Dal primo novembre la vice Presidenza della Facoltà di Medicina si presenta divisa in due: sono, infatti, stati nominati due vice Presidi, ognuno con le sue competenze specifiche. Il prof. Ivan Sagnelli, ordinario alla cattedra di Malattie Infettive, si occuperà dell’area medica, mentre il prof. Natale Di Martino, docente di Chirurgia Generale e Fisiopatologia gastroenterologica, sarà il responsabile dell’area chirurgica. “Il Preside Delrio ha ritenuto opportuno separare la gestione delle due aree- spiega il professor Di Martino – per favorire il buon funzionamento della Facoltà”. Mentre ricorda il prof. Sagnelli che la separazione degli incarichi “riflette anche l’importanza che ha l’attività assistenziale, a cui si potrà, in questo modo, dedicare più attenzione”. Separare le competenze significa, dunque, migliorare l’organizzazione della Facoltà sotto i suoi diversi aspetti e puntare sulla ricerca, l’assistenza e le attività di tirocinio. “Dobbiamo renderci bene conto della situazione, viste le tante tematiche nuove che ci troviamo ad affrontare – spiega Di Martino – Dopo trent’anni in questo istituto e la mia esperienza come allievo del prof. Lanzara, posso dire di conoscere tutti i pregi e i difetti della nostra Facoltà e credo sia opportuno che chiunque si avvicini a questo tipo d’incarico lo faccia non per l’onorificenza che ne deriva, ma per mettere la propria esperienza al servizio di tutti”. Per gli aspetti riguardanti l’area chirurgica, Di Martino ricorda che bisogna puntare sulla preparazione pratica e non solo su quella teorica: “gli studenti devono conoscere cosa vanno a fare in pratica, conoscere gli strumenti. Non possono avere ottime nozioni teoriche ma non sapere come s’introduce un sondino nasogastrico, o come si effettua una toracentesi, oppure come si prepara una seduta asettica per una manovra chirurgica. Bisogna incrementare l’attività di tirocinio, i ragazzi devono frequentare i reparti in gruppi di massimo 6 o 7 elementi, in modo da poter svolgere attività teorico-pratiche che abbiano un valore costruttivo non solo a livello teorico, ma di pratica reale della professione”. Come un bambino che impara guardando l’esempio dei genitori, così lo studente deve apprendere dal docente non solo sul piano professionale, ma anche su quello etico: un altro punto che tiene a sottolineare il prof. Di Martino. “Molto spesso noi medici assumiamo un atteggiamento distaccato e di superiorità nei confronti del paziente perché magari con la nostra professione andiamo ad incidere e ad avere un grosso potere sulla vita dell’ammalato: questi sono i casi di malasanità che bisogna combattere. I nostri studenti devono imparare ad avere un rapporto umano e amichevole con il malato interessarsi dei suoi problemi, delle sue difficoltà anche personali, per far sì che la malattia diventi un momento condiviso. Le persone malate devono essere assistite, supportate, incoraggiate, devono essere messe a conoscenza della loro condizione e si deve instaurare con loro un rapporto di fiducia. Questo è un aspetto molto importante per la cura e lo sviluppo della malattia soprattutto per i malati oncologici”. Anche il prof. Sagnelli ricorda come sia importante, all’interno della struttura, l’aspetto dell’assistenza per gli studenti, ai quali vanno forniti gli strumenti didattici necessari alla loro formazione. “Da parte mia c’è tutta la volontà di aiutare il Preside in tutti gli aspetti – conferma il vice Preside – Stiamo lavorando, in particolare, per trovare un nuovo assetto che dia al Policlinico la possibilità di migliorare la ricerca e la parte assistenziale agganciandola ad una buona didattica. I nostri utenti sono i pazienti e gli studenti, migliorare l’attività di docenza significa migliorare anche la cura. Va, inoltre, potenziata l’attività di ricerca clinica e migliorata la struttura dal punto di vista logistico in modo che ne risentano positivamente anche i pazienti”. Incrementare le attività di ricerca ed anche i rapporti con le altre Università: “stiamo già lavorando ad una possibilità d’interscambio tra l’Università di Messina e la Cattolica di Roma”, conclude Di Martino.
Valentina Orellana
Valentina Orellana








