Lettere vota il Preside il 24 giugno

Il prossimo 24 giugno si vota per l’elezione del  nuovo Preside alla Facoltà di Lettere, con sede a S. Maria Capua Vetere. A contendersi la guida della Facoltà, incarico brillantemente svolto per due mandati dalla prof.ssa Stefania Gigli Quilici, ci sono i professori Rosanna Cioffi, docente di Metodologia della ricerca storico-artistica e Presidente del Corso di Laurea in Storia dell’Arte, già Preside a Lettere dal 1998 al 2000, e Marcello Rotili, docente di Archeologia medievale e Direttore del Dipartimento di Studio delle Componenti culturali del territorio. La prof.ssa Cioffi delinea un programma che si articola su più punti. Innanzitutto la continuità “rispetto all’attuale gestione” afferma. Occorre, dice la Cioffi, “una ulteriore crescita della Facoltà sul piano delle sedi (e mi riferisco all’utilizzo del nuovo aulario e alla ristrutturazione della sede storica presso l’ex convento di S. Francesco); del personale docente e ricercatore, degli spazi e delle strutture per gli studenti”. Attenzione anche al territorio, “con un coinvolgimento ulteriore delle comunità affinché la Facoltà di Lettere possa diventare cuore pulsante della vita culturale e associativa dei giovani, promuovendo eventi culturali anche per quanto riguarda il teatro, il cinema, la musica”. La didattica: è necessaria una “maggiore attenzione all’equilibrato sviluppo dei vari corsi di laurea (i triennali: Conservazione dei Beni culturali, Lettere, Scienze del turismo; e magistrali: Archeologia del territorio, Storia dell’arte, Scienze del turismo)”. Auspica il potenziamento della collaborazione con le altre Facoltà dell’Ateneo – “più affini sul piano dell’offerta formativa, come Scienze ambientali, Giurisprudenza, Studi politici, Economia, Architettura”-  e degli scambi scientifici “con le Facoltà di Lettere delle altre Università campane” e con “Università italiane e straniere, particolarmente attive nel campo dei beni culturali e delle Scienze umane”. La Facoltà deve diventare un luogo di aggregazione, incentivando “docenti e studenti a viverla in tutti i giorni della settimana, facendola diventare anche punto di scambio continuo sul modello relazionale delle Facoltà anglosassoni”. Orientamento in uscita, e partecipazione al mondo del lavoro e ai profili professionali che l’offerta formativa della Facoltà ha avviato, anche alla luce del nuovo decreto 270: gli altri obiettivi. Il tutto accompagnato da “tanto entusiasmo al servizio della Facoltà”.
Programma basato sulla continuità per il prof. Rotili. “Dopo gli otto anni della brillante Presidenza della prof.ssa Gigli Quilici, improntati con coraggio e personale abnegazione, – dice Rotili – la mia iniziativa, se eletto Preside, si porrà in una linea di continuità, al fine di proseguire nel migliore dei modi nell’itinerario di crescita di una Facoltà che negli otto anni in via di conclusione è venuta strutturandosi come tale, con un insieme articolato di titolarità differenziate, di corsi di studio e di laurea specialistica di alto profilo culturale e con impostazione professionalizzante e come luogo di una didattica che attinge essenzialmente alle ricerche dei suoi docenti. Questo metodo è stato integrato da un insieme di attività formative svolte, fra l’altro, nell’ambito del dottorato di ricerca, portando, per così dire, ‘a bottega’, ‘gli apprendisti’ per meglio impostarne la preparazione e guidarne le prime esperienze di studio e lavoro”. E poi, appunto, il legame tra Università e mondo del lavoro. “Alle prospettive di occupazione la Facoltà è stata attenta nelle sue scelte inerenti i corsi di studio, e dovrà esserlo ugualmente se non di più in futuro, dato il difficile momento, auspicando peraltro l’impegno sempre più forte delle amministrazioni nella soluzione di problemi cui essa intende continuare a dare il proprio contributo”, sottolineando “l’impegno prioritario per gli studenti, per lo sviluppo della Facoltà al più alto livello, con il coinvolgimento degli Enti locali in iniziative di carattere culturale che possano contribuire alla crescita civile del territorio”. Tra gli obiettivi perseguiti negli ultimi anni, l’internazionalizzazione, “nel quadro di un’attività di ricerca e sviluppo culturale che ha conseguito livelli di eccellenza: questa prospettiva dovrà e potrà essere ulteriormente perseguita grazie all’elevata qualificazione di un corpo docente di prim’ordine del quale la Facoltà continuerà a ricercare lo sviluppo per garantire un’offerta formativa sempre più ampia e qualificata”. In conclusione, ciò che dovrà connotare il nuovo Preside, è “trasparenza, rispetto delle regole, competenza attinta ad una lunga esperienza d’amministrazione, per garantire alla Facoltà quella sicurezza di conduzione che le sfide dei tempi e la ‘modernizzazione’ imposta dalle nuove norme richiedono. L’attuazione degli obiettivi previsti dal Decreto Legislativo 270 rappresenta una di queste sfide da raccogliere per coniugare lo sviluppo con la qualità”.
Maddalena Esposito
- Advertisement -




Articoli Correlati