Inglese giuridico e common law per gli studenti del Suor Orsola

Per gli studenti del corso di Lingua Inglese della Facoltà di Giurisprudenza dell’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa un’opportunità per conoscere il diritto inglese e la Common Law, con un insegnante (quasi) d’Oltremanica.
Una serie di sei seminari d’Inglese giuridico (tenuti in lingua inglese) è stata organizzata dal Preside della Facoltà, professor Francesco Caruso, insieme con la dottoressa Sonia Campailla, nei giorni 24 e 25 novembre, 1 e 2 dicembre e 15 e 16 dicembre. Il tema dei seminari: il sistema giuridico inglese e la Common Law.
A condurre i seminari è stato Fabio Vitiello, un giovane laureato napoletano che da otto anni vive in Inghilterra dove lavora come avvocato, “Barrister”, di diritto commerciale. 
Lo scopo dei seminari è quello di fornire agli studenti una conoscenza di base dei concetti e della terminologia del diritto anglosassone. “La conoscenza dei principi base e della terminologia del diritto anglosassone è certamente un vantaggio al giorno d’oggi -spiega Vitiello- Il giurista italiano (giudice, avvocato, professore, notaio o consulente) è sempre più esposto a situazioni e casi che vanno al di là del diritto italiano. Basti pensare, ad esempio, ai contratti con società straniere, o a quei casi di contenzioso in cui una o entrambe le parti viene da un paese estero. La Common Law (applicata nei paesi come il Regno Unito, gli Stati Uniti d’America, l’India, il Pakistan, il Canada e l’Australia) è uno dei due grandi sistemi giuridici nel mondo (l’altro è il sistema di diritto scritto e codificato proprio di paesi come l’Italia), ed è senz’altro utile sapere come un differente sistema legale può influenzare l’esecuzione di obbligazioni contrattuali o la protezione giudiziale di un proprio interesse”.
Laureatosi in Giurisprudenza all’Università Federico II nel 1993, Vitiello ha potuto fare nei seminari, quando necessario, i dovuti confronti fra gli elementi del diritto italiano e quelli del diritto inglese. L’interesse degli studenti che hanno preso parte ai seminari è stato notevole, così come l’ottima conoscenza della lingua inglese che hanno dimostrato: “spesso, durante una spiegazione, ho usato termini tecnici e forme colloquiali non conosciute da tutti. Sono rimasto favorevolmente colpito da come gli studenti riuscissero a seguire senza problemi. I casi in cui dovevo tradurre in Italiano qualche termine o concetto sono stati veramente rari. Per aggiungere una nota di realismo (e di colore) spesso ho anche usato termini di Latino giuridico, pronunciandoli alla maniera dei miei colleghi inglesi. Considerato che, ad esempio, locus standi viene pronunciato “looqius stendai” e ultra vires “altra vairis”, non è stata una sorpresa il poter sentire distintamente Cicerone e Virgilio che si rivoltavano nelle proprie tombe!!”.
Un’esperienza interessante e positiva dunque, sia per gli studenti che per Vitiello il quale aggiunge: “sono stato molto contento di poter utilizzare e condividere con gli studenti di Giurisprudenza della mia città natale la mia esperienza nel diritto e nelle Corti Inglesi, spiegando concetti come l’applicazione del precedente giudiziale e la creazione del diritto nelle Corti di Common Law, dando consigli e fornendo esempi tratti direttamente dalla mia pratica come Barrister, che, in quanto tali, difficilmente possono essere ricavati da un libro di testo. E, se mi è concesso un tocco di napoletanità, il poter tenere questi seminari in un’aula da cui potevo vedere il Vesuvio ed il Golfo di Napoli è stato certamente un bonus (che, per fortuna, gli Inglesi pronunciano “bonus” proprio come noi Italiani)!”.
- Advertisement -





Articoli Correlati