La parola ai candidati

Prof. Angelo Chianese (ordinari)
“Mi fa piacere dare una mano. Sono da tempo impegnato nelle istituzioni, ho precedenti esperienze di CdiA, la candidatura è nella natura delle cose. Penso però che ogni docente debba avere un carico istituzionale, oltre la didattica e la ricerca”. “Mi ha candidato prima la mia area, poi la facoltà”, è dunque presente per spirito di servizio. “Cosa mi spinge a farlo? Vedo un’ansia diversa nell’ateneo, la partecipazione diffusa di tanti colleghi alla vita della nostra università”. “Senato Accademico e collaborazione con Presidi e Facoltà, il sito web dell’ateneo, sono nel mio curriculum”. “So di poter contare nelle competenze della mia facoltà, quindi il mio è il contributo delle conoscenze e delle competenze tecniche dell’ingegnere alla vita dell’ateneo”. “E poi di continuare a rapportarmi con le rappresentanze studentesche che vedo attive, vivaci, dinamiche”. “Così anche i sindacati”. “Vedo naturalmente anche le difficoltà, perciò ci sarà bisogno di tanto impegno in un momento delicato a livello nazionale”. “Registro sulla mia candidatura la stima di colleghi di altre facoltà ed un clima elettorale diverso. In questa campagna elettorale oltre gli incontri con gli amici, ho lavorato insieme in campagna elettorale, insieme e senza competizione, con gli altri professori ordinari: Elio Marciano, Guido Barone e Raffaele Giglio. Lasciando agli altri l’indicazione di voto. Credo sia un fatto molto bello, rappresentativo di amicizia e stima reciproca. Credo che siamo tutti e quattro dei grandi lavoratori, abbiamo una visione unitaria dei problemi dell’ateneo  e non siamo dei rampanti ma persone che sentono l’attaccamento alle istituzioni”. 
Prof. Elio Marciano (ordinari)
“La mia è una candidatura unitaria di Polo, non solo di Medicina, ma anche di Agraria, Farmacia e Veterinaria. Sto incontrando colleghi, ascoltando e prendendo appunti. Sono al servizio di tutte le Facoltà”. “E poi il prossimo sarà un CdiA di grande spessore e di grande valore scientifico, dal prof. Guido Barone, a Chianese, a Raffaele Giglio, solo per parlare degli ordinari. Sarò onorato, se eletto, di collaborare fianco a fianco con loro”. Programma: “ più ricerca, più didattica, esibire i nostri risultati all’esterno e chiedere di essere valutati per dare maggior valore alle cose che facciamo”. I motivi della candidatura: “partecipare, dare un contributo, vista la situazione economica e normativa. Anche con un’esperienza di CdiA più matura, avendo già ricoperto questo incarico dal ’93 al ’99 con rettori Ciliberto e Tessitore, ma in rappresentanza degli associati”. Le cose da fare: “sono tantissime. Non stare chiusi nel proprio lavoro, vivere l’Università come struttura non solo di studi e ricerca, ma anche di apertura alla città, ritrovare l’identità e l’orgoglio dell’appartenenza ad una storica università, come sta facendo Trombetti con ‘La Corte di Federico’”. 
Prof.ssa Maria Rosaria Posteraro (associati)
Tre anni fa fu la prima degli eletti per i professori associati, ed anche la più giovane. In questi anni è stata fra i più attivi in CdiA. Si ripresenta, forte del sostegno della Facoltà di Scienze e del Polo delle Scienze e delle Tecnologie. “Didattica e ricerca restano il mio impegno e piacere primario – afferma -. Ma, oggi più di prima, necessita anche un impegno nelle istituzioni accademiche e nella vita dell’ateneo”. Da affrontare come? “Con entusiasmo, responsabilità, visione unitaria dei problemi dell’intero Federico II”. Le priorità del prossimo CdiA? “Noi siamo eletti per categoria, dunque cercherò di rappresentare tutti i professori associati. Ma, inutile dirlo, il problema centrale sarà come conciliare i livelli di standard qualitativi del nostro ateneo e di servizi agli studenti che intendiamo ampliare e migliorare, con i tagli della Legge Finanziaria”. “In questi tre anni ho imparato molte cose nuove, un’esperienza che metto al servizio per il prossimo triennio”. Cosa si prova ad essere la prima degli eletti, come accadde tre anni fa? “Ti dà una maggiore forza, entusiasmo, ma anche grande responsabilità e l’obbligo ad impegnarsi più degli altri”. Fra le cose realizzate: “quella più visibile, una continua informativa a tutti gli 800 associati, di ciò che si discuteva in CdiA, delle proposte e di ciò che veniva approvato”.
Personale Tecnico Amministrativo
Cisl contro tutti, o tutti contro la Cisl, sembra il leitmotiv della tornata elettorale, come accade da molti anni. Con le sigle sindacali unite (Cgil, Cisl, Indipendenti) contro “lo strapotere” elettorale della sigla di tradizione moderata. “Non capiamo il perché – afferma Carlo Melissa,  segreterio regionale della Cisl Università – io sono sempre stato per il dialogo e l’unità sindacale, difatti nella contrattazione le tre sigle sono sempre tutte insieme, unite; ma inspiegabilmente separati nel momento elettorale”. Forte dei “circa 2.100 iscritti in ateneo”, la Cisl punta dunque “ad un risultato migliore del 2 a 2 di tre anni fa, anche perché siamo ormai primi per iscritti in tutte le facoltà. Frutto di un lavoro continuo, tutti i giorni, di assistenza e rappresentanza dei nostri iscritti e dei lavoratori più in generale. Prova ne è la vasta presenza di forze giovani fra i nostri iscritti”. “Sentinelle, sempre presenti, al fianco dei lavoratori” è la dichiarazione spot dei candidati Cisl. 
“Rinnovamento nella tradizione e partecipazione” è il motto di Generoso Vitagliano, provenienza Uil, candidato “unitario Cgil-Uil”, figura sindacale di lungo corso con esperienze pregresse in Consiglio di Polo, Consiglio di Facoltà di Ingegneria e nel Cral del Federico. Il suo un programma concreto: “partecipare, essere vicini ai lavoratori del Polo Tecnico-Scientitico, difendere i loro diritti e le loro professionalità” ed una critica alla nuova Finanziaria: “è avara con le università. Se sacrifici ci debbono essere, questi debbono essere per tutti”.
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