Le preoccupazioni degli studenti in una partecipata assemblea

Gli studenti di Medicina non nascondono la loro preoccupazione per il nuovo regolamento didattico adeguato al Decreto Ministeriale 270. E lo esprimono a gran voce nell’Assemblea di lunedì 6 aprile, organizzata dalle loro rappresentanze nell’Aula grande dell’Edificio 20.
“La nostra sensazione è quella di essere stati coinvolti troppo tardi su un argomento estremamente importante. Adesso abbiamo l’occasione di esprimere la nostra opinione e dire che il nuovo regolamento non ci piace affatto!”, afferma Martina, studentessa del secondo anno, preoccupata come tanti altri suoi colleghi di quello che significherà passare al nuovo ordinamento l’anno prossimo. Le novità ci sono e non sono trascurabili, anche se “i lavori del DM 270 non sono stati didattici ma di tipo organizzativo – spiega Costantino Mancusi, rappresentante degli studenti in Consiglio di Corso di Laurea – secondo noi è il miglior compromesso che si poteva ottenere tra le esigenze degli studenti e il muro dei professori”. Ma non è questa l’opinione comune degli studenti, che in assemblea hanno duramente contestato il nuovo regolamento. 
Per ridurre il numero degli esami da 41 a 36, alcuni di essi saranno trasformati in idoneità – ad esempio Anatomia I, Orientamento agli studi medici, Medicina Clinica I e Inglese di base (che prenderà il nome di Inglese scientifico) mentre Biochimica diventerà un solo esame con l’accorpamento di Biochimica generale e Biochimica speciale e umana. Al quarto anno, Metodologia Clinica si sdoppierà “per riservare più tempo ai tirocini” continua Mancusi, e l’esame di Fisiopatologia e Patologia generale si chiamerà solo Fisiopatologia generale “allo scopo di evitare ripetizioni nei programmi”; Malattie infettive slitterà dal terzo al quinto anno (“perché nessuno ci capiva niente, per cui è meglio affrontarlo dopo”) e negli ultimi tre anni di corso gli appelli d’esame aumenteranno da 6 a 8 (cioè 3 nella sessione invernale, 3 in quella estiva e 2 tra settembre e ottobre). “Sottrarre esami dal quarto anno è una buona cosa, ma se poi vanno a finire al sesto, ad un mese dalla laurea, è peggio”, replica Marcello durante l’Assemblea. “Ci sono argomenti che si ripetono in più esami, che andrebbero accorpati: per esempio della tiroide e del diabete si parla in continuazione!”. Marcello sostiene, come altri suoi colleghi, che “anche se ci sono risvolti positivi, il nuovo regolamento trascura i punti più importanti”. Tra i dubbi degli studenti, c’è il calcolo della media dopo la trasformazione degli esami in idoneità: molti, infatti, hanno preso volti alti a questi esami (considerati più facili) ma con il passaggio al nuovo ordinamento vedrebbero la loro media ridursi. 
La confusione che regna tra gli studenti dipende sostanzialmente dalla mancanza delle norme transitorie indispensabili per regolare il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento. Si prevedono seri problemi di gestione dei due ordinamenti paralleli, perché “il passaggio è assolutamente facoltativo, lo studente dovrà sottoscrivere un contratto entro il 15 ottobre per sancirlo – spiega Agostino Buonauro, rappresentante in Consiglio di Facoltà- In teoria, se anche un solo studente decidesse di non passare, l’Università dovrebbe garantirgli la regolare prosecuzione del Corso di Laurea, secondo l’ordinamento (vecchio) vigente al momento della sua iscrizione”. 
Statistica e Patologia 
e Fisiopatologia accorpati?
L’atmosfera è caotica, molti studenti prendono il microfono: invitano a non transitare al nuovo ordinamento e chiedono ai rappresentanti di dichiararsi contrari alla sua approvazione. “Questo ordinamento non è certo il migliore in assoluto, ma è il migliore che potevamo ottenere ora in Commissione Didattica. È il risultato di tante piccole conquiste, – risponde Mancusi – i punti positivi non riguardano solo gli esami, ma anche il voto di laurea. Con il regolamento attuale è possibile attribuire un massimo di 8 punti alla tesi sperimentale (anche se è prassi consolidata arrivare fino a 11) mentre con il nuovo si partirebbe da 10, aggiungendone 1 se ci si laurea in 6 anni accademici e 0,5 per il Progress Test o l’Erasmus, anche se su questo non siamo molto d’accordo. La nostra proposta era di partire da 10 punti base per tutti, aggiungendone 2 per la laurea entro 6 anni accademici, 1 solo entro sette e 0 se si andava oltre, ma è stata bocciata in Commissione Didattica (novità, poi, sono emerse in seno alla seduta del CdL. del giorno successivo, come si legge nell’articolo in pagina, n.d.r), così come quella di far diventare anche Statistica un’idoneità e di accorpare Patologia e Fisiopatologia in un unico esame. Noi abbiamo fatto il possibile, ma non siamo i soli a decidere. Comunque, invito gli studenti a una maggiore partecipazione, a farci nuove proposte da presentare in Commissione. La bozza del nuovo regolamento è sul sito da almeno un anno!”. Secondo Alessio, invece, “il nuovo ordinamento è classista, perché penalizza chi si laurea in ritardo e premia solo chi va in Erasmus, senza considerare che non tutti possono integrare i 200 euro al mese della borsa per stare all’estero lunghi periodi”. 
Altre novità contenute nel nuovo ordinamento: la riduzione della frequenza obbligatoria dal 75% al 70%, l’istituzione di una Commissione Didattica paritetica (formata da docenti e studenti in egual numero), la riduzione dei blocchi per iscriversi all’anno successivo da cinque a due (cioè tra il secondo e il terzo anno e tra il quarto e il quinto) e le ADE, che passeranno da 15 a 8 e daranno solo 3 punti per l’ammissione alle Scuole di Specializzazione invece di 6. 
(Mar. Par.)
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