Mario Esposito, ex rugbista e lottatore da soli due anni, conquista l’argento ai Campionati Italiani Assoluti

Argento nella categoria 70 kg ai Campionati Italiani Assoluti di Lotta tenutisi a Ostia lo scorso 13 gennaio. Non male se si pensa che a salire sul secondo gradino del podio è stato un atleta che fino a qualche anno fa giocava a Rugby. La giovane promessa della lotta cusina si chiama Mario Esposito, ha 23 anni, studia Scienze Motorie alla Parthenope e da grande sogna di “insegnare alle superiori. Scienze motorie a scuola è una materia forse un po’ sottovalutata, ma affronta tanti aspetti importanti, come la prevenzione e altre informazioni utili per la salute”. La Lotta è entrata nel suo quotidiano da due anni e mezzo: “ma sono sportivo da quando avevo cinque anni. Ho iniziato con il Karate. Successivamente sono passato alla Ginnastica artistica e al Rugby”. Otto anni con l’Amatori Na- poli, “poi la voglia di provare attività nuove mi ha convinto a cambiare”. Il primo flirt post palla ovale è stato con il Jiu-jitsu brasiliano. La scintilla, però, non è mai scoccata sul serio. Lo sguardo, quindi, è andato altrove, direzione Lotta: “andai a provare e mi piacque perché molto più vicina alla mia idea di sport. L’agonismo conta molto, la preparazione è a 360 gradi, prevede elementi di acrobatica e tanto altro. È quello che cercavo perché non ho mai pensato allo sport come un hobby, ho sempre gareggiato e partecipato a competizioni”. Agli esordi aveva 21 anni. A gennaio scorso la sua terza partecipazione ai Campionati Assoluti. Dopo due mancati piazzamenti, l’argento: “sono andato lì per vincere o, quantomeno, per raggiungere un buon posizionamento”. Un risultato frutto di sacrifici che hanno coinvolto mamma e papà, “che hanno dovuto sopportare il mio dover mettere sulla bilancia ogni alimento per il calo peso”, la fi danzata, “per tutte le sere che non sono potuto uscire perché dovevo riposare”, gli amici, “ai quali ho dovuto spesso dire di no perché impegnato con gli allenamenti. Senza sacrifici non si va da nessuna parte”. Nessuno tra i cusini ha fatto meglio di lui a Ostia. Tanti i complimenti dei compagni: “ho avuto un supporto davvero incredibile da parte di tutti. I compagni mi hanno aiutato ad allenarmi e a migliorarmi. Il mio risultato è merito loro. Un grazie va anche agli allenatori Giuseppe Cristiano e Diego Lepre che mi hanno seguito passo passo”. Resta un pizzico di rammarico per l’oro mancato: “è mancata l’esperienza. In finale ho combattuto contro Gianluca Talamo, un ragazzo napoletano come me. Ha alle spalle europei e mondiali. Insomma, mastica la disciplina da molto più tempo di me. Conto col tempo di colmare il distacco”. Con gli allenamenti al CUS: “il corso è cresciuto molto. La nuova palestra Quadrifoglio è stupenda. Credo che in Italia sia tra le migliori e tra quelle che ospitano il maggior numero di atleti senior”. Il CUS Napoli per Mario è stato anche servizio civile: “sono stato istruttore in sala attrezzi e sono stato impegnato nel campo estivo con i più piccoli. È stata una esperienza bella, vissuta in corrispondenza con il mio primo anno di Università, e molto formativa, un mega tirocinio di un anno in linea con i miei studi”. Obiettivi da lottatore per il futuro: “i CNU, visto che nel 2019 sono arrivato secondo. Poi la Coppa Italia a ottobre. Siamo gli atleti di casa, perché la Coppa Italia si terrà al CUS Napoli, quindi ci teniamo tutti a fare una bella prestazione. L’obiettivo è il primato per essere testa di serie agli assoluti 2021”.
Ciro Baldini
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