L’ingegnere: “un problem solver”

“L’ingegnere è un appassionato e un curioso”. Ad aprire l’incontro dedicato al Dipartimento di Ingegneria è il prof. Luca Comegna, delegato all’orientamento del Dipartimento, che saluta i ragazzi con entusiasmo: “Questo incontro è tradizionale, ma nel contempo nuovo, poiché diverso è il modo in cui ci stiamo incontrando”. Poi specifica: “La mia presentazione verterà su aspetti generali e poi seguiranno tre sessioni specifiche in cui i miei colleghi interverranno sulle tre aree dell’ingegneria civile-ambientale, dell’informazione e industriale”. Questa l’offerta del Dipartimento in merito ai Corsi di Laurea Triennale (a cui seguono, ovviamente, i percorsi di Laurea Magistrale): Ingegneria Civile, Edile, Ambientale, Ingegneria Elettronica e Informatica, Ingegneria Aerospaziale, Meccanica, Energetica e il nuovo Corso professionalizzante in Tecniche per l’Edilizia, il Territorio e l’Ambiente (TETA).
Un po’ di numeri: “Dopo la Laurea Triennale potete iscrivervi ad un Corso di Laurea Magistrale, ad un Master di I livello o entrare direttamente nel mondo del lavoro. L’85% dei laureati Triennali si iscrive ad una Magistrale, mentre il 15% sceglie le altre due strade”, informa il prof. Comegna. Il docente invita poi i ragazzi in ascolto a porsi una domanda: perché iscriversi all’università? “Una prima risposta è per una crescita personale nel senso che un laureato, indipendentemente dalla disciplina, è abituato ad imparare e confrontarsi. Immagino che la maggior parte di voi sia al quinto anno. Avete una storia importante, 13 anni di studio, e quando siete passati dalla scuola elementare alle scuole medie e poi alle superiori avete fatto un passo importante che vi ha permesso di confrontarvi con nuove materie, nuove modalità di erogazione della didattica. All’università vi specializzerete ancora di più. È bello poter crescere e proseguire in questo percorso”. La seconda risposta è “legata alle opportunità professionali. Un laureato, in qualsiasi disciplina scientifica e non, ha possibilità di inserimento lavorativo più alte rispetto ad un non laureato. Quanto ad Ingegneria, negli anni, è cresciuta la domanda da parte del mondo del lavoro e gli immatricolati se ne sono accorti”. Entrando nel vivo del discorso, il prof. Comegna fornisce informazioni più dettagliate: “Per iscriversi ad Ingegneria bisogna svolgere un test, che si chiama TOLC, che è obbligatorio, ma non selettivo. Il mancato superamento non preclude l’iscrizione. È un modo con cui lo studente può comprendere se ha velleità per sostenere questo percorso di studi che ha delle complessità, ma è anche molto stimolante”. Il test “è gestito a livello nazionale da un consorzio chiamato Cisia, prevede 50 quesiti. La soglia minima per poter dire di avere superato il test, per il nostro Dipartimento, è 15”. E se non si supera il test? “Si entra con un obbligo formativo aggiuntivo. Si comincia a seguire i corsi del primo semestre e dei corsi paralleli di recupero per poi sostenere un TOLC di recupero di matematica. Se non si supera il Tolc di recupero, allora c’è l’obbligo di sostenere come primo esame Analisi Matematica I oppure Algebra e Geometria”. Per far fronte all’emergenza epidemiologica, “il Dipartimento di Ingegneria ha aderito al programma TOLC A CASA che consente lo svolgimento del test con le stesse modalità, ma da remoto”. Tre i macro-periodi in cui verranno erogati i test: 19 maggio – 12 giugno, 8 – 31 luglio e 24 agosto – 17 settembre. “Potete fare al massimo un test per macroperiodo. Per il primo macroperiodo, avete a disposizione due date. 29 maggio e 4 giugno”. Subito due domande: due studenti chiedono quanto tempo si ha a disposizione per svolgere il test e se è possibile sostenerlo anche se iscritto al quarto anno. Risponde il prof. Comegna: “Normalmente il Tolc ha una durata di 110 minuti, ma verificate sul sito del consorzio e controllate per eventuali modifiche. È possibile anche dal quarto anno perché avrete già le conoscenze per poterlo sostenere”.
I Corsi di Laurea
La presentazione si focalizza poi sui singoli Corsi di Laurea. Offerta formativa, attività e sbocchi professionali vengono presentati in maniera chiara e dettagliata alternando alle informazioni tecniche qualche consiglio e racconto personale.
Per l’Ingegneria Civile, Edile, Ambientale (Corso omonimo e laurea professionalizzante TETA) c’è il prof. Armando Cartenì. “Quando ero studente e stavo per iscrivermi all’università – ricorda – c’era una domanda che mi ponevo e non sempre trovavo risposta. Che cosa mi insegneranno in questo percorso? Quanto mi interesseranno queste materie? E per fare quale lavoro?”. L’ingegnere “è un problem solver, la sua vocazione è quella di risolvere problemi e per farlo deve avere conoscenze di base delle scienze a 360 gradi. Ecco perché all’inizio studierete matematica, fisica, chimica. La cassetta degli attrezzi che vi insegneremo ad utilizzare sono le scienze di base”. Che cosa fa nello specifico un ingegnere civile, edile, ambientale? Il docente parte dai problemi che vuole risolvere. Ad esempio, rischi sismici, rischi ambientali, il problema dell’inquinamento del territorio, il problema delle reti, e mostra poi una serie di slide con possibili soluzioni. Si presenta Chiara Iodice, dottoranda. Chiara è ingegnere geotecnico e, agli studenti, spiega di cosa si occupa. Poi chiosa raccontando la sua esperienza internazionale: “Tra settembre 2018 e aprile 2019 sono stata in Inghilterra. È un’esperienza che ricorderò per tutta la vita: ho avuto la possibilità di collaborare con un gruppo internazionale e la collaborazione continua. La Vanvitelli ha una rete di contatti internazionali con università di tutto il mondo”.
Per l’area informazione, seguono i professori Aldo Minardo (che parla dell’indirizzo elettronico e biomedico) e Massimiliano Rak (area informatica). Comincia il prof. Minardo: “Ingegneria Elettronica offre le basi teoriche e pratiche che si possono sfruttare in diversi scenari del mondo tecnologico del futuro”. Che cosa fa un ingegnere elettronico? Il docente propone vari esempi: “Può imparare a progettare microprocessori potenti e sofisticati o circuiti e programmi ottimizzati dei sistemi elettronici integrati. O pensiamo alla domotica, alle applicazioni che riguardano la casa intelligente e il risparmio energetico”. Poi conclude: “I nostri laureati lavorano entro un anno dalla laurea e attualmente la richiesta da parte delle aziende è superiore all’offerta”. Che cosa offre l’Ingegneria Informatica? Risponde il prof. Rak: “La capacità di progettare, analizzare, gestire sistemi che acquisiscono, elaborano e o trasformano e infine applicano informazioni e dati. Con o senza intervento umano”. E ancora: “Non è questione di imparare ad usare una specifica tecnologia, bisogna avere una base tecnologica per affrontarle tutte”.
Su Ingegneria Aerospaziale, Meccanica, Energetica intervengono i professori Giuseppe Lamanna (curricula meccanico ed energetico) e Aniello Riccio (curriculum aerospaziale). In merito al curriculum energetico, “la domanda in termini di occupazione è alta. Il territorio è diversificato e si presta allo sviluppo di tecnologie e allo sfruttamento di energie rinnovabili”. In merito al curriculum meccanico: “È un’ingegneria classica, estremamente trasversale, ingloba discipline tipiche del settore industriale”. In merito al curriculum aerospaziale: “All’ingegnere aerospaziale diamo tre tipi di competenze. Progettazione, come si fa, come si pensa. Produzione, come si costruisce. Manutenzione, cosa si controlla, come, quando e perché”. Slide in video, intervengono due dottori di ricerca, Ester Catalano (area informazione) e Andrea Sellitto (area industriale) che raccontano agli studenti la loro attività di ricerca. Ed infine, il più anagraficamente vicino agli spettatori, lo studente Raffaele Cesaro: “All’università non passerete molto più tempo di quanto ne trascorrevate a scuola. Non sempre l’impatto con l’università è facile perché vi sentirete investiti di una grande libertà e responsabilità che dovrete imparare a gestire al meglio. La nostra realtà, comunque, non è per nulla dispersiva e l’approccio umano dei nostri docenti aiuta. Non abbiate timore di interfacciarvi con loro e seguite i corsi. Non per sterile senso del dovere, ma per acquisire quanto più possibile da loro. Approfittate di loro”.
Qualche domanda al termine della presentazione. C’è uno studente particolarmente intraprendente che chiede se l’ingegnere meccanico, oltre ad essere assunto in azienda, possa creare qualcosa di suo. “Sì, generalmente dopo aver acquisito esperienza in azienda. Potrebbe creare una società di consulenza” (prof. Lamanna). Un altro chiede se vi sia una Ingegneria vicina all’architettura. “Il curriculum Edile del Corso di Ingegneria Civile, Edile, Ambientale è quello più vicino agli aspetti architettonici” (prof. Comegna).
C.S.
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