Teoria e “giochi seri” per imparare a gestire il rischio

È tra i corsi che hanno aperto l’avventura universitaria delle matricole di Farmacia. Valutazione e gestione del rischio negli ambienti di lavoro, come esame a scelta del primo anno, da 6 crediti, è tra le novità del nuovo ordinamento. Il docente è Raffaele D’Angelo, professionista Chimico della CONTARP (Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione) dell’INAIL. A corso concluso, qual è il bilancio? “È stato programmato al primo anno per trasferire agli studenti conoscenze che torneranno utili alla parte didattica che prevede attività di laboratorio. Indubbiamente, trattando i rischi relativi ad agenti chimici, fisici, biologici e organizzativi, aspetti che chiamano in causa anche comunicazione e gestione, il corso è stato per loro impegnativo”. Si è parlato di lavoro, ma non solo, visto che “il corso è incentrato sui rischi che si affrontano pure in ambito domestico o quando si vive un’attività ludica”. Funzionali alla didattica e a mantenere alta l’attenzione sono stati dei ‘giochi seri’. Obiettivo degli ‘studenti giocatori’ è stato “costruire l’etichetta di una sostanza pericolosa, riportando le informazioni utili per cercare di evitare impatti negativi per l’utilizzatore”. Da gennaio via agli esami: “tanti ragazzi hanno partecipato al corso, l’unico a scelta del primo anno. A loro chiedo in modo particolare che abbiano compreso la logica da seguire per individuare i pericoli, le misure di prevenzione e di protezione e per valutare i rischi. È importante anche che conoscano le figure che si occupano della gestione della sicurezza in qualsiasi tipologia di azienda e le relative funzioni”. Verifica delle conoscenze affidata a un test articolato sia in alcune domande a risposta aperta sia in quesiti a risposta multipla. Quanto la preparazione dei laureati sul tema, può rivelarsi utile per il futuro del mondo del lavoro? “In passato questi argomenti non sono mai stati trattati in ambito universitario in modo obbligatorio, come si sta facendo negli ultimi anni. Con una maggiore conoscenza forse le cose miglioreranno, perché ci sono tre misure per affrontare il rischio: la prevenzione, che riduce la probabilità che il rischio si presenti, la protezione, che riduce il danno quando una determinata situazione si verifica, e l’aumento della cultura”. Com’è oggi la situazione rischio-lavoro in Italia? “Nel nostro Paese vengono tutelati anche gli infortuni in itinere, cioè quelli che avvengono lungo il tragitto lavoro-casa e viceversa. Se considerassimo solo gli incidenti negli ambienti di lavoro, gli indici di infortunio e di malattie sono paragonabili a quelli dei paesi anglosassoni. A partire dal 2010, l’INAIL ha investito due miliardi di euro per finanziare le aziende che portano avanti progetti di miglioramento nel campo della sicurezza del lavoro. Negli ultimi cinquant’anni la situazione è migliorata, ma non è ancora ideale, perché non è accettabile che anche solo una persona muoia mentre lavora”.
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