Parlano di “una grande opportunità”. Lanciano appelli agli studenti ed alle loro famiglie. Ma non nascondono il loro disagio nel dover tirare da più parti una coperta troppo corta. E per di più in competizione con gli altri atenei italiani e, addirittura, con il mondo dell’associazionismo non profit. Promettono comunque di impiegare i proventi per servizi da destinare agli studenti e di agire con la massima trasparenza. Lo hanno affermato all’unisono i sette Rettori delle Università campane nel corso della conferenza stampa del 21 aprile, organizzata per ricordare la possibilità offerta dall’ultima Legge Finanziaria: i contribuenti possono devolvere, all’atto della denuncia dei redditi, il 5 per mille alla ricerca ed all’università senza alcun ulteriore onere –ossia nuove tasse o contributi- se non quello di indicare nel modulo il codice fiscale dell’ateneo prescelto.
“La devoluzione del 5 per 1.000 non intacca quella dell’8 per 1.000 – ha specificato il Rettore della Seconda Università, nonché Presidente del Comitato di Coordinamento Regionale delle Università Campane, Antonio Grella- Tutti i Rettori e tutti gli atenei hanno presentato e inviato documentazione agli studenti ed alle loro famiglie affinché compiano questa scelta per la ricerca scientifica e per i servizi”. “Accettiamo obtorto collo questa situazione. Molti atenei sono in difficoltà. Ci aspettiamo dal futuro governo novità”, chiude Grella. A rimarcare il momento di sofferenza vissuto dall’università, il Rettore de L’Orientale Pasquale Ciriello: “credo sia la prima volta, nella storia della Repubblica, che i finanziamenti non crescano ma diminuiscano. È una guerra fra poveri: una competizione fra noi tutti, i 77 atenei italiani, e poi con le Onlus e gli altri centri e fondazioni”.
“Noi abbiamo dovuto accettare questa sfida con gli altri atenei, i Comuni, i centri di ricerca, perché l’Università di Salerno è sottofinanziata. Abbiamo deciso che l’importo raccolto sarà destinato alla ricerca, ai giovani ricercatori ed alla formazione”, dice il Rettore Raimondo Pasquino che ricorda “avevamo chiesto come Rettori italiani che venisse destinato l’1 per 1.000 solo agli atenei, ma non è stato così”.
Dal Rettore Francesco De Sanctis dell’Università Suor Orsola Benincasa, “una critica per l’eccesso di enti a cui si può devolvere il 5 per mille” ma anche una nota positiva: “per la prima volta l’Università italiana si presenta alla gente e chiede sostegno”.
“La devoluzione del 5 per 1.000 non intacca quella dell’8 per 1.000 – ha specificato il Rettore della Seconda Università, nonché Presidente del Comitato di Coordinamento Regionale delle Università Campane, Antonio Grella- Tutti i Rettori e tutti gli atenei hanno presentato e inviato documentazione agli studenti ed alle loro famiglie affinché compiano questa scelta per la ricerca scientifica e per i servizi”. “Accettiamo obtorto collo questa situazione. Molti atenei sono in difficoltà. Ci aspettiamo dal futuro governo novità”, chiude Grella. A rimarcare il momento di sofferenza vissuto dall’università, il Rettore de L’Orientale Pasquale Ciriello: “credo sia la prima volta, nella storia della Repubblica, che i finanziamenti non crescano ma diminuiscano. È una guerra fra poveri: una competizione fra noi tutti, i 77 atenei italiani, e poi con le Onlus e gli altri centri e fondazioni”.
“Noi abbiamo dovuto accettare questa sfida con gli altri atenei, i Comuni, i centri di ricerca, perché l’Università di Salerno è sottofinanziata. Abbiamo deciso che l’importo raccolto sarà destinato alla ricerca, ai giovani ricercatori ed alla formazione”, dice il Rettore Raimondo Pasquino che ricorda “avevamo chiesto come Rettori italiani che venisse destinato l’1 per 1.000 solo agli atenei, ma non è stato così”.
Dal Rettore Francesco De Sanctis dell’Università Suor Orsola Benincasa, “una critica per l’eccesso di enti a cui si può devolvere il 5 per mille” ma anche una nota positiva: “per la prima volta l’Università italiana si presenta alla gente e chiede sostegno”.
Cimitile: “rischio
referendum sugli atenei italiani”
referendum sugli atenei italiani”
“Questi contributi non possono rappresentare un rimedio allo stato disastroso dei fondi nazionali agli atenei. C’è bisogno di altro, di potenziare i Fondi di Finanziamento Ordinario. Il 5 per mille non è ciò che volevamo. Né volevamo metterci in competizione con il mondo del volontariato” afferma il Rettore del Sannio Aniello Cimitile. Il pericolo: “un referendum sugli atenei italiani”. Aggiunge: “la ripresa di competitività del sistema paese può essere valutato solo grazie all’aumento dei fondi di ricerca e per gli atenei”.
“Penso che tutte le Università abbiano deciso di destinare il 5 per 1.000 a borse di studio, esoneri dalle tasse ed altri servizi per migliorare il rapporto fra studenti-famiglie ed atenei. Allora occorre anche dare più spazio agli studenti, più peso. Anche per individuare insieme i parametri con i quali destinare queste risorse”, sostiene il Rettore del Parthenope Gennaro Ferrara. E aggiunge: “nessuna Università si arricchisce con queste cifre. Anzi, si creerà un altro ulteriore divario: fra Università del Nord e del Sud”.
“Penso che tutte le Università abbiano deciso di destinare il 5 per 1.000 a borse di studio, esoneri dalle tasse ed altri servizi per migliorare il rapporto fra studenti-famiglie ed atenei. Allora occorre anche dare più spazio agli studenti, più peso. Anche per individuare insieme i parametri con i quali destinare queste risorse”, sostiene il Rettore del Parthenope Gennaro Ferrara. E aggiunge: “nessuna Università si arricchisce con queste cifre. Anzi, si creerà un altro ulteriore divario: fra Università del Nord e del Sud”.
Ferrara: “ulteriore divario Nord-Sud
fra atenei”
fra atenei”
Assente all’incontro perché impegnato nell’inaugurazione dei lavori per la realizzazione del nuovo polo universitario a San Giovanni a Teduccio, il Rettore Guido Trombetti del Federico II, il quale da tempo e in tutte le situazioni fa appello alla sensibilità dei cittadini.
I Rettori trovano il sostegno dell’Assessore Regionale all’Università Teresa Armato: “la mia presenza dimostra la piena sintonia al sistema università campano. La Regione Campania è una delle poche in Italia ad avere una legge regionale sulle Università. Il 20 aprile è stato approvato il piano del Consiglio Regionale per l’attuazione della legge Ossorio. Inoltre, come Assessorato, appoggeremo il 5 per 1.000 con una campagna pubblicitaria”.
“Sono poco fiducioso, molte famiglie non ne comprendono il significato. L’Università è una cosa seria, non si può pensare ad iniziative una tantum, difficili e perverse”, sostiene il rappresentante degli studenti nel Comitato regionale di coordinamento degli atenei Gennaro Fatigati della Sun. Gli fa eco il suo collega dell’Università del Sannio Luisiano Perez che critica: “al 5 per 1.000 aspira anche l’Associazione Bocciofila!”. Rincara Grella: “gli enti che ne possono beneficiare sono 24 mila”. “Inviamo lettere a chi dovrà iscriversi. Con un messaggio: ”,‘finanziate l’Università, è il vostro futuro’ propone Pasquino.
“Noi rendiconteremo le spese, diremo che fine fanno ed a cosa saranno destinate”, assicura Cimitile. Un invito alla prudenza da Ciriello: “il 5 per 1.000 è per la ricerca, meglio non snaturarlo anche se non ci sono vincoli troppo stretti”. Sempre caustico Ferrara: “tagli del governo? A noi molto pochi, perché abbiamo sempre ricevuto meno di tutti gli altri e meno di quanto ci spettasse”.
I Rettori trovano il sostegno dell’Assessore Regionale all’Università Teresa Armato: “la mia presenza dimostra la piena sintonia al sistema università campano. La Regione Campania è una delle poche in Italia ad avere una legge regionale sulle Università. Il 20 aprile è stato approvato il piano del Consiglio Regionale per l’attuazione della legge Ossorio. Inoltre, come Assessorato, appoggeremo il 5 per 1.000 con una campagna pubblicitaria”.
“Sono poco fiducioso, molte famiglie non ne comprendono il significato. L’Università è una cosa seria, non si può pensare ad iniziative una tantum, difficili e perverse”, sostiene il rappresentante degli studenti nel Comitato regionale di coordinamento degli atenei Gennaro Fatigati della Sun. Gli fa eco il suo collega dell’Università del Sannio Luisiano Perez che critica: “al 5 per 1.000 aspira anche l’Associazione Bocciofila!”. Rincara Grella: “gli enti che ne possono beneficiare sono 24 mila”. “Inviamo lettere a chi dovrà iscriversi. Con un messaggio: ”,‘finanziate l’Università, è il vostro futuro’ propone Pasquino.
“Noi rendiconteremo le spese, diremo che fine fanno ed a cosa saranno destinate”, assicura Cimitile. Un invito alla prudenza da Ciriello: “il 5 per 1.000 è per la ricerca, meglio non snaturarlo anche se non ci sono vincoli troppo stretti”. Sempre caustico Ferrara: “tagli del governo? A noi molto pochi, perché abbiamo sempre ricevuto meno di tutti gli altri e meno di quanto ci spettasse”.








