Lezioni partecipate, ospiti in aula, esperimenti di lettura a Scienze dei Servizi Giuridici

Tre gli insegnamenti del primo semestre del Corso di Laurea Triennale in Scienze dei Servizi Giuridici: Diritto Privato, Diritto romano e fondamenti di diritto europeo, Storia del diritto europeo e comparato in età contemporanea. A circa un mese dalle prime lezioni, 60 matricole (attualmente iscritte), fra corsi in presenza e a distanza, si approcciano al nuovo percorso accompagnate dai docenti alla scoperta del mondo giuridico. “Il Diritto Privato è stato collocato al primo semestre del primo anno, quindi c’è stata la necessità di soffermarsi sulla spiegazione dei concetti di base: la nozione di norma giuridica, lo studio delle fonti del diritto, l’interpretazione delle leggi e le peculiarità che distinguono il diritto privato dal diritto pubblico”, spiega il prof. Francesco Rossi. Il corso è seguito da una quarantina di studenti: “registro un interesse vivo”. D’altra parte, sottolinea il docente, “se ci si iscrive ad un Corso di Laurea nuovo e professionalizzante vi deve essere alla base una forte motivazione”. Per agevolare la comprensione di una materia che appare ostica a chi non ha basi giuridiche, “terrò delle lezioni aggiuntive per sviluppare il programma oggetto d’esame”. Ci saranno anche seminari di approfondimento su tematiche specifiche. “Nelle prime lezioni ho cercato di favorire una maggiore dimestichezza con lo studio del Codice Civile. Il manuale serve a sistematizzare in modo organico la materia, l’approccio però deve avvenire con lo studio degli articoli del Codice e le leggi sulla materia”. L’approccio del docente non è strettamente teorico: “a lezione cerco di abbondare con gli esempi così da evidenziare la ricaduta pratica di ciò che si studia. Ho fatto notare come il diritto privato sia importante nel nostro agire quotidiano e come si concretizzi in diverse attività: dall’acquistare un giornale, a fare la spesa”. Gli argomenti trattati sono gli stessi della Laurea Magistrale. Però: “la preparazione deve essere funzionale agli specifici sbocchi lavorativi. Porremo maggiore attenzione ai soggetti del rapporto giuridico persone fisiche e enti giuridici e alla parte concernente i contratti e le obbligazioni. Vi sarà anche il diritto di famiglia o le successioni, ma non ci soffermeremo più di tanto come accade nella quinquennale”. Che cosa si augura di aver trasmesso a fine corso? “Di aver contribuito alla maturazione di ognuno, di aver aiutato i ragazzi a padroneggiare la materia con un linguaggio tecnico-giuridico appropriato e di aver insegnato loro un metodo di studio”. Docente del corso di Diritto romano e fondamenti di diritto europeo è la prof.ssa Francesca Reduzzi. I piccoli numeri consentono “di lavorare a stretto contatto con gli studenti, a volte assegno qualcosa da imparare a casa e il giorno dopo li ascolto esporre la lezione”. Poco tempo fa “abbiamo discusso sullo stato di emergenza del diritto romano, ho poi assegnato a ciascuno il compito di fare una piccola ricerca sullo stato di emergenza dei vari paesi europei. Tutti i ragazzi hanno trovato qualcosa e alcuni sono venuti a parlarne alla cattedra. C’è una simbiosi perfetta tra chi è in aula e chi è a casa, si riesce a lavorare con entusiasmo e su cose pratiche”. Un ospite a lezione: “ho invitato il Magistrato del lavoro Carla Musella”. Si è discusso sulla condizione dei rider “che spesso vengono paragonati agli ‘antichi schiavi’. Una tematica attuale che ha suscitato un grande interesse fra i corsisti”. Ma cosa ha spinto gli studenti a scegliere un Corso di Laurea Triennale? “Il motivo principale è la prospettiva di lavoro dopo tre anni”, risponde, senza alcun dubbio, la docente che ha l’obiettivo di far acquisire agli allievi “una mentalità giuridica, strumento valido durante tutto il percorso”. “Il numero dei frequentanti è costante. Il gruppo è compatto e mi sembra motivato, ha accolto con grande interesse l’obiettivo di professionalizzazione della Laurea Triennale”, afferma la prof.ssa Cristina Vano, docente di Storia del diritto europeo e comparato in età contemporanea, “materia che non sembra immediatamente spendibile, ma che contribuisce alla costruzione di una figura professionale”. Il fine: “far acquisire una capacità di lettura critica e un linguaggio tecnico e a-tecnico, costruendo un percorso di cultura giuridica europea. Solo attraverso la storia si arriva a comprendere da dove viene la figura del giurista moderno e contemporaneo”. Il programma “è stato strutturato ex novo”. Molto coinvolgente il modo di condurre la lezione: “da poco abbiamo fatto un esperimento di lettura. Abbiamo concordato dei testi da leggere a casa e poi se n’è discusso a lezione, per testare come si era in grado di argomentare quanto si era studiato da soli”.
Susy Lubrano
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