Magistratura e carriera diplomatica: sogni e aspirazioni dei diplomandi

La parola ai maturandi, aspiranti matricole, che hanno varcato per la prima volta la soglia del Dipartimento di Giurisprudenza.
Alfredo Ostuni (Liceo classico Adolfo Pansini di Napoli) è uno di quelli dalle idee chiare. Un progetto scolastico gli ha instillato l’amore per la politica e le istituzioni e ora desidera cominciare la sua corsa verso l’Europa: “Il progetto consisteva nella simulazione di una seduta del Parlamento Europeo e l’abbiamo svolto nel periodo in cui in Italia c’erano le elezioni. Questo mi ha portato ad avvicinarmi alla politica sia nazionale che internazionale, a comprenderla prima e ad appassionarmi poi. È presto per pormi un obiettivo a lungo a termine. Potrei diventare assistente di un eurodeputato oppure continuare a studiare e frequentare un Master presso il Parlamento Europeo. Per ora mi conviene cominciare a scegliere quale Corso di Laurea seguire: sono indeciso tra Scienze Politiche e Giurisprudenza, ma credo che il più adatto alle mie esigenze sia proprio Giurisprudenza”. Una carriera nelle istituzioni internazionali richiede un’ottima padronanza della lingua inglese: “C’è. Da quando avevo sei anni i miei genitori mi hanno incoraggiato a prendere lezioni private per imparare bene la lingua”. Altrettanto motivata è Roberta Giordano (Liceo Giuseppe Mazzini di Napoli, indirizzo linguistico) che vorrà approfondire il diritto penitenziario per diventare vice ispettrice nel corpo di Polizia penitenziaria. Una scelta molto coraggiosa: “Tutto nasce da una promessa fatta al nonno. Visto il mio buon carattere mi sarei impegnata per gli altri, per migliorarne le condizioni e fare qualcosa di buono nella società”. Perché proprio le carceri? “Ho visto dei documentari sulle condizioni non proprio buone di alcune carceri estere e mi sono interessata alla situazione italiana. Mi piacerebbe lavorare in un carcere femminile e cercare di stringere con le donne un rapporto umano nella speranza di essere anche un sostegno psicologico”. Capita spesso che i ragazzi si lascino affascinare dalla professione così come viene raccontata da un parente o un amico di famiglia. Chiara Malvano (Liceo classico Jacopo Sannazaro di Napoli), ad esempio, vorrebbe tanto andare a Singapore dove “al momento abita un ambasciatore belga, amico di famiglia, che mi ha fatto amare la carriera diplomatica”. Ad affascinare Chiara “la possibilità di viaggiare in tutto il mondo”. Quali sono le doti che un buon diplomatico dovrebbe avere? “Sicuramente deve essere in grado di curare rapporti tra gli Stati e risolvere problemi complessi. Una buona proprietà di linguaggio, ma bisogna anche essere estroversi ed empatici perché è necessario piacere agli altri. Sicuramente le lingue: ho studiato inglese e spagnolo e comincerò anche il francese”. Maria Bruno (diplomata al Liceo Statale delle Scienze Umane di Ischia) si ispira alla zia: “un avvocato divorzista, una persona determinata. Dopo il diploma ho preso un anno sabbatico, sono ancora indecisa sulla mia scelta. Qualunque sarà la mia professione, vorrei rimanere ad Ischia per stare vicino alla mia famiglia”. Flavia Sirica (Liceo classico Tito Lucrezio Caro di Sarno), invece, ha dei bei ricordi di infanzia: “Mia madre è un avvocato e da piccola mi portava con sé in tribunale. Avrò avuto circa sei o sette anni… mi piaceva girare tra le aule e osservare giudici e magistrati in toga. Mi sembravano delle figure imponenti, molto rispettabili, guardate da tutti con grande rispetto. Vorrei iscrivermi a Giurisprudenza quindi, per diventare un giudice”. Ce la puoi fare, punta in alto, è quanto un avvocato, amico di famiglia, ha detto a Salvatore Carotenuto (Liceo Elio Vittorini di Napoli, indirizzo scientifico): “A dire il vero sono ancora un po’ indeciso, potrei optare anche per Ingegneria Gestionale. Questo amico di famiglia mi racconta spesso del suo lavoro e delle cause di cui si occupa. Lui stesso mi ha detto che potrei puntare alla magistratura perché ne ho le capacità”. Quali doti un occhio esperto ha notato in Salvatore? “Scioltezza di pensiero, memoria, padronanza della lingua italiana e capacità di apprendimento quanto alle lingue straniere. A scuola studiamo il cinese e il tedesco perché ormai sono queste le lingue del futuro”. Mario De Maio (Liceo Statale delle Scienze Umane di Ischia) vorrebbe fondere studi di legge e studi di economia in un percorso funzionale alle attività di famiglia: “A Ischia, ci occupiamo di una piccola attività, siamo dei rivenditori. In realtà, mi piacerebbe diventare avvocato e lavorare per le grandi aziende occupandomi, soprattutto, dei rapporti tra dirigenza e personale o dei rapporti tra le aziende”. Quali sono le doti di un buon avvocato? “Razionalità, intraprendenza, determinazione, ma soprattutto passione”. Concetta Marchesano e Angelo Carputo (Liceo scientifico Emilio Segrè di Marano di Napoli) si interessano al diritto penale, ma non hanno ancora fatto programmi: “Ci piace la figura dell’avvocato che si impegna per difendere le persone e che, con le sue parole, ha il potere di convincere gli altri. Tutti ci dicono di andare ad Ingegneria visto che studiamo allo Scientifico, ma vale la pena tentare. Noi, comunque, siamo ottimisti”. Come ci si prepara ad un Corso di Laurea come quello di Giurisprudenza: “Per quanto riguarda abilità come il saper parlare o porsi nei confronti degli altri, dovresti già possederle. Quanto alla conoscenza di base, cerchiamo di essere aggiornati e seguire l’attualità”. Anche Martina Madia (Liceo Giuseppe Mazzini di Napoli, indirizzo linguistico) si sente ancora un po’ confusa: “Sto seguendo vari Open Day. Non penso di voler intraprendere un percorso con le lingue perché al liceo non mi sono appassionata molto alle lingue straniere. I miei interessi sono davvero vari: la fotografia, belle arti, lettere. Devo valutare bene anche gli sbocchi”. Per Ginevra Allocati (Liceo classico Adolfo Pansini di Napoli) è una questione di sangue freddo: “Mi interessa il settore della criminologia. Vorrei partire da Giurisprudenza e dal diritto penale. Seguo spesso trasmissioni che parlano di casi reali o irrisolti e cerco podcast sull’argomento. Svolgere professioni come questa non deve essere facile. L’importante è sentirsi pronti a superare le difficoltà, e io credo di esserlo”.
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