico problema di fondo: il rifiuto psicologico per la materia. La prof.ssa Perla afferma che si tratta di una grossa barriera: “E’ difficilissimo abbatterla”. “Non è questione di essere portati o no, come pensano i ragazzi. Tutti abbiamo le capacità per capire la matematica, si tratta solo di applicarsi. Io provo ad aiutarli a superare i pregiudizi spiegando loro che la matematica serve praticamente, ad esempio illustrandogli cosa potrebbero fare domani. Occuparsi della revisione dei conti, esaminare i bilanci richiede anche una matematica più sofisticata di quella che studiano adesso”. L’esame è scritto e orale e si svolge con una Commissione unica per tutti i Corsi di Laurea. Per la prof. Perla, lo studente che prende un bel 30 è “colui che ha capito quello che ha studiato. Se si è memorizzato senza capire, nella matematica lo si scopre subito”. Il consiglio per tutti è quello decisivo per superare nel migliore dei modi l’esame: “In caso di difficoltà, rivolgetevi al docente senza timori. Non dovete avere paura né del docente né della matematica”. 
Casi reali e 
prove intercorso
 per Economia
 Aziendale
Il prof. Salvatore Ferri insegna un’altra materia fondamentale, Economia Aziendale. I suoi Corsi di Laurea sono Management delle imprese turistiche ed Economia Aziendale presso il punto d’ascolto a Torre Annunziata. E’ un docente giovane, i suoi 36 anni gli permettono di essere particolarmente vicino alle esigenze degli studenti e di comprendere fino in fondo il disagio di chi si trova per la prima volta ad affrontare un esame universitario. “Il vero problema delle neomatricole è il passaggio dalla scuola all’università”, dice, “può essere un trauma. Ma chi ha voglia davvero di raggiungere dei buoni risultati ce la fa senz’altro. E’ una questione di volontà: il frequentare le lezioni aiuta molto, però la partecipazione deve essere attiva, non basta la presenza fisica”. Economia Aziendale è una materia introduttiva con tanti passaggi teorici che possono anche risultare pesanti. “Durante le spiegazioni mi servo di casi reali per far capire agli studenti come non si tratti di argomenti distanti”, dice il prof. Ferri. La prima prova per i ragazzi è intercorso e facoltativa, la incontrano prima dell’esame vero e proprio e consiste in una serie di domande a risposta aperta e di esercizi. Se ne tiene conto se è andata bene, mentre se non è stata brillante non comporta alcuna penalità. All’esame, poi, ci sono una prova scritta e una orale. Quella scritta comprende anche degli esercizi tecnici, un po’ più ostici per chi non ha mai avuto alcun approccio con la ragioneria. “L’esame lo passa chi ha veramente studiato. Bisogna trascorrere del tempo sui libri, facendo un lavoro piuttosto importante, ma alla fine paga”. Ultima notazione: chi segue a Torre Annunziata e ha più del 75% delle presenze fa l’esame direttamente con il prof. Ferri (ma non ha agevolazioni sul programma). Questo perché “Torre Annunziata è un punto d’ascolto per venire incontro a chi vive in quella zona, se non ci fosse frequenza alle lezioni non avrebbe senso di esistere”. 
Anche per la prof.ssa Daniela Mancini, le neomatricole hanno difficoltà ad ambientarsi ma, almeno per l’insegnamento di Economia Aziendale, studiando con costanza non fanno fatica a superare l’esame. “Devono imparare a entrare nella logica di uno studio autonomo”, sostiene, “hanno il problema dell’autodisciplina”. La prof.ssa Mancini li aiuta a risolverlo guidandoli verso la migliore autorganizzazione possibile. “Il mio è un corso da 9 crediti, quindi parecchio impegnativo. Ho previsto però esercitazioni e prove intermedie per indurre i ragazzi ad uno studio quotidiano. A metà corso si tiene una prova che definisco di autovalutazione. Gli studenti possono decidere in autonomia se affrontare il compito e consegnarlo, per farlo valere in sede di esame, o di svolgerlo senza consegnarlo, semplicemente per mettersi alla prova. Alla fine del corso c’è un’altra prova e poi l’esame, che se le prove intercorso sono andate bene è solo orale. In questo modo si sta un po’ addosso ai ragazzi, ma li si aiuta a disciplinarsi e ad essere costanti nello studio. Per superare l’esame non occorrono particolari attitudini o competenze di base, basta studiare. Sono davvero in pochi a non farcela”.
Contabilità, 
tanti bocciati 
e voti bassi
Matematica ed Economia Aziendale sono materie del primo semestre, quindi i relativi esami si tengono a gennaio. Contabilità e Bilancio è invece un esame del secondo semestre, ma ne parliamo da subito perché crea non poche difficoltà agli studenti. Il prof. Roberto De Cicco insegna anche alla Bocconi e dunque ha una platea vasta e varia di allievi. Sempre, però, constata come la tecnicità degli argomenti trattati metta spesso in crisi gli studenti. “Il mio è un insegnamento prevalentemente quantitativo”, dice, “ostico, che può creare forme di disaffezione alla materia. C’è certamente un problema di carenze di base per chi non proviene da istituti tecnici, ma anche i ragionieri non sono molto più avanti di chi viene dai licei. In più viene dedicato sempre meno tempo allo studio individuale, anche perché con le recenti riforme gli esami sono tanti e da fare troppo in fretta. Il risultato è che l’esame di Contabilità ha una percentuale di bocciati altissima, mentre chi lo supera consegue in genere un voto basso”. Per questa materia che “si presta poco a chiacchierare”, ovviamente l’esame è solo scritto. Il corso si chiude in 9 settimane, prima della metà di maggio, e il primo appello è a giugno, di solito dopo neanche 20 giorni. Poi c’è un altro appello a luglio. Il consiglio è di sostenere l’esame a ridosso del corso, altrimenti diventa sempre più difficile superarlo. Sempre che ci sia stata una partecipazione attiva alle lezioni, accompagnata da uno studio a casa costante. “Se si seguono le lezioni con assiduità, dedicando almeno un paio d’ore al giorno allo studio degli appunti, dopo, con una full immersion di 10 o 15 giorni per ripetere tutto il programma, ce la si dovrebbe fare. Anche se, certo, la quantità di tempo che serve per preparare bene l’esame è soggettiva”. Sul punto il prof. De Cicco insiste: “Studiare in modo intelligente vuol dire presidiare a casa ogni singolo argomento cercando una sponda negli appunti e nel libro. Il libro, tra l’altro, è fatto benissimo e non è di difficile comprensione”. La prova d’esame consiste in una serie di domande a risposta multipla più due esercizi di carattere applicativo. Non sono previste prove intercorso o esercitazioni. “Gli studenti non fanno altro che chiedermi quando si fa l’esercitazione. Francamente è una richiesta che capisco poco, dato che non esiste una tranche delle ore dedicata specificamente alla prova intercorso. Di tutto il mio corso, magari 15 o 20 sono discorsive, il 70% è sviluppato con un costante riferimento alle esemplificazioni pratiche. Se un ragazzo non studia può fare tutte le esercitazioni che vuole, ma si ritroverà sempre punto e daccapo”. Infine, il professore ricorda che sul sito internet di Facoltà vengono pubblicate le prove d’esame con le soluzioni svolte. “Il modello della prova resta sempre invariato. All’esame non ci sono sorprese, basta andare a consultare il sito”.
Sara Pepe
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