Il nuovo Consiglio di Amministrazione della Federico II

Il prof. Alessandro Pezzella
“Una priorità generale c’è ed è quella di mettere a punto una strategia per la migliore gestione delle risorse che stanno arrivando al sistema universitario in questo periodo. Si tratta di destinazioni importanti che il Ministero sta mettendo in campo su ricerca, reclutamento, infrastrutture, anche in risposta all’emergenza Covid, e che sarà nostro dovere impiegare al meglio”. Il prof. Alessandro Pezzella, 51 anni, tre lauree (Chimica, Matematica e Farmacia), docente di Chimica organica ed esperto di Bioelettronica, una disciplina alla frontiera tra Chimica, Fisica ed Ingegneria, ritiene che il nuovo Consiglio di Amministrazione, del quale entra a far parte, avrà il compito di non sprecare e di trarre il massimo profitto dalle risorse in arrivo da Roma e di impiegarle al meglio per l’ulteriore crescita e per il miglioramento dell’Ateneo. “Mi sono candidato – racconta – sulla base di una decisione presa in tempi abbastanza recenti e perché ho ritenuto che avrei potuto mettere al servizio dell’Ateneo l’esperienza che ho accumulato dal 2014 negli organi collegiali della Federico II e nel sistema universitario nazionale. Ho fatto parte, tra l’altro, della Giunta della Facoltà di Scienze, del Senato Accademico e del Consiglio Universitario Nazionale. In tutto questo periodo ho maturato esperienza sugli aspetti normativi del sistema universitario nazionale e sulle dinamiche della Federico II, sulla stesura dei regolamenti”. Quali saranno le altre priorità del CdA, al di là della gestione delle risorse che stanno arrivando dal Ministero dell’Università? “Dipende banalmente dal contesto nel quale ci si troverà per la pandemia. Ho letto recentemente una interessante intervista del Rettore che esponeva le sue idee per il futuro ed erano tutte in linea con quello che va fatto. Si procederà per gradi e sono sicuro che il programma proposto dal prof. Lorito sarà realizzato nei suoi diversi aspetti”. Aggiunge: “Sarà fondamentale il metodo oltre che il merito delle questioni. Serviranno equilibrio ed impegno ed una visione di lungo respiro. Bisognerà lavorare in modalità intuitiva affinché quello che si istruisce oggi possa poi determinare gli effetti auspicati nel medio e nel lungo periodo. Tutto questo sperando che quello che riusciremo a mettere in pratica in CdA e negli organi centrali della Federico II diventi un modello per le strutture e le realtà periferiche dell’Ateneo. Non è un aspetto da sottovalutare, questo, perché senza un lavoro di squadra armonico i risultati non arrivano. La possibilità di centrare gli obiettivi contenuti in un programma dipende anche dalla capacità di coinvolgere l’intera università, che è una struttura molto grande ed articolata. Il Rettore Lorito lo sa benissimo e certamente ha valutato anche questo aspetto quando ha steso il programma e si è candidato”. Le ultime considerazioni del prof. Pezzella vertono sugli eventuali strascichi delle tensioni che si sono manifestate durante la corsa al rettorato tra Califano e Lorito. Il rischio è che i consiglieri di amministrazione si trovino ad operare in un Ateneo ancora spaccato e lacerato. “Sicuramente c’è stato un confronto aspro – replica il docente – ma credo che sia stata anche una occasione per mettersi alla prova e conoscersi. Vedo emergere due elementi forse sottovalutati. Ci si è conosciuti e messi alla prova. Non vorrei peccare di ottimismo ma sono convinto che quando ci si conosce profondamente le divisioni non possano durare a lungo. In genere nascono dalla ignoranza”.

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