Inaugurazione del Centro interuniversitario di Lessicografia “LeItaliE”

Sono iniziate ufficialmente le attività del Centro ‘LeItaLiE’ (Lessicografia dell’italoromanzo e delle lingue europee). In occasione dell’inaugurazione, tenutasi il 4 maggio presso la sede del Rettorato de L’Orientale a Palazzo Du Mesnil, il Rettore Lida Viganoni ha aperto la cerimonia esprimendo il suo particolare ringraziamento alla prof.ssa Elda Morlicchio, Prorettore e direttore del Centro: “Dallo scorso mese di luglio la prof.ssa Morlicchio ha ricevuto la carica di Prorettore. Posso dire con soddisfazione che è davvero la persona giusta al momento giusto. Specialmente in un Ateneo in cui, oggi più che mai, viene richiesto il massimo dell’impegno da parte di tutti. La nascita di questo Centro ha origine negli anni ’90, quando il prof. Max Pfister le chiese di collaborare con lui. Oggi, quindi, non facciamo che dare concretezza ad un lavoro che si compie ormai da diversi anni e che riceve finalmente la giusta ufficializzazione”.
Il Centro interuniversitario, di cui fanno parte, oltre a L’Orientale, la Federico II e l’Università di Salerno, sorge come Polo d’eccellenza per progetti lessicografici e indagini storico–etimologiche. Inoltre, gli studiosi che ne fanno parte coordinano altre ricerche e collaborano a diversi progetti lessicografici. Ad esempio, il Lessico anatomico di Leonardo da Vinci, il Dizionario storico del napoletano e altre attività di studio dei dialetti dell’area flegrea, dei testi mediolatini. 
Ospite d’onore della cerimonia Max Pfister, un linguista filologo che riunisce in sé le doti dello studioso di alto rigore metodologico e del coraggioso ideatore e realizzatore di grandi imprese scientifiche. Formatosi nelle scuole di romanistica dell’area tedesca, ha poi trovato nella storia della lingua italiana il campo di indagine più fecondo per il suo programma di studio. E’ il fondatore del Lessico Etimologico Italiano, che proprio quest’anno festeggerà la realizzazione del suo centesimo fascicolo. Il progetto del Lessico Etimologico Italiano fu avviato più di trenta anni fa (1978). Lo studioso scelse di redigere l’opera in italiano, anziché in tedesco, offrendo così direttamente alla nostra lingua l’occasione di riaffermare il proprio posto tra le grandi lingue della scienza.  “Il prof. Pfister insegna che ogni traguardo deve essere considerato un punto di partenza – ha dichiarato la prof.ssa Morlicchio – Siamo enormemente soddisfatti che il Centro prenda ufficialmente vita, ma anche in questo caso bisogna pensare che c’è ancora bisogno di molto lavoro, affinché si possa continuare nella giusta direzione”. 
Dopo i saluti iniziali, il prof. Pfister ha simbolicamente tagliato i tre nastri inaugurali, consegnandoli ai rappresentanti dei rispettivi Atenei e ha poi tenuto una lectio magistralis. Il prof. Pfister ha tenuto a precisare che “le lingue romanze formano un’unità e considerarle nel ristretto ambito nazionale è limitante ai fini della comprensione etimologica. Inoltre, non bisogna sottovalutare l’importanza di avere a disposizione una vasta documentazione per stabilire quale sia il vero significato di una voce. In quest’ottica è fondamentale il ruolo della geografia linguistica, in modo da considerare anche le varie stratificazioni”. Il docente ha spiegato, attraverso l’analisi dell’etimologia delle voci ‘carestia’ e ‘bosco’, come si arriva alla stesura definitiva di un articolo; non senza enormi difficoltà nell’ambito di un processo di ricostruzione delle basi etimologiche del patrimonio linguistico italiano. 
L’intervento del prof. Alberto Varvaro, dal titolo ‘Per un lessico storico dell’Italia meridionale’, ha avuto come tema il carattere deficitario della lessicografia in Campania. “I migliori vocabolari napoletani risalgono a non prima di 150 anni fa – ha spiegato il prof. Varvaro – Inoltre, tutti i lessicografi del napoletano ignorano completamente la lessicografia romanza. Vengono, infatti, citate parole come provenienti dallo spagnolo: in realtà non esistono in questa lingua. D’altra parte bisogna dire che la stessa Università di Napoli non ha una sua propria tradizione di dialettologi. Per questo motivo, suggerisco che all’interno delle attività del Centro sia dato spazio ai testi volgari non letterari. In secondo luogo, andrebbe valorizzato maggiormente il carattere regionale e non solo quello locale: i campani non ne possono più di sentir parlare solo di dialetto napoletano”.
Ha concluso l’incontro il prof. Domenico Silvestri discutendo di ‘Atlanti linguistici tematici informatici’. “A partire dal 1998 sono state dedicate a questo argomento numerose indagini da parte di diversi gruppi di ricerca – ha precisato – Sono stati individuati tre grandi temi di ricerca connessi con attività quotidiane e prototipiche ed indagati con specifico e prioritario riferimento al lessico dell’italiano standard e a quello dei dialetti italiani: l’alimentazione, la numerazione e l’elocuzione. Per ciascuno di questi tre temi di ricerca è stata elaborata una ‘mappa’ per navigazioni ipertestuali e multimediali e una serie di schede informatiche di rilevamento dei dati. Nella scheda lemmatica, inoltre, sono possibili agganci non solo linguistici, ma anche culturali”.
Anna Maria Possidente
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