In Procura per il testo di Costituzionale

La questione del manuale adottato dal prof. Massimo Villone finisce in Procura. A sporgere denuncia alcuni studenti di Giurisprudenza che nell’esposto presentato hanno rilevato un presunto abuso di ufficio da parte del docente. Oggetto del contendere il testo di circa 400 pagine “Il tempo della Costituzione”, che può essere acquistato esclusivamente su internet, al costo di 70 euro. Già alcuni mesi fa gli studenti, attraverso le pagine del nostro giornale, avevano denunciato la questione, ritenendo inammissibile dover comprare un libro nominativo, senza avere la possibilità di scegliere un altro manuale. In realtà il docente pone un’alternativa al suo testo, il Bin-Pitruzzella, usato da sempre nella preparazione dell’esame di Diritto Costituzionale. “Sostenere l’esame su un libro diverso da quello del professore – commenta uno studente che preferisce restare anonimo – pregiudica il buon esito della prova. Fin dalla prima lezione ci è stato spiegato come acquistare il libro on-line, testo su cui viene trascritto nome e cognome dello studente che diventa così personale e incedibile. L’alternativa esiste ma non viene praticata da nessuno, non si vuole correre il rischio di essere bocciati visto che il Bin-Pitruzzella è consigliato ma non adottato dalla cattedra”. E proprio su questo punto che la polizia ha avviato l’indagine. Come si legge dall’esposto, gli studenti sarebbero ‘obbligati’ ad esibire in sede d’esame il testo, pagando così una sorta di obolo al fine del superamento della prova. Da qui l’apertura di un fascicolo affidato alla sezione Pubblica Amministrazione della Procura, coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco. L’inchiesta è coordinata dal pm Ettore La Ragione, magistrato che si è occupato già in altre occasioni di questioni universitarie. 
“Finalmente qualcuno si è fatto avanti – commenta Pietro, studente al secondo anno – era un’ingiustizia dover comprare un testo ad un prezzo così esoso. Tanto più che il professore ogni anno aggiorna il manuale con nuove riforme e ad ottobre il testo dell’anno precedente diventa obsoleto. Ogni anno accademico prevede un libro diverso, imponendo agli studenti di spendere ulteriore denaro nell’acquisto on-line”. Quello che però risulta rilevante ai fini dell’indagine è che “in sede d’esame viene chiesto il libro dal quale si è studiato – dichiara Manuela al secondo anno – e il più delle volte il testo si porta con sè al momento dell’esposizione. Il manuale risulta incedibile perché nominativo, non si può prestare né vendere, e alla fine dell’anno se non si supera l’esame bisogna acquistare quello nuovo. E’ questa la cosa che denunciamo: perché il testo è nominativo? Perché ci sono differenze in sede d’esame tra chi studia il testo del docente e chi ne studia un altro?”. L’accusa di abuso d’ufficio verte su questi punti, tra cui il più importante la dimostrazione di aver acquistato il libro. “Non è la prima volta che ci viene chiesto – denuncia uno studente – Sapere se si ha il libro sembra fondamentale se si vuole superare la prova. Tutte le cattedre propongono diverse alternative, quella del prof. Villone sembra indurti verso un percorso obbligato”. 
Villone: “il libro può 
essere prestato”
Raggiunto telefonicamente, il prof. Massimo Villone commenta: “Ho appreso dai giornali della denuncia alla Procura, non ne sapevo niente e tutto ciò mi ha molto amareggiato. Non è come dicono – commenta il docente – non vi è alcuna preclusione per il testo. A me basta che in sede d’esame lo studente sia preparato sul Diritto Costituzionale aggiornato, da dove si aggiorna non sono fatti miei”. Chiara la smentita. “Offro tanto materiale on–line, oltre al testo è possibile consultare sul web letture costituzionali, lezioni registrate, test di autovalutazione, oltre a tanti altri servizi interattivi. In tutto sono un 750 pagine che lo studente può visionare ogni volta che vuole, perché la possibilità di accesso al portale dura un anno. Quindi in quest’anno il mio manuale è doppio, arriva a casa dei ragazzi ed è consultabile via internet per gli aggiornamenti. Alla fine dell’anno gli aggiornamenti sono trascritti in un nuovo manuale e da qui parte la nuova edizione. D’altronde il Diritto Costituzionale è in continuo movimento e sarebbe impossibile studiare su di un testo non aggiornato. L’alternativa c’è, ma ovviamente non comprende gli aggiornamenti e lo studente li deve ricercare da solo. Il mio manuale, invece, offre tutto già preparato, dando una possibilità in più, fermo restando che se uno studente vuole può studiare ovunque, purché conosca l’andamento attuale del diritto”. E a chi lamenta una preclusione: “Il libro può essere prestato tranquillamente – continua il prof. Villone – nulla vieta la collaborazione tra studenti. Non ho alcun potere di controllo sui manuali in sede d’esame e chi sostiene che ci sono state delle discriminazioni dovrà sempre dimostrarle. Comportamenti scorretti non vi sono mai stati, quello che pretendo è che lo studente sia preparato, non m’interessa quale sia il manuale a cui ha fatto riferimento”. Il libro edito da Scriptaweb, registrato alla SIAE, ha un codice ISBN, proprio come tutti i testi didattici. “L’unica differenza è che il mio manuale ha due copie, una in stampa e una virtuale. In un anno abbiamo avuto circa 38.000 collegamenti on-line, segno che quest’innovazione ha portato qualcosa di costruttivo tra gli studenti. Il solo fatto di potersi aggiornare e di esercitarsi con  test di autovalutazione aiuta a superare l’esame, quindi non vedo dove sia il problema”. E per l’esposto alla Procura? “Sono a completa disposizione dei magistrati, sarà il mio avvocato a occuparsi di tutto, sono pronto ad essere ascoltato. Non vi è alcuna irregolarità, semmai il desiderio di avvantaggiare i ragazzi”, conclude il prof. Villone. 
Il rischio della
 “sudditanza
 psicologica”
Sulla questione non concordano alcuni professori. A preoccupare maggiormente, il fatto che il manuale sia nominativo. “Qual è la necessità di porre il nome su ogni pagina del libro? – si chiedono alcuni docenti – Questa sembra tanto una sorta di identificazione fatta ai fini dell’esame. La registrazione di nome e cognome non dovrebbe avvenire, il testo dovrebbe essere venduto senza specificare chi l’abbia comprato. In questo modo si crea una sudditanza psicologica ed è normale che i ragazzi impauriti siano invogliati a comprare il testo che, portando il nome, permette di fare bella figura in sede d’esame”. Da qui partirebbe quindi l’abuso. “Una discriminazione come questa – commentano i docenti – equivale a stilare una lista di buoni e cattivi, chi ha il libro sarà sicuramente avvantaggiato. In questo modo i ragazzi vanno in difficoltà, si vedono costretti a comprare il manuale, ad esibirlo, a discapito di una parità di trattamento che dovrebbe essere scontata. Altra particolarità: sul testo non è segnato il prezzo. E il costo supera di gran lunga gli altri manuali di Diritto Costituzionale. La media si aggira intorno ai 50 euro, questo manuale ne costa 70, senza contare le altri parti speciali”. 
A stabilire se si tratta di abuso oppure no sarà la magistratura, agli studenti non resta che attendere l’evolversi della vicenda.
Susy Lubrano
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