Matricole a zero esami, Fisica ed Analisi gli scogli

Corsi agli sgoccioli, si chiude il primo anno di lezioni per le matricole. C’è chi arriva alla nuova sessione di esami con un buon bottino e chi spera di recuperare un esordio non proprio brillante. E’ il caso di Antonio Alfano, studente di Ingegneria Elettronica, diplomato al liceo artistico e con la passione per l’arte, “un percorso che mi è stato sconsigliato dai miei stessi professori, perché le possibilità per il futuro erano scarse”. Il primo anno di università “è andato così e così. Il primo semestre l’ho bruciato perché mi sono dedicato anche ad altro. Ora devo recuperare tutti gli esami. Ingegneria però mi piace”. Jean Michele Roque, franco-napoletano, non aveva proprio preso in considerazione la Facoltà di Ingegneria. Dice: “volevo studiare Economia Aziendale, poi ho fatto gli OFA, li ho superati, mi sono iscritto a Gestionale ma in corso d’opera ho cambiato ed ho scelto Elettronica”. Ama la musica, in particolare quella elettronica, e vorrebbe progettare strumenti. Per ora non ha fatto alcun esame, ma spera di rimettersi in carreggiata, “la Facoltà mi piace, è accogliente, i professori sono competenti e con i colleghi mi trovo bene”. Matricola a zero esami anche Giulio Giani. E’ iscritto ad Aerospaziale. Racconta: “mi sono gestito come al liceo, convinto di poter recuperare i programmi in pochi giorni”. Difficoltà con un po’ tutti gli esami, anche con Disegno, “il professore non era sempre chiaro nelle indicazioni. Difficile capire l’interpretazione delle tavole”. Giulio è contento della Facoltà, un po’ meno della struttura, “nelle aule di Monte Sant’Angelo piove”. Fisica, il problema di Ilaria Tufano, matricola ad Ingegneria Civile. E’ stata bocciata due volte e “non ho idea del perché. La parte pratica mi dà problemi e non credo di riuscire a dare quest’anno Geometria. Il secondo semestre è più difficile del primo perché la Chimica non mi piace. Fino ad ora ho dato solo Analisi I, mi piace la Matematica”. E commenta: “le aspettative e la realtà non sono coincise per niente. L’impatto è stato disastroso. Sapevo che gli studi erano duri ma non mi aspettavo così. Seguire e studiare è pesante”. Ha scelto il ramo civile perché le piace lo sbocco professionale. La sua collega Francesca Perreca ama disegnare e progettare. Anche per lei un impatto duro. “Studiare durante i corsi è difficile. Abbiamo lezione fino alle sette di sera tutti i giorni. In aula ci sono tante persone in difficoltà. Le sessioni precedenti sono andate male, cercherò di organizzarmi durante l’estate”. Ha incontrato problemi con il metodo di studio, invece, Giuseppe Valentino, di Ingegneria Informatica: “L’impatto degli esami è pesante”, dice. Superati al primo turno gli Ofa, fino ad ora ha dato solo l’esame di Fondamenti Informatici: “ho avuto difficoltà con Analisi”. In Facoltà “c’è un bel clima”, le lezioni gli piacciono, ma è colpito dal comportamento di alcuni docenti, “se capisci le cose bene, altrimenti devi adeguarti. Forse dipende dal numero di studenti in aula”. Giuseppe, che proviene dal liceo scientifico e durante gli anni di scuola ha avuto modo di seguire incontri di orientamento universitario e aziendale, coltiva “la passione per la programmazione” fin da adolescente. Pasquale Parancandolo studia Ingegneria Gestionale perché è quella che dà più sbocchi. Ha dato solo Chimica. “Non sono riuscito a fare Analisi I. La docente è molto severa, il minimo previsto è molto alto, in pochi l’hanno superato”. Anche per la sua collega Annalisa Testa problemi con Analisi: “Sono stata bocciata tre volte, però la Facoltà mi piace e vorrei diventare manager”. Luca Fava studia Ingegneria Elettronica ed ha sempre avuto la passione per questo settore grazie allo zio ingegnere. Appena arrivato in Facoltà ha avuto un vero e proprio trauma: “Ho scoperto che le cose studiate al liceo scientifico non servivano quasi a nulla, perché si deve dimostrare tutto e le conoscenze che avevo erano inutili ai fini dell’applicazione. Il livello della Facoltà è molto elevato, alcuni docenti hanno dimostrato un’esperienza nella didattica e nel modo di affrontare gli studenti incredibile”. Alessio Palmisani è uno studente ripetente. Sogna di andare all’estero per fare programmazione vettoriale in tre dimensioni, applicata ai video giochi ed al visual drive. Lavora già da due anni con la qualifica di tecnico specializzato. Afferma: “mi sono iscritto all’università perché sentivo il bisogno di qualificarmi, ma l’anno scorso è andato male. Ho lasciato il lavoro perché voglio realizzarmi. Ora credo che potrò iscrivermi al secondo anno senza problemi. Non sono proprio in regola, ma ho sbloccato dei meccanismi di propedeuticità”. 
Qualche mosca bianca c’è. Ad esempio Giuseppe Turtoro, iscritto ad Ingegneria Meccanica perché gli piacciono i motori, che fino ad ora ha dato tutti gli esami: “I voti non sono eccellenti, ma spero di continuare così, senza lasciarmi esami arretrati. I docenti sono bravi, ma certe volte se non hai capito la spiegazione dopo la lezione vanno via ed il problema è tuo”. Fabrizio Cenatiempo, matricola di Elettronica (“mi affascinano i circuiti elettronici”), ha al suo attivo tre esami su quattro. “Mi manca Fisica, non ce l’ho fatta per questioni di tempo”, dice. La sua impressione sulla Facoltà è molto positiva, “mi piace studiare qui”. Valerio Marotta e Mauro Valente hanno sempre avuto la passione per la Matematica, fin da quando erano a scuola insieme. Dicono: “abbiamo scelto l’indirizzo elettronico per non studiare molto software ed avere più opportunità, ma le basi del liceo ci sono state molto utili e fino ad ora l’impatto è stato buono”. 
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