Il prof. Zambrano alla guida di Biotecnologie per la salute

Sarà Nicola Zambrano, docente di Biologia molecolare, a coordinare il Corso di Laurea in Biotecnologie per la salute per il prossimo triennio. Con 81 voti, succede al prof. Giovanni Paolella. Già membro della Commissione paritetica, il prof. Zambrano ha strizzato l’occhio in più occasioni al delicato tema dell’orientamento. Prof. Zambrano, cosa si aspetterebbe lei da un Coordinatore di Corso di Laurea? “L’aspetto più importante secondo me è valorizzare le risorse che ha a disposizione. Tra queste, la prima sono i ragazzi. È importante far emergere il potenziale dei nostri studenti e proiettarli verso il futuro”. Quali interventi pensa per loro? “Certamente occorre agire in continuità con quanto già fatto o con quello che è in corso. Ho lavorato per la Commissione paritetica. Con i ragazzi abbiamo continuamente fornito suggerimenti per il Corso di Laurea e gran parte di queste indicazioni sono state portate avanti”. Un esempio? “L’investimento più grande che bisogna ora consolidare riguarda le attività pratiche. È un aspetto al quale tengo molto per la capacità educativa di questo strumento. I ragazzi se lo aspettano e lo chiedono con forza. Proverò a soddisfare questa loro curiosità, che a mio avviso è anche un’esigenza specifica di un Corso Triennale”. Cosa manca ancora? “Un po’ di organizzazione, magari attivando dei nuovi insegnamenti, tra quelli a scelta, che abbiano una valenza quasi esclusivamente di tipo laboratoriale”. Da 18 a 30. Che voto darebbe a Biotecnologie per la salute oggi? “Non penso di poter esprimere un voto, ma tutto quello che finora è stato fatto, secondo me molto bene, dal prof. Paolella non è stato per niente banale. Ci sono state molte difficoltà per strada. Di positivo c’è stata l’interazione sempre più vivace con la Scuola di Medicina. Ha portato a importanti sviluppi. Un voto glielo do: 27!”. Tra tre anni come vorrebbe che fosse il CdL? “Tre anni credo siano pochi. Potrò avviare un discorso che dovrà essere appoggiato dai colleghi. Da qui a cinque anni mi piacerebbe vedere un Corso di Laurea nel quale la mia prospettiva sui laboratori possa essere realizzata. Importante è anche intervenire sull’orientamento”. Tema di cui si è occupato a lungo. Quali sono le criticità? “L’orientamento deve essere un’occasione per portare alle immatricolazioni studenti veramente motivati verso le Biotecnologie. La collaborazione tra discenti motivati e docenti che vogliono portare al massimo delle possibilità questo percorso formativo non possono che innescare dei circuiti virtuosi e auspicabilmente il successo di un Corso che non va male. Gli indicatori sono in linea con quelli della ‘concorrenza’. Formiamo degli studenti eccellenti che proseguono negli studi e sono in grado di farsi valere anche all’estero. La scommessa, che non dipende solo dal CdL, sarebbe riuscire a trattenerli”. Cosa bisogna dire alle nuove leve? “Alle matricole di Biotecnologie per la salute dico di accettare le sfide del futuro. È una disciplina in continua evoluzione, quindi bisogna sempre riprogrammarsi. Capita a noi docenti e capiterà in maniera più pressante a loro che dovranno recepire informazioni continuamente nuove. Devono essere pronti ad accettare la sfida dell’innovazione”.
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