Morlicchio: “positive le immatricolazioni, un nuovo sito web da metà 2018”

“Siamo abbastanza soddisfatti dei risultati ottenuti nell’ambito della didattica,  delle attività di ricerca e del dialogo con la città, con il territorio”, afferma la Rettrice de L’Orientale Elda Morlicchio. “Confortanti” i dati complessivi delle immatricolazioni che si attestano su quelli dello scorso anno. Con qualche variazione: “abbiamo un incremento di alcune decine di unità per il Corso di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali che aveva avuto qualche sofferenza nel passato, evidentemente il nostro impegno per ripensare l’offerta didattica è stato poi premiato; ha fatto registrare una lieve flessione il Corso in Mediazione Linguistica e Culturale dove comunque gli immatricolati sono 824, lo scorso anno abbiamo raggiunto quasi il migliaio di immatricolati, forse questo ridimensionamento è da valutare in maniera positiva”.Tengono i Corsi del Dipartimento di Asia, Africa e Mediterraneo: “le Lingue e Culture Orientali e Africane viaggiano intorno ai 190 iscritti; il percorso, molto specialistico, ovviamente non ha mai contato su numeri superiori, ma è bene che sia così”. È ancora presto per tirare le somme degli iscritti alle Magistrali “perché le immatricolazioni si chiudono il 28 febbraio, ma, confrontando i dati parziali alla stessa data dell’anno scorso, addirittura registriamo un aumento del 2,5%”. Però è da sottolineare “un incremento di studenti che si iscrivono alle Magistrali provenienti da altre università e spesso da altra regione. Questo, evidentemente, è un segnale della specificità e della riconoscibilità della nostra offerta formativa che spinge gli studenti ad esplorare la possibilità di trasferirsi a Napoli una volta concluso il primo triennio. È molto incoraggiante”. Resta grande il divario fra gli immatricolati della Triennale e quelli della Magistrale: “2.164 i primi, 413 i secondi”. Rapporto sproporzionato “che non valuto in maniera estremamente negativa. Dopo il percorso Triennale, molti laureati, soprattutto quelli di Mediazione linguistica e culturale, non proseguono con gli studi perché trovano subito occasioni di lavoro. Un’altra importante percentuale di nostri studenti si trasferisce all’estero, per continuare a studiare o perché nel frattempo ha trovato lavoro, dopo aver fatto esperienze di soggiorno all’estero nell’ambito dei progetti Erasmus. Certo, da un lato dispiace che dei nostri allievi possano poi spendere le loro competenze in università o in un mercato del lavoro straniero. Dall’altro, però, c’è la soddisfazione di sapere che li abbiamo formati culturalmente e anche sul piano linguistico, in modo che si inseriscano perfettamente nei paesi stranieri. Quindi c’è sempre il rovescio della medaglia quando parliamo di fuga di cervelli. Nel nostro caso non credo che sia opportuno parlare di fuga ma di scelte perché si sentono in sintonia con quella che è la cultura del paese del quale hanno deciso di studiare la lingua”. 
I dati molto positivi delle immatricolazioni comportano “oggettivamente delle difficoltà dal punto di vista dell’organizzazione didattica. Come spesso Ateneapoli sottolinea, noi abbiamo tuttora problemi di spazi, però crediamo fermamente nell’importanza di rimanere nel centro storico come presidio di cultura. Per questo non ho mai interrotto, così come chi mi ha preceduto, la ricerca di ambienti più idonei per classi di studenti frequentanti che si continuano a mantenere a livelli decisamente alti”.
Personale docente e ricercatore. “Abbiamo sofferto moltissimo negli anni in cui c’era di fatto il blocco del turnover per sensibili perdite di docenti, dovute a pensionamenti, che, in gran parte, non è stato possibile compensare. Per fortuna questa situazione negli anni è andata migliorando, da una parte con la riduzione del blocco del turnover, quindi con un maggior numero di punti organico a disposizione per il reclutamento, dall’altra grazie a situazioni che sono emerse su vari piani straordinari per il reclutamento di docenti dall’estero, per i posti di ricercatori di tipo b. Queste operazioni di reclutamento hanno consentito, contestualmente, anche la possibilità per alcuni colleghi di poter accedere a ruoli superiori”. Un vanto: “sono stati reclutati moltissimi docenti e ricercatori provenienti da altre università o enti di ricerca, una grande ricchezza perché sono persone che portano esperienze e approcci scientifici di scuole diverse. Sono molto grata ai Direttori di Dipartimento che mi hanno accompagnato i questi primi tre anni perché  abbiamo portato avanti la politica di ricercare il meglio e, soprattutto, quello che serviva per colmare i vuoti che si erano creati per i pensionamenti”. 
I rapporti con il territorio. “Non ci siamo tirati indietro davanti a nessuna delle sfide che ci sono state presentate, perché ci rendiamo conto che oggi gli investimenti vengono fatti soprattutto nell’ambito dell’innovazione e della tecnologia. E quindi cerchiamo di seguire anche questo tipo di approccio. Penso ai percorsi della Apple che abbiamo avviato nel nostro Ateneo pur non avendo nessun docente di questo ambito disciplinare, oppure alle  partecipazioni a Futuro Remoto e  adesso al dialogo che si è aperto con i docenti degli altri Atenei per quelle che sono le collaborazioni richieste nell’ambito della Regione Campania”. Senza mai dimenticare, però, “che il nostro contributo può venire soprattutto per quanto riguarda le nostre competenze culturali che riguardano tutti i continenti. In questo senso stiamo cercando di consolidare ed ampliare l’offerta formativa relativa al continente africano nella consapevolezza che in questo momento rappresenta il futuro, perché è un mercato con grandi possibilità di espansione e, al tempo stesso, impone la necessità di dialogare stante la problematica dell’immigrazione”.
L’Orientale, Ateneo a vocazione internazionale, “si colloca per rapporti con le università estere e studenti che trascorrono un periodo del loro percorso formativo all’estero, sempre nelle primissime posizioni in tutte le graduatorie nazionali. Per la mobilità in uscita abbiamo un trend in ascesa per quanto riguarda i contributi Erasmus sia per attività formative che tirocinio”. Ma “dove abbiamo qualche difficoltà è nella mobilità in entrata. Un Ateneo come il nostro, che ha una connotazione così specifica, per definizione fa fatica ad attrarre studenti dall’estero. Perché uno studente dalla Cina o dal Vietnam che decide di studiare in Europa per imparare le lingue straniere, come il tedesco e l’inglese, punterà ad una università in Germania o Inghilterra e non a Napoli. Questo è il nostro limite. I due ambiti in cui noi possiamo dire qualcosa è quello dell’Archeologia, che è un settore di nicchia e non potrà mai far registrare numeri alti, e il Corso di Lingua e cultura italiana per stranieri avviato due anni fa. Il primo laureato lo abbiamo avuto il mese scorso, Abbiamo avviato una serie di iniziative di presentazione dei nostri corsi: una collega è stata a Tokyo, un’altra a Tunisi, io stessa, a dicembre, visiterò alcuni atenei cinesi. Abbiamo due posti riservati per dottorati di ricerca e due a laureati presso atenei esteri, misure per favorire l’ingresso di stranieri nel nostro Ateneo”. Un’altra tipologia di stranieri interessati a L’Orientale sono quelli “di seconda generazione che vogliono cogliere l’opportunità di essere cresciuti in una situazione multiculturale, o nati in Italia, con genitori che ancora parlavano la propria lingua, che si iscrivono da noi per ritrovare la propria cultura familiare e tradizioni. Questo è un compito che dobbiamo svolgere. Già siamo di supporto alle scuole elementari e medie accanto a bambini cinesi e russi con nostri studenti come tirocinanti”. 
Un bilancio quindi positivo? “Sì, se penso a quello che siamo riusciti a realizzare con le nostre forze esigue”, dice la Rettrice. E aggiunge: “Sicuramente resta una situazione di disagio e sofferenza per un finanziamento non adeguato anche per i compiti che ci sono richiesti. Con i grandi vincoli – tempi lunghi per realizzare iniziative che invece necessitano di velocità – che ancora abbiamo in quanto pubblica amministrazione. Vincoli anche per il reclutamento del personale tecnico amministrativo”. E poi una questione non risolta: “i madrelingua, quelli che una volta venivano chiamati lettori e che oggi sono collaboratori ed esperti linguistici, figure necessarie per poter affinare le competenze della lingua parlata e scritta degli studenti. Figure che sono inquadrate giuridicamente come personale tecnico amministrativo. Siamo da due anni in attesa che la Finanziaria possa portare novità su questo fronte. Speriamo in notizie positive al riguardo nel sacco della befana 2018”.
I progetti per il nuovo anno. “Aspettiamo di conoscere i risultati della valutazione dei Dipartimenti di eccellenza. Abbiamo un Dipartimento che è stato selezionato: Asia, Africa e Mediterraneo. Ci auguriamo di inaugurare il nuovo anno con la notizia di un finanziamento che dovrebbe essere cospicuo e durare 5 anni. Che ci permetterebbe di ampliare la nostra offerta didattica e ricerca delle discipline che ci hanno da sempre caratterizzato”. “Vorrei poi riprendere l’iniziativa ‘I Saperi dell’Orientale’”. Valutazione: “stiamo facendo un grande sforzo per adeguarci a tutte le normative relative alle fasi di accreditamento e valutazione dei percorsi di studio e dell’Ateneo. Nel 2018 dovremo impegnarci ancor di più per arrivare preparati all’appuntamento di marzo del 2019 quando avremo la visita dell’ANVUR”. Altri obiettivi: “un piano triennale straordinario per cercare di migliorare la percentuale di studenti che si laureano in corso e di ridurre il numero degli abbandoni”, “un nuovo sito web – la comunicazione in rete è sempre più importante – per la prima metà del prossimo anno”. Novità importante: “la cattedra di Storia degli Stati Uniti. E mi piacerebbe attivare anche la senegalese lingua wolof”.
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