L’Ateneo festeggia il prof. Paolo Grossi, neo Giudice della Corte Costituzionale

Aria di festa al Suor Orsola Benincasa. Martedì 24 febbraio tanti docenti e studiosi si sono dati appuntamento per una lezione speciale. Il seminario “L’Europa del diritto” si è trasformato in una celebrazione per il relatore, il prof. Paolo Grossi, docente di Storia del diritto medievale e moderno presso l’Ateneo di Corso Vittorio Emanuele, neo Giudice della Corte Costituzionale. “Un professore molto amato che inizia una nuova avventura, un cammino che percorrerà col passo spedito di sempre. Siamo qui per presentare il suo libro – da cui prende titolo l’incontro – ma anche per mostrare la concezione storica del diritto rapportata ai tempi moderni. Un racconto che sarà coadiuvato dalla sua esperienza di vita quale maestro di diritto e cultore dell’insegnamento”, ha detto il Rettore Francesco De Sanctis che ha invitato la vasta platea a prestare attenzione all’incontro che racchiude più di millecinquecento anni di diritto, un ponte che dal Medioevo si protende verso l’Europa del futuro. Un collegamento che passa e si ferma a Napoli, città molto amata dal prof. Grossi, fiorentino di nascita. “Ho un rapporto molto intenso con Napoli che considero uno dei luoghi essenziali della mia vita. Fin da studente ho amato questa città proiettata verso il mare e quando nel ‘61 ebbi il mio primo incarico da docente presso l’Università di Siena, ho avuto la fortuna di incontrare tanti colleghi napoletani tra cui il prof. Michele Scudiero e il prof. Antonio Villani, rifondatore del Suor Orsola, Università di cui con orgoglio faccio parte” spiega il prof. Grossi. 
“Con gli studenti 
un rapporto
straordinario”
La nomina a Giudice Costituzionale, pur se lusinghiera ed accettata con comprensibile entusiasmo, getta un velo di tristezza nei suoi discorsi; il professore dovrà lasciare a breve il suo amato insegnamento. “Ho sempre avuto un rapporto straordinario con i ragazzi, sono da sempre i miei interlocutori preferiti. La lezione è sempre stata un momento non solo formativo ma anche creativo perché da scienziato le migliori intuizioni le ho avute durante i corsi. Un buon professore deve quindi saper scarnificare il suo pensiero fino in fondo per dare maggiore chiarezza a chi sta ascoltando. Ogni volta salgo i gradini della cattedra quasi con timore riverenziale, consapevole della responsabilità e dell’importanza del mio ruolo”. 
Proiettato verso una visione storica del diritto, Grossi spiega ai futuri giuristi come l’opera dello storico serva al cultore del diritto positivo vigente per tracciare una linea che “nasce ieri, tocca il presente e prosegue verso il futuro. La storicizzazione del diritto è fondamentale nel momento in cui il presente viene continuamente superato attraverso rapidissime mutazioni. L’avere coscienza della linea storica dà forza al giurista del diritto positivo che non dovrà fossilizzarsi sul punto che sta vivendo. Mai come adesso, la società ha bisogno del salvataggio del diritto, diritto non inteso come potere ma come ordinamento, che si esplica nella figura del legislatore e nelle aule dei tribunali”. Il diritto come veste che copre il corpo in crescita della società, tutelando quei valori fondamentali che collidono con la libertà individuale e comune. 
Il tema del Testamento Biologico, della questione del nucleare, del ‘Lodo Alfano’, saranno i primi argomenti scottanti su cui dovrà confrontarsi il Giudice. “Sono questioni delicate che dovrò affrontare con gli altri colleghi garanti come me della Carta Costituzionale e del principio di libertà. Posso solo dire che da giurista tutelerò i valori fondamentali, credo che i nostri padri costituenti abbiano avuto lungimiranza indicando quei valori che ancora oggi sono attuali e degni di rispetto. Il diritto certo non può fermarsi a questo, la rivoluzione info–telematica ci impone di guardare avanti, ma senza il nostro passato non andiamo da nessuna parte. Storici e giuristi attuali devono confrontarsi e camminare di pari passo”.
“Un futuro stabile 
dalle professioni forensi”
Gli studenti ed il post-laurea. Le professioni forensi potranno assicurare un futuro occupazione stabile? “Certo che sì – afferma il professore – Se c’è un momento in cui c’è bisogno del diritto e del giurista in tutte le sue forme è proprio questo che stiamo vivendo. Ma il nuovo giurista non deve essere uno studioso che conosce il codice e si limita a quello; deve, invece, avere una sensibilità storica e capire che il diritto è anche quello che si è sedimentato dopo il Codice Civile del ‘42 attraverso una serie di vicissitudini che hanno caratterizzato la nostra storia. Siamo di fronte ad un momento duplice per i giovani: un periodo fertile perchè il diritto si crea attraverso la prassi dei tribunali e quindi attraverso l’opera dei nuovi studiosi, d’altra parte è un momento difficile perchè il diritto fa fatica ad adattarsi al corpo sociale in movimento”. Un consiglio allora per gli studenti, giuristi del domani, che troppo spesso confondono il diritto con le pagine del manuale. Cosa c’è alla base di una buona formazione? “Alla base di tutto c’è la fiducia nell’essere giurista, occorre imparare a leggere il mondo reale da quest’angolazione fin da studente universitario. Ora più che mai, c’è bisogno del salvataggio di giovani cultori, in passato abbiamo corso dei rischi quando il mondo giuridico si è immobilizzato in un insieme di leggi che galleggiavano nella società civile. Lo studente di oggi deve volgere uno sguardo al passato ma non con esercitazioni astratte, deve saper collegare ogni passaggio precedente con la realtà, evidenziando il ruolo che la prassi ha sul divenire della scienza giuridica che a sua volta deve incarnarsi e diventare esperienza di vita. Quindi consiglio un’eccellente preparazione universitaria e una forte consapevolezza rispetto al ruolo che si andrà a ricoprire come creatori di diritto”. 
Un commento dalla prof.ssa Lucilla Gatt, promotrice dell’incontro e docente di Diritto Privato. “Il prof. Grossi ha attraversato e interpretato diverse epoche giuridiche con uno sguardo innovativo e critico che deve far riflettere tutti i fruitori di diritto. Per questo stiamo cercando di indirizzare i laureandi alla conoscenza della storia, senza queste basi conoscitive non è possibile affrontare la modernizzazione del diritto e la sua evoluzione europea. Le professioni future richiederanno la conoscenza delle lingue, il sapersi muovere su diversi ordinamenti cercando tra le fonti del diritto italiano e straniero le basi da cui partire per la risoluzione dei problemi. Il maestro Grossi ci insegna a far questo, divisi tra conoscenza critica del presente e intrusione positiva del passato giuridico del nostro Paese”.
Susy Lubrano
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