Infoday sul Progetto Erasmus+, obiettivo: superare le paure

Un invito a cogliere un’opportunità per costruire il proprio futuro, ma anche di confronto con altre realtà europee, quello del prof. Gabriele Sampagnaro, Prorettore all’Internazionalizzazione dell’Università Parthenope, che ha presentato agli studenti di tutti i Dipartimenti il Progetto Erasmus+ in vista del bando 2020-2021. Più di 150 gli studenti che hanno riempito l’aula 1.2 di Palazzo Pacanowski, sede della Scuola di Economia e Giurisprudenza, con la sua suggestiva vista sul golfo napoletano, il 15 gennaio scorso, attenti e curiosi di conoscere tutte le novità che l’università mette a loro disposizione. “L’Erasmus è un’esperienza di crescita, è un investimento per il futuro, le cui parole chiave sono internazionalizzazione, responsabilità, ma soprattutto autonomia. Sin da subito la responsabilità delle scelte sarà vostra e, al di là delle iniziali difficoltà, tornerete persone migliori, non solo da un punto di vista accademico”, dice il prof. Sampagnaro. Poi fa notare: “ secondo recenti statistiche, gli studenti che hanno vissuto l’esperienza Erasmus vengono assunti con più probabilità dalle aziende. È un valore aggiunto sotto molti aspetti”.
A breve domande dal cellulare
Un’occasione accattivante per i ragazzi alla continua ricerca di stimoli e voglia di cambiamento, che non devono però farsi spaventare dall’iter burocratico, anch’esso parte dell’esperienza di crescita con cui devono confrontarsi. “Stiamo lavorando per una totale digitalizzazione della documentazione, così da ridurre i tempi e snellire le scadenze. È già a vostra disposizione un’app che vi aiuterà in questo, Erasmusapp, in cui è presente anche il nostro Ateneo. Secondo i nostri programmi, già dal prossimo anno sarà possibile gestire l’intero iter amministrativo direttamente dal vostro cellulare”, spiega la dott.ssa Virginia Formisano, a capo dell’Ufficio Mobilità Internazionale/ Erasmus+. I requisiti per la candidatura ad Erasmus+, soggetti quest’anno a una revisione e ad eventuali modifiche, vengono resi noti a tutti gli studenti nel bando di prossima pubblicazione, che rimane invece invariato per quanto riguarda gli importi delle borse di studio che affi ncano le famiglie nel sostegno dei ragazzi in questa esperienza europea, con un valore totale di circa 600 euro al mese, variabile in base al reddito. Due gruppi per le partenze, settembre 2020 e gennaio 2021, con occasioni di permanenza che vanno da 3 mesi fi no a 12 mesi, tempo massimo di soggiorno concesso dal progetto stesso. Spetterà ai ragazzi scegliere lo Stato e l’università che considereranno fare più al caso loro, per piano di studi e interessi personali, poiché si tratta di un’esperienza universitaria, ma anche personale: potersi confrontare con metodologie didattiche, approcci di studio e di ricerca diversi da quelli tipici italiani, e poter seguire professori di fama internazionale. Dipende dall’università ospitante decidere che lingua e che grado di conoscenza dovranno avere gli studenti, ma anche in questo la Parthenope viene incontro, rilasciando attestati sulle competenze linguistiche alla fi ne di specifici colloqui. “Non permettete alle vostre paure di avere la meglio sui vostri obiettivi. L’Erasmus è forse il modo più effi cace di uscire dalla vostra comfort zone e di reinventarvi completamente. La lingua, i fondi, gli esami, niente è un ostacolo, ma ciò che non può assolutamente mancarvi sono la curiosità e l’intraprendenza”, continua il prof. Sampagnaro, che ha prefissato come obiettivo dell’incontro incoraggiare i ragazzi a superare i limiti che si impongono e a cogliere questa occasione come una grande opportunità, come lo è stata per gli studenti negli anni passati.
“Mamma Europa si prende cura di noi”
Novità interessanti anche per gli studenti del Corso di Studi di Scienze Nautiche, che da quest’anno hanno a loro disposizione due Accademie navali tra cui scegliere, se volessero prendere parte all’esperienza all’estero. Tra gli studenti che sono già partiti negli scorsi anni c’è Giuseppe Ballerino, laureato al Corso Magistrale di Marketing e Management Internazionale, partito lo scorso anno per la Germania: “l’Erasmus ti fa scoprire chi sei. Imparerete di tutto, cose che non immaginavate nemmeno. Buttatevi nelle cose perché anch’io avevo timore, con il biglietto aereo fatto, non volevo più partire. Sono partito lo stesso e ad oggi resta una delle esperienze più incredibili che ho vissuto. Grazie all’Erasmus nel CV, ho trovato lavoro ad Amsterdam e partirò tra un mese”. Leonardo Pagano è laureando alla Triennale di Management delle Imprese Internazionali, e la sua esperienza Erasmus è durata 12 mesi “venivo da un anno particolarmente pesante per la mia famiglia, sentivo la voglia di cambiamento e mi serviva un po’ di motivazione. Così sono partito e i 12 mesi erano la mia richiesta iniziale. I miei avevano molta ansia, non sapevano se le risorse che potevamo permetterci sarebbero bastate, ma posso assicurarvi che ‘Mamma Europa’ si prende cura di noi. Compilare un buon piano di studi è stato complicato, perché molti esami non coincidevano, non andavano bene. Ho dovuto apportare diversi cambiamenti, altri erano in lingua e non sentivo di avere le competenze per sostenerli. Ma è stata un’esperienza proficua sia dal punto di vista universitario che, soprattutto, da quello personale. Sono stato prescelto per un lavoro in Polonia, partirò il mese prossimo. Su un CV di due pagine la selezionatrice ha posto quasi tutta la sua attenzione sulla mia esperienza in Erasmus. Aiuta davvero nelle selezioni lavorative”. Leonardo tranquillizza chi ha timore di partire da solo: ci sono tanti gruppi su facebook dove si può stringere amicizia, perché in fondo tutti partono da soli per questa esperienza, ma nessuno torna a casa senza un amico. Anche Francesca Sozio, collega al III anno di Leonardo in Management per le Imprese Internazionali, ha svolto il suo Erasmus in Austria, a Graz, e dice che “una volta che si esce fuori dall’Italia, dalla tua comfort zone, tutto il mondo diventa la tua comfort zone”. Racconta di come alla fi ne in queste situazioni ci si abitui a tutto, al cibo diverso, al freddo, alle persone che si incontrano, perché si scopre una realtà totalmente nuova, ed è questo che fa crescere. Luca Altiero, al III anno della Triennale in Economia Aziendale, racconta di come, durante la sua esperienza all’estero, abbia incontrato professori importanti, uno su tutti il direttore di un’importante banca europea, e che grazie a incontri del genere, e possibilmente una lettera di raccomandazione da inserire nel proprio CV, si può ambire a posti di lavoro prima impensabili. Ciò che rimane fondamentale per tutti è la capacità di adattamento.
Agnese Sale
Le domande degli studenti
Alcune università richiedono attestati linguistici, altre certificati linguistici. È la stessa cosa? “No. L’Università Parthenope, dopo specifici corsi e colloqui, rilascia degli attestati, che valgono come garanzia di un determinato livello linguistico, ma non è un ente di certificazione”. Dopo aver presentato domanda per l’Erasmus si entra in una graduatoria. Su cosa si basa il punteggio? “Il punteggio è calcolato su tre parametri: media ponderata degli esami sostenuti, valore dei propri titoli personali (a seguito della presentazione di un proprio CV) e un colloquio orale volto a valutare anche la conoscenza della lingua”. Alcune università ospitanti segnano come tempo massimo di permanenza 24 mesi. Com’è possibile se il massimo è per tutti 12 mesi? “In questi casi bisogna tener conto del numero di borse di studio messe a disposizione da quell’università: se le borse sono due, la proporzione sarà di 24 diviso 2, quindi 12 mesi per ognuno”. Qual è il numero massimo di CFU cumulabili con gli esami da sostenere in Erasmus? “Dipende dal tempo di permanenza. In Italia a 12 mesi corrispondono 60 CFU, quindi se si parte per 6 mesi, ad esempio, si potranno avere massimo 30 CFU. Il calcolo è proporzionale”.
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