Perchè studiare Giurisprudenza alla Vanvitelli?

Le foto mostrano tanti momenti di aggregazione studente-docente, le aule studio e la biblioteca. Poi un invito ad inseguire i propri sogni. Il Dipartimento di Giurisprudenza si è presentato agli studenti con un video. Neanche il tempo di cominciare e i ragazzi in ascolto chiedono se sia necessario un test per accedere a Giurisprudenza, Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico della durata di cinque anni, o a Scienze dei Servizi Giuridici, Corso di Laurea Triennale. Risponde la prof.ssa Marianna Pignata, delegata all’Orientamento del Dipartimento: “I Corsi attivati presso il nostro Dipartimento sono ad accesso libero. Prima dell’immatricolazione, come per tutti i Corsi ad accesso non programmato, va svolto un test di autovalutazione che non è selettivo”. La docente prosegue con una breve panoramica sugli obiettivi e gli sbocchi dei due Corsi: “Giurisprudenza mira a fornire un’approfondita preparazione nelle materie giuridiche. Il conseguimento di questa laurea consente l’accesso alle tradizionali professioni legali di notaio, magistrato, avvocato, ma anche a molteplici figure professionali in vari campi di attività sociali, socio economiche, delle pubbliche amministrazioni, nelle imprese private, nei sindacati, nelle istituzioni internazionali. C’è un’ampia scelta”. Tre, invece, i curricula tra cui può scegliere chi si iscrive a Scienze dei Servizi Giuridici, Corso dall’approccio più professionalizzante: “il piano istituzionale, indirizzo in Scienze dell’investigazione e della sicurezza e indirizzo in Diritto e Management dello Sport che è stato attivato l’anno scorso e mira a formare agenti capaci di assistere giuridicamente gli atleti”. Ultima informazione, il double degree che permette di avere un titolo valido in Italia e in due Atenei firmatari di un accordo universitario con il Dipartimento, uno spagnolo e uno brasiliano. Una domanda la pone poi la prof.ssa Lucia Monaco: “Perché studiare Giurisprudenza alla Vanvitelli? Lo chiedo sempre ai miei studenti in aula”. Se è vero che lo zoccolo duro delle discipline è simile in tutti i Dipartimenti di Giurisprudenza, è anche vero che ciascuno ha i suoi punti di forza. Ecco, quelli della Vanvitelli: “Abbiamo alcuni Corsi di Laurea che sono unici in Campania, in particolare il curriculum in Scienze delle Investigazioni. Poi, c’è la forte attenzione alle lingue straniere che sono presenti nei nostri insegnamenti: sicuramente inglese, ma anche francese, tedesco, spagnolo”. Una novità accompagna “un altro punto di forza, ovvero l’attenzione alle frontiere moderne del diritto, in particolare all’informatica giuridica che è un settore in espansione nel mondo del diritto. È in via di allestimento un laboratorio linguistico molto avanzato per cui è stata già stilata una convenzione con l’Agid, l’Agenzia per l’Italia digitale”. Molte le attività che si potranno svolgere in questo laboratorio in collaborazione con tribunali, enti, regioni, studi professionali per quel che riguarda il mondo digitale e la ricaduta del digitale sul giuridico. La prof.ssa Monaco prosegue con il suo elenco: “Alcune caratteristiche non sono legate all’offerta formativa, bensì alla possibilità di studiare bene. Siamo un’università media, non troppo grande né troppo piccola, consideriamo importante la frequenza, anche se al momento facciamo attività telematica, e un corpo docente giovane e preparato”.
Racconti dal Dipartimento
Anche per il Dipartimento di Giurisprudenza si è levato un coro di testimonianze e di esperienza di vita. Comincia una rappresentante degli studenti, Antonella Veneziano, studentessa di Giurisprudenza. Il suo consiglio? Seguire le lezioni e vivere l’università: “Al momento non è possibile, certo, ma è una cosa che dovrete fare. La frequenza non è obbligatoria, ma ve lo consiglio vivamente. Si instaura un rapporto con il docente, si scambiano opinioni con i colleghi anche grazie alle nostre aule studio e alla nostra fornitissima biblioteca”. La sua collega Paola D’Alesio racconta, invece, della sua esperienza Erasmus. L’internazionalizzazione, infatti, è definita dalla prof.ssa Monaco un altro punto di forza del Dipartimento che, negli anni, è arrivato a stipulare una cinquantina di accordi Erasmus. “Sono partita a settembre per la Spagna – spiega Paola – Il rientro era previsto per giugno, ma, a causa della pandemia, ho dovuto bruscamente interrompere l’Erasmus. L’università mi ha supportato in ogni momento e mi ha garantito il ritorno in Italia a sue spese. C’è da dire anche che, sebbene l’Erasmus sia un progetto con fondi europei, l’università offre un supporto economico permettendo così a tutti di partecipare, anche a quegli studenti che per le loro condizioni economiche non potrebbero”. La scelta di studiare l’ambito penale in Spagna perché “incuriosita dal loro modo di studiare la materia. Lì ho partecipato a simulazioni di processi, a convegni, ho avuto l’opportunità anche di partecipare a processi veri. Lì l’approccio pratico avviene prima che in Italia”. Questa esperienza ha lasciato tanto a Paola: “ho imparato una nuova lingua, potenziato l’inglese. Mi sono responsabilizzata perché ho vissuto con altri ragazzi e mi sono gestita da sola”. Si immedesima nei diplomandi Caterina Scialla, dottoranda di ricerca con indirizzo penale, che si sta preparando al concorso in magistratura. “Appena dopo il diploma ero piuttosto incerta su cosa fare – ricorda – Stavo cominciando ad interessarmi ai discorsi politici e volevo avere gli strumenti giusti per capire la società che mi circondava: così ho deciso di studiare Giurisprudenza nonostante venissi dal classico e non avessi mai studiato il diritto”. Da parte sua, un incoraggiamento molto gradito: “Non abbiate paura del diritto perché è fattibile”. Caterina è entrata all’università e non l’ha più lasciata, infatti, “sono quasi otto anni che il Dipartimento di Giurisprudenza è la mia casa. Quanto al dottorato, è un percorso di crescita personale, mentale e professionale e non pensate che sia una cosa da topi da biblioteca. Al primo anno ho viaggiato in tutta Italia, partecipato a convegni, creato la mia rete di contatti. Durante la mia carriera di dottoranda ho studiato in Germania, Olanda, Inghilterra e dovevo partecipare ad un forum in Norvegia, rimandato a causa dell’emergenza. È un lavoro estremamente dinamico”. La dott.ssa Nicoletta De Angelis, assegnista di ricerca, prende poi la parola per un focus sugli sbocchi occupazionali. Parola chiave: molte opportunità. “Le tre professioni classiche sono avvocatura, magistratura e notariato. I concorsi per l’accesso alla magistratura e il notariato sono un po’ più duri. Il nostro Dipartimento offre la possibilità, attraverso la Scuola per le Professioni Legali, di avere un supporto anche nella preparazione di questo tipo di concorsi. Per quanto riguarda la strada dell’avvocatura, il Dipartimento ha sottoscritto una convenzione con l’Ordine degli Avvocati e attraverso questa convenzione è possibile anticipare la pratica forense di sei mesi”. Altre possibilità sono nel pubblico impiego: “dalla scuola agli enti come INPS, Catasto, Agenzia delle Entrate. Ci sono poi una serie di sbocchi alternativi, una serie di professioni meno conosciute ma che probabilmente presentano percorsi più agili: ad esempio l’accesso alle banche, al settore della comunicazione, o pensate anche al mondo dello sport o del giornalismo”. In chiusura è ancora la prof.ssa Monaco a porre una domanda: perché un giovane, oggi, dovrebbe scegliere gli studi giuridici? “Un tempo si aveva l’idea del diritto come di qualcosa di pesante, arido, mnemonico. Riflettete su quanto siamo immersi nel diritto, anche se non ce ne accorgiamo e riguarda cose che normalmente diamo per scontato. Andare a scuola è un diritto, ad esempio”. E conclude mostrando una slide in cui elenca alcuni problemi giuridici generati dalla situazione attuale, dal diritto allo studio alla tutela delle donne vittime di violenza durante la quarantena; dalla sicurezza sul lavoro alle fake news, al rapporto tra diritto alla salute e diritto alla libertà.
In chat, qualche studente polemico chiede perché Giurisprudenza abbia un alto numero di fuoricorso. “Una parte di questo ritardo è dovuto al fatto di non avere le idee chiare al momento dell’iscrizione o al non avere una visione chiara di quello che si può fare con una formazione di tipo giuridico” (prof.ssa Monaco). Gli esami svolti all’estero vengono riconosciuti in Italia? “Non c’è un automatismo. I percorsi possono essere diversi anche passando da un’università italiana all’altra. L’ateneo dovrà fare una valutazione degli esami”. Qualcun altro teme di avere difficoltà nel trovare lavoro. “In questo senso mi sento di tranquillizzare gli studenti. Il laureato in Giurisprudenza forse, in passato, aveva meno possibilità. Oggi ha molte più opportunità, pensate, ad esempio, a quanti concorsi è possibile partecipare con questa laurea” (dott.ssa Scialla). “Per le carriere classiche i tempi di immissione posso essere un po’ più lunghi perché va considerata la preparazione post lauream e l’accesso ai concorsi. Giurisprudenza è uno studio impegnativo che richiede motivazione. E chi si prepara seriamente non deve avere timore” (prof.ssa Monaco). Una domanda mette il sorriso a tutti i relatori. Quando possiamo iscriverci? Lo chiede uno studente che si considera già una matricola vanvitelliana. La prof.ssa Pignata garantisce la pubblicazione, a breve, di tutte le informazioni dettagliate.
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