Lettere ha una nuova Aula delle Lauree

Doppia manifestazione alla Facoltà di Lettere di Santa Maria Capua Vetere: inaugurazione della nuova Aula delle Lauree e accordo di cooperazione internazionale con l’Università russa di Pyatigorsk. L’evento si è svolto il 23 maggio. Dopo il tradizionale taglio del nastro, il Rettore Francesco Rossi ha salutato i presenti in sala (un centinaio di persone), tra cui i Presidi delle Facoltà di Giurisprudenza ed Economia Lorenzo Chieffi e Clelia Mazzoni, per poi annunciare: “Abbiamo potuto donare questa splendida Aula alla Facoltà nonostante l’Università Italiana viva un momento difficilissimo. E non abbiamo intenzione di fermarci qui: abbiamo presentato un progetto alla Regione Campania per completare la ristrutturazione dell’edificio”.  L’Aula delle Lauree – “completamente ristrutturata e restaurata, dove sono emersi anche alcuni reperti storici-architettonici di grande valore”, come ha sottolineato in precedenza la Preside di Lettere Rosanna Cioffi – è stata denominata Aula Appia, in ricordo della via romana che collegava Roma con il Meridione e le civiltà del Mediterraneo, sulla quale si affaccia la sede storica della Facoltà. Spazio, quindi, ai membri della delegazione russa, i quali hanno tenuto i loro brevi interventi tutti in lingua inglese. Il primo a prendere parola è stato il prof. Alexandr Gorbunosk, Rettore dell’Università Statale Linguistica, il quale ha illustrato i contenuti dell’accordo di cooperazione: l’Ateneo russo accoglierà studenti e docenti di Lettere e di Management del turismo ed organizzerà corsi gratuiti di lingua russa, la SUN ospiterà studenti russi per lo studio della lingua italiana. E’ il primo protocollo d’intesa con una università italiana, benché l’Università di Pyatigorsk ne abbia già attivi una trentina con istituzioni accademiche in tutto il mondo, ha fatto notare il prof. Mashin. La prof.ssa Akopyant sottolinea: “ogni anno abbiamo visite di illustri personalità italiane alla nostra Università; la stessa lingua sta diventando molto popolare tra gli studenti: d’altra parte, non possiamo altro che arricchirci dal confronto con il Paese più culturalmente progredito e ricco del mondo”. Il prof. Narymov ha ricordato le celebrazioni tenutesi in Russia per l’anno della lingua e della cultura italiana, mentre ha fatto gli onori di casa il prof. Paolo De Marco, il quale ha evidenziato i punti d’incontro tra la cultura russa e quella italiana citando come esempio l’architetto del museo Hermitage, Bartolomeo Rastrelli, e le frequenti visite dei politici campani alla capitale sovietica, oltre a ricordare gli uomini più illustri del Paese, da Tolstoj a Dostoevskij, fino a ?ajkovskij e Majakovskij. Una raccolta comune di articoli sulla linguistica e la didattica delle lingue straniere, da pubblicarsi con un cofinanziamento paritario; una conferenza congiunta scientifico-pratica, nella primavera del 2012 su problemi di linguistica, comunicazione interculturale e metodologia d’insegnamento delle lingue straniere con la partecipazione di docenti di entrambe le università: gli ulteriori sviluppi del patto di cooperazione.
In conclusione della cerimonia è stato trasmesso un video che ha illustrato le caratteristiche dell’Ateneo russo e quindi la lectio magistralis “L’Università statale linguistica di Pyatigorsk – Università che apre al mondo, centro della diversità linguistica e culturale”, tenuta dal Preside Gorbunosk, il quale ha esposto le peculiarità dell’Università di Pyatigorsk che basa la sua offerta didattica soprattutto sullo studio delle lingue e che può vantare più di 17 Corsi di Laurea che vanno dall’Economia, alle Relazioni Internazionali, al Management. L’università è dotata anche di un modernissimo campus che ospita studenti stranieri. Tuttavia l’aspetto più importante, a detta dello stesso Rettore, è un altro: “Pyatigorsk sorge nel Caucaso del Nord, una regione in cui convivono persone che appartengono a religioni e razze diverse: Cristiani, Musulmani, Ebrei e Buddisti; quindi il ruolo dell’università va ben oltre la sfera didattica: deve favorire il dialogo tra Stato e religione; deve essere un sito pacifico e favorire l’interazione con la società, deve fungere da centro di lingua e valorizzare la diversità culturale come una sorta di incubatrice sociale. E’ per questo motivo che ogni anno celebriamo una festa della multiculturalità, come tributo ad ogni singolo allievo che studi da noi”. Dopo uno scambio di targhe tra i Rettori delle due Università, si è quindi tenuto un piccolo buffet nell’atrio della Facoltà.
Anna Verrillo
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