Il prof. Ugo Marani è il nuovo Presidente dell’Adisu Federico II

Il prof. Ugo Marani, ordinario di Politica Economica, è il nuovo Presidente dell’Adisu Federico II. 60 anni, di padre emiliano e madre calabrese, è originario di Catanzaro, dove ha vissuto fino ai 18 anni. Si è trasferito a Napoli per studiare Scienze Politiche, e qui ha svolto la parte prevalente della sua attività scientifica. Insegna Politica Economica presso la Facoltà di Economia della Federico II, dove è stato direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Sociali. E’ docente di Economia internazionale alla Catholic University of Leuven, in Belgio, e dal 2003 ricopre l’incarico di Presidente dell’Ires Campania. Si interessa dei problemi della politica economica italiana e in particolare del Mezzogiorno. 
La nomina di un economista alla presidenza dell’Azienda per il Diritto allo Studio del più grande ateneo del nostro territorio pare significativa. Una svolta verso una gestione più ‘quadrata’? Il professore non la pensa così. “Ogni volta che c’è un ricambio alla presidenza di istituzioni come questa, si dice di voler dare un’impronta completamente nuova alle cose”, afferma. “Personalmente credo che il mio predecessore, il prof. Peppe Gentile (docente di Ingegneria, ndr), abbia fatto un ottimo lavoro. Intendo semplicemente proseguire cercando di risolvere anzitutto i problemi più urgenti”. 
Le priorità, secondo il prof. Marani, sono tre: eliminare i ritardi nei finanziamenti delle attività, potenziare la struttura dirigenziale e ridefinire il concetto di diritto allo studio. Quanto al primo punto, spiega: “A volte la Regione non ci accredita tempestivamente i versamenti destinati al diritto allo studio e da ciò dipendono i ritardi nella erogazione delle borse di studio. Mi sono già attivato presso gli organi statutari affinché questi soldi siano erogati e devo dire che ho trovato immediatamente ascolto: sono stati riconosciuti all’Adisu i crediti vantati, che si riferiscono agli ultimi due bilanci. Mi sembra che la Regione sia sensibile alle problematiche del diritto allo studio, si tratta di sollecitarla”. La Regione dovrà supportare l’Adisu anche per risolvere il problema numero due. “Le chiederò di attingere alle liste di mobilità per fornirci personale qualificato”. Il terzo obiettivo è di carattere socio-culturale oltre che economico. “Il diritto allo studio andrebbe inteso in maniera diversa”, dice il professore, “oggi la platea studentesca della Federico II è formata per tre quarti da giovani napoletani, e il problema del diritto allo studio non è più soltanto il problema del fuori sede cui bisogna dare da mangiare e da dormire a Napoli, come è successo per me trent’anni fa. Bisognerebbe guardare più in là e incentivare la vita culturale dei ragazzi. Bene i voucher per andare a mensa, ma anche i voucher per andare al San Carlo non farebbero male”. 
La mano dell’Adisu dovrebbe spingersi fino alla traumatica fase finale, quella della transizione nel mondo del lavoro, in cui “i giovani laureati danno per scontato di essere costretti ad andare via”. “Paradossalmente, più si studia e si è qualificati, più si è certi di dover lasciare il nostro territorio. Finanziamo un grosso investimento in capitale umano di cui beneficeranno altri”. 
Il nuovo Presidente vorrebbe organizzare a fine anno una grande iniziativa pubblica per mostrare alla Regione chi sono gli iscritti alla Federico II, qual è il loro tessuto culturale e sociale, quali sono le loro aspettative e potenzialità. “Ho buone intenzioni, ma bisogna vedere quante sono realizzabili, perché i finanziamenti sono quelli che sono”, conclude Marani. Ha tre anni di tempo. “Possono essere moltissimi o pochissimi, dipende dalle circostanze. Se troverò difficoltà di bilancio, inevitabilmente perderò del tempo. Però sono moderatamente ottimista, la situazione di grande disagio sociale che stiamo vivendo induce tutti a un’azione più responsabile”. 
Sara Pepe
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