Il nuovo Consiglio di Amministrazione della Federico II

Il prof. Giuseppe Castaldo
Cinquantanove anni, napoletano, docente di Scienze Tecniche di Medicina di Laboratorio (Dipartimento di Medicina molecolare e Biotecnologie mediche), il prof. Giuseppe Castaldo è alla sua seconda esperienza consecutiva in seno al CdiA. “Ho deciso di ricandidarmi – dice – sostanzialmente per tre motivi”. Il primo: “I quattro anni che ho trascorso in Consiglio sono stati una delle esperienze più importanti ed entusiasmanti della mia vita accademica. Merito soprattutto della qualità del gruppo con il quale ho avuto la possibilità di lavorare. Abbiamo fatto squadra e ci siamo confrontati con questioni a volte anche difficili per cercare insieme la soluzione migliore. È stato un quadriennio per me davvero positivo”. La seconda considerazione è relativa alla personalità ed al programma del nuovo Rettore, il professore Matteo Lorito: “È un rettorato che si richiama esplicitamente ed in una ottica di continuità all’esperienza del Rettore Gaetano Manfredi. Lorito, sia pure con caratteri di autonomia e di indipendenza, si è posto come il prosecutore della strada intrapresa dall’attuale Ministro, che mi pare abbia portato ottimi risultati all’Ateneo. Mi è parso dunque naturale che anche io continuassi il percorso già avviato nel vecchio Consiglio di Amministrazione, sia pure con una squadra in parte rinnovata, ma che garantisce livelli di qualità e di collaborazione”. Il terzo motivo della ricandidatura è legato alle richieste che nelle scorse settimane sono arrivate da non pochi tra i suoi colleghi. “Mi hanno sollecitato – riferisce – a continuare l’avventura e devo riconoscere che mi ha fatto piacere. Ho interpretato queste richieste come un’attestazione di stima per il lavoro che ho svolto durante il mio precedente mandato”. I temi sui quali i consiglieri dovranno lavorare nei prossimi anni: “Abbiamo un inquilino importante quanto sgradito con il quale dobbiamo necessariamente fare i conti. Si chiama – perfino inutile sottolinearlo – Coronavirus. Di conseguenza in questa fase di pandemia, come del resto era già accaduto in primavera, il CdiA sarà completamente assorbito dalla necessità di adottare tutti i provvedimenti indispensabili a garantire alla comunità accademica – studenti, docenti e personale amministrativo – la sicurezza negli spazi e nelle attività dell’Ateneo”. Superata l’emergenza e quando si potrà intravedere se non un ritorno alla normalità qualcosa che ad esso assomigli, il CdiA dovrà concentrarsi anche su altre questioni. “Sarà necessario – dice il prof. Castaldo – sulla scia del vecchio CdiA continuare a potenziare l’internazionalizzazione della Federico II. Sarà inoltre fondamentale che si prosegua nella politica di reclutamento dei giovani che negli ultimi anni ha garantito all’Ateneo un importante ricambio generazionale e l’acquisizione di valide energie”. Nel corso della campagna elettorale per il rettorato, che ha avuto come protagonisti i professori Matteo Lorito e Luigi Califano, non sono mancati momenti di asprezza nel confronto ed in certe occasioni la Federico II è apparsa come una Università spaccata, attraversata quasi a metà da una divisione tra i due opposti schieramenti. Sono divisioni superate o restano scorie e frizioni alla vigilia dell’insediamento del nuovo CdiA? “Credo che al di là delle contrapposizioni e degli scontri elettorali che esaltano inevitabilmente le differenze – risponde il docente – l’obiettivo di promuovere la internazionalizzazione, di migliorare la didattica e di reclutare giovani validi possa essere condiviso da tutto l’Ateneo. Sia da quelli che si erano schierati con il Rettore in carica, sia da quelli che parteggiavano per il prof. Califano”.

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