Izzo o Strazzullo Presidenti di CCL

Dopo la consultazione elettorale per il Preside, Medicina dovrà andare al voto anche per rinnovare la presidenza del Corso di Laurea. Sono due, al momento, i professori che hanno offerto la loro disponibilità ad assumere la carica attualmente ricoperta da Guglielmo Borgia: Paola Izzo e Pasquale Strazzullo. Ordinario di Chimica Biologica, da sempre attenta ai problemi della didattica – ha collaborato per anni alle Commissioni di Facoltà e di Corso di Laurea- (“l’esperienza fondamentale cui, però, faccio riferimento, è quella di docente, esperienza maturata sul campo in un rapporto quotidiano con gli studenti, con le loro difficoltà, con le loro insicurezze”), Izzo; 56 anni, coordinatore del Corso integrato di Medicina Clinica e componente della Commissione Didattica del Corso di Laurea in Medicina dal 1996 al 2004, delegato della Presidenza per i master universitari e già componente della Commissione didattica del Polo delle Scienze della Vita, Strazzullo. Convengono, entrambi, “abbiamo due approcci scientifici diversi”.
“Sono un internista –specifica Strazzullo- quindi appartengo all’area medica”, non riconoscendosi nella tradizionale dicotomia della Facoltà: clinici e biologi. Una distinzione che peraltro, nella sua lettera inviata ai colleghi, definisce “assurda”. Ammette però che la sua candidatura, a differenza della Izzo, è più vicina al secondo triennio. Ritiene la scadenza elettorale “non una battaglia ma una competizione fisiologica. C’è ancora tempo per il voto. Se si verificassero proposte simili, si potrebbe pensare ad una semplificazione. Ma penso che, in ogni caso, la competizione faccia bene alla facoltà”.
Strazzullo:
“sdoppiare il Corso di Laurea”
Questione di punta nel programma di Strazzullo, la ripartizione dei docenti tra tutti i Corsi di Laurea (- “sono diciotto e a novembre partiranno altre cinque lauree specialistiche oltre a Biotecnologie”), stante l’eccessiva concentrazione di docenti in alcuni corsi integrati “motivo di sofferenza tanto per gli studenti che per i docenti che non hanno modo di esprimere adeguatamente il proprio potenziale didattico”.  Ipotizza: “la ripartizione degli studenti tra più canali o anche un vero e proprio sdoppiamento del Corso di Laurea, così come realizzato alla Sapienza di Roma”. Propone l’istituzione di una Giunta di Consiglio di Corso di Laurea “con adeguata rappresentanza dei diversi settori disciplinari e delle diverse fasce della docenza, con compiti istruttori ma anche con potere deliberante relativamente a questioni di carattere ordinario”; un’interazione stabile tra CCL e Scuole di Specializzazione per valorizzare “l’apporto delle discipline specialistiche alla formazione del laureato”, l’organizzazione dei corsi integrati in due trimestri “lasciando così più tempo agli studenti per perfezionare la preparazione agli esami ma facendo sì che quest’ultima esigenza non scoraggi la frequenza ai corsi e al tirocinio clinico”.  Ritiene, sulla scia di esperienze maturate in collaborazione con colleghi internisti e docenti di Statistica ed Informatica Medica, che vadano utilizzati e valorizzati, ai fini del processo insegnamento-apprendimento, i sistemi informatici di cui dispone l’Ateneo. Ancora, sostiene la necessità di: istituire un archivio informatizzato della frequenza di ciascuno studente ai corsi e dei risultati delle verifiche di profitto, allo scopo di individuare e risolvere eventuali criticità; sperimentare nuove forme di valutazione della didattica; incrementare la comunicazione tra gli organi del Corso di Laurea e gli studenti.    
Izzo: “ripristinare
gli atelier didattici”
“Già sei anni fa mi fu chiesta la disponibilità a candidarmi ma ritenni che non fosse ancora il momento. Mi sono sempre occupata della Tabella XVIII ed ho sempre avuto una primaria attenzione agli studenti. Del resto ne è prova la folla che mi attende due-tre volte la settimana, non solo nel mio orario di ricevimento”, afferma la prof.ssa Izzo. “La didattica mi ha sempre molto appassionata. E questo è proprio il settore di competenza del Presidente di Corso di Laurea”, aggiunge
Parla della didattica come di un “cantiere perennemente aperto, con riforme che sembrano avere l’unica finalità di aprire la strada ad altre riforme, determinando precarietà ed incertezza” . Individua una doppia funzione nei compiti del CCL: la gestione del quotidiano (“l’adeguatezza delle aule  e dei supporti didattici, la diffusione dell’uso della rete, l’utilizzo del web docenti, l’informazione corretta e puntuale, la certezza delle date d’esame, l’organizzazione e l’efficienza delle prenotazioni d’esame”) e la promozione di iniziative di politica culturale allo scopo di progettare e sperimentare forme di organizzazione alternativa della didattica e di discussione dei suoi contenuti. “Occorre migliorare l’integrazione tra il sapere ed il saper fare dello studente, senza dimenticare che i giovani non sono contenitori da riempire con nozioni da apprendere in modo acritico. Nello sviluppo armonico della personalità non va dimenticata l’importanza del tempo libero”. Propone di riportare in voga una vecchia tradizione della Facoltà, quella degli atelier didattici attraverso i quali formare i formatori anche ad un uso più spinto della didattica multimediale, per recuperare appeal  tra gli studenti, in calo di affezione rispetto all’insegnamento frontale. “Impegno, trasparenza, volontà e capacità di ascolto” le linee guida del suo programma. “Ritengo che per essere credibili, occorra riferirsi a pochi punti chiari, evitando di immaginare che il CCL sia il parlamento ove legiferare su tutto o che sia il noioso e defatigante tempio dell’ovvio e dell’inutile”. Ed ecco gli obiettivi da realizzare a breve termine: accelerare e completare il coordinamento dei programmi dei corsi; attivare due o più canali per tutti i corsi per migliorare il rapporto docente/studente; contribuire con la Facoltà al miglioramento della qualità dei servizi; istituire una giunta elettiva e commissioni consiliari snelle ed operative; utilizzare il sito web ed il manager didattico. A medio termine, occorre studiare gli effetti della riforma attraverso un’analisi dei risultati conseguiti dagli studenti, sviluppare modelli di didattica multimediale, organizzare forum di interesse generale, stimolare il processo di internazionalizzazione, esaltare il ruolo della valutazione.
Dunque, i candidati ci sono. I programmi e le competenze pure. Né manca una certa dialettica interna al Corso di Laurea. Si attende solo la data della consultazione. E c’è da giurarci: l’appuntamento elettorale sarà molto seguito nell’Ateneo (anche perché la prof.ssa Izzo è la compagna del Rettore Trombetti).
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