I vincitori

Dopo l’ultimo intervento arriva finalmente il momento delle premiazioni dei progetti, che, per essere il fulcro intorno a cui ha ruotato l’intera mattinata, hanno avuto uno spazio che forse non ha reso pienamente giustizia al lavoro dei gruppi. Il primo premio di 5.000 euro è stato assegnato a Eolpower Srl, progetto sostenuto da una società formatasi circa un mese fa tramite un processo di spin-off dal Dipartimento di Progettazione Aeronautica, guidato dal prof. Domenico Coiro, docente di Dinamica del Volo. Un progetto che, rispetto agli altri in gara, sembra avere già una forma d’impresa, una società alle spalle, con una squadra di partecipanti specializzata, l’unico ad essere guidato da un docente. Scopo del progetto è la produzione di turbine eoliche di piccola taglia da diffondere in ambiti urbani. “La prima fase del nostro progetto prevede la produzione di una turbina ad asse orizzontale da 5kw, il cui prototipo è già stato costruito”, spiega il prof. Coiro. “Realizzare invece una turbina ad asse verticale di dimensioni ridotte sarà il secondo passo; ma, pur avendo lavorato per anni a questo tipo di turbine innovative – è stata prodotta dal nostro dipartimento una grande turbina ad asse verticale che dal 2000 si trova nello Stretto di Messina, producendo energia tramite lo sfruttamento delle correnti di marea, e registrato un brevetto internazionale nel 2005 per questo meccanismo innovativo – riteniamo che siano necessarie altre ricerche prima di poterle riprodurre in scala ridotta. Intendiamo utilizzare quindi la turbina ad asse orizzontale come volano di sviluppo per continuare le ricerche su quella ad asse verticale”. Una circostanza singolare è che due tra i vincitori si trovano a competere non solo sullo stesso campo di ricerca, lo sfruttamento per uso privato dell’energia eolica, ma anche sull’idea chiave intorno alla quale ruotano entrambi i progetti, ovvero l’asse verticale che caratterizza gli innovativi progetti di micro-turbine, che i vincitori del terzo premio di 2.000 euro con Energy Power Family, guidati dal giovane ingegnere aeronautico Armando Carcaterra, ritengono invece già producibili. Si può leggere comunque in questa coincidenza di modalità e intenzioni il segno di uno sviluppo nel campo delle energie alternative sempre più concreto, spinto anche dalle recenti novità legislative, come sottolineano entrambi i gruppi. La recente legge sullo scambio di energia sul posto stabilisce infatti che è possibile reimettere in rete la corrente prodotta tramite energie alternative, facendo poi a fine anno un bilancio tra quello che è stato preso dalla rete elettrica e quello che è stato prodotto, quantificando il risparmio ottenuto. Armando Carcaterra è alla sua seconda esperienza come partecipante alla Start Cup: “la prima volta ho partecipato con un’idea in campo navale; l’idea era buona ed è anche stata apprezzata, ma purtroppo non sono riuscito a portarla avanti sul mercato, sebbene poi ho potuto vedere che altri l’hanno fatto, a conferma della validità del progetto”. 
“Evidentemente molti stanno facendo ricerca in questo campo – commenta il prof. Raffa – e c’è un mercato maturo che si sta aprendo. I membri della commissione hanno molto discusso perché entrambi erano da premiare, ma si sono chiesti se presentando due progetti nello stesso campo non potesse sembrare che altri progetti validi non c’erano. La verità è che erano i progetti migliori”. Cambiando invece completamente settore, il secondo premio di 3.000 euro è andato a Spaitek, progetto guidato da Antonio Barbieri, borsista CNR all’Istituto Tumori Pascale. “Non è il primo anno che partecipiamo, ma abbiamo ripresentato lo stesso progetto, pur se con qualche modifica, che mette insieme il campo delle ricerche sui tumori e quello dello studio del comportamento animale. Sostanzialmente si tratta di un programma computerizzato per studiare il comportamento animale in relazione alle modifiche del corredo genetico o all’effetto di nuove molecole di farmaci, soprattutto sul sistema nervoso come nel caso degli psicofarmaci. Il progetto è nato dall’esigenza di studiare questi effetti in maniera più oggettiva, automatizzata, eliminando l’intervento della presenza umana e lo spostamento dell’animale dalla sua gabbia, fattori che producono risultati falsati”.
Una “menzione speciale per il significativo impatto sociale” del progetto è andata infine a Tam Tam, progetto guidato da Carla Visone, laureanda in Economia e Commercio, che consiste nella realizzazione di una struttura polifunzionale di musicoterapia. Un’idea che si discosta dalla prevalenza tecnico-scientifica delle altre presentate. “Usciamo un po’ fuori dai canoni abituali della Start Cup, forse proprio per questo siamo riuscite ad assicurarci questo premio speciale – spiega Carla – L’obiettivo principale era proprio quello dell’impatto sociale e se si riuscisse a conciliare l’idea di impresa con quella di poter dare un aiuto a chi ne ha bisogno non sarebbe male”. “Si è tentato di sviluppare – aggiunge un’altra componente del gruppo, Nicoletta Bellizzi – un’idea che potesse avere una doppia valenza: da una parte rivolta ai giovani, come spazio ricreativo, dall’altra a persone affette da vere e proprie patologie”.
Ai vincitori rimane ora la tappa di Udine, una delle possibilità più interessanti aperte dalla competizione locale per poter raggiungere una più vasta platea di potenziali sostenitori di idee.
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