Il 45% è occupato

Diciassette diplomati, fino a questo momento; lavora circa il 45%. I numeri di Controllo di Qualità nel Settore Industriale Farmaceutico, il Diploma attivato ormai da alcuni anni dalla Facoltà di Farmacia, sono questi. Li fornisce il professor Alfredo Colonna, docente di Biologia generale presso il Corso di Laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e referente del Diploma, agli studenti del quale insegna Metodologia biochimica. “I diplomati sono stati prevalentemente assunti presso le aziende dove hanno svolto il tirocinio, obbligatoriamente previsto al terzo anno. Per i più meritevoli lo stage è finanziato dal Progetto Porta, laddove si svolga al di fuori della Regione. Le aziende che accolgono i nostri studenti sono infatti ubicate anche fuori regione. Recentemente stiamo sviluppando una collaborazione con l’Arin, in base alla quale accoglieranno i diplomandi in Controllo di Qualità nel Settore Industriale farmaceutico nei loro laboratori, per lo stage finale”. Il Diploma dura tre anni ed è a numero chiuso. Trenta le immatricolazioni per il 2000/2001. I candidati saranno selezionati in base ad un test di sessanta domande a risposta multipla, su argomenti di Chimica, Fisica e Biologia inclusi nei programmi delle scuole superiori. La prova si svolgerà il prossimo sei ottobre. “Negli ultimi due, tre anni è stata sostenuta da quarantacinque, cinquanta aspiranti matricole- ricorda il professor Colonna- Tuttavia sappiamo bene che a volte lo studente tenta la prova per più di un diploma e poi magari sceglie. In pratica, quindi, chi aveva realmente intenzione di iscriversi a quello di Farmacia non è rimasto fuori”. 
Le materie del primo anno sono: Matematica, Chimica generale ed inorganica, Fisica, Chimica organica, Microbiologia. Chi vuole partecipare alla selezione può iscriversi al test fino agli ultimi giorni di settembre, presso la segreteria della facoltà. 
Sono due, in tutta Italia, i Diplomi in Controllo di Qualità nel Settore Industriale farmaceutico. Oltre che a Napoli, infatti, ne è stato attivato uno presso l’Università di Firenze. L’avvento della laurea triennale di primo livello dal 2001/2002 non dovrebbe modificare più di tanto la loro situazione, perché Farmacia, in quanto facoltà di area sanitaria, resterà strutturata sui tradizionali cinque anni. “La Conferenza dei presidi di Farmacia ha previsto che il Diploma rimanga – sottolinea il docente- Potrebbe essere modificato per facilitare, a chi lo desideri, il prosieguo verso la laurea vera e propria, quella di cinque anni”.
In conclusione, Colonna prova a tracciare un bilancio dell’esperienza diploma. “Il problema sta in questi termini – esordisce- Oggi le aziende farmaceutiche in Italia non fanno più ricerca, perché acquisiscono tecnologie dalla casa madre. Questo è il motivo per cui forse non più di sei laureati in Chimica e Tecnologie farmaceutiche lavorano veramente alla ricerca, presso le aziende che li hanno assunti. Le stesse aziende, però, per legge devono effettuare il controllo di qualità. Ecco perché il diplomato è addirittura favorito. L’altra faccia della medaglia è la carenza di informazione sul diploma, che caratterizza il mondo del lavoro. La mancanza di un albo, poi, non aiuta. Ne consegue che ai fini dell’assunzione diventa essenziale proprio lo stage in azienda, che serve a far conoscere il laureato. Concorsi per diplomati universitari non se ne fanno e mancano i profili professionali corrispondenti ai diplomi. Alcuni dei diplomati degli anni passati stanno cercando di mettersi in proprio, per fornire servizi di controllo di qualità agli alimentaristi, ma è un campo che fa gola anche ai diplomati in Agraria”.
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