Meccanica, la proposta degli studenti sul voto di laurea

In occasione del prossimo Consiglio di Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica i due rappresentanti degli studenti -Crescenzio Visone e Marco Parisi- porteranno all’attenzione dei docenti la proposta di modifica del regolamento di assegnazione del voto di laurea. Da tempo gli iscritti al Corso di Laurea sono insoddisfatti del meccanismo, che reputano penalizzante. Ne hanno discusso anche in occasione di una infuocata assemblea che si è tenuta qualche mese fa a piazzale Tecchio. In quella occasione fu anticipata l’intenzione di presentare una proposta di modifica, che a questo punto è pronta. Ecco i punti salienti.
Calcolo della media di base. Attualmente si prendono in considerazione tutti i 29 esami sostenuti, si moltiplica la media per 11 e si divide per 3. La riforma proposta dagli studenti è di calcolare la media escludendo due esami, naturalmente quelli nei quali è stato ottenuto il voto più basso. Dunque: media dei 27 esami moltiplicata per 11 e divisa per 3.
Aliquota aggiuntiva. Il regolamento attuale prevede che alla media base, ai fini del voto, si calcoli un’aliquota oscillante da zero a quattro punti, frutto di una complicata operazione: media dei primi venti esami meno 22 per due terzi. E’ un punto, questo, molto contestato. Gli studenti fanno notare che, in base al regolamento vigente, gli esami del biennio pesano doppio: ai fini del calcolo della media di base ed ai fini del calcolo dell’aliquota. Sono spesso quelli nei quali si riportano i voti meno alti, sia perché il biennio ad Ingegneria è particolarmente duro, sia perché si sconta il salto dalla scuola all’università. La proposta che si discuterà nel prossimo Consiglio prevede che, ai fini del calcolo dell’aliquota aggiuntiva, alla media degli esami del biennio si sottragga 20 e non più 22. In questo modo la forbice del punteggio assegnato con quest’aliquota si restringerebbe, passando da 0 – 4 a 0 –3.
Questionario. Il regolamento attuale (astruso!) assegna da zero a tre punti in base ad un questionario, dal quale si dovrebbe valutare il lavoro svolto in sede di compilazione della tesi: tempo impiegato, strumenti utilizzati e così via. Alcuni docenti, però, hanno individuato una certa illogicità nelle modalità stesse di formulazione del questionario. Per esempio, si chiede allo studente se, nel lavoro di tesi, abbia utilizzato il calcolatore oppure altri strumenti di tipo sperimentale. Opzioni che il questionario pone in antitesi, ma che la realtà mostra essere perfettamente compatibili, nel senso che un laureando può servirsi sia del calcolatore, sia di altri strumenti sperimentali. La proposta di riforma punta a razionalizzare il questionario.
Discussione della tesi. Oggi frutta da zero a tre punti. Gli studenti chiedono l’allargamento della forbice: da zero a cinque punti. 
Favorevole alla riforma, a patto che sia ben studiata e che si evitino pasticci, il Presidente di Corso di Laurea Renato Esposito. Altri docenti propenderebbero per l’eliminazione radicale del controverso questionario. 
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