Napoli al centro di una rete internazionale contro la celiachia

“È nato come centro di Ateneo. Successivamente è diventato un centro interateneo grazie a una convenzione con l’Università di Salerno che si aggiunge a quelle con i CNR di Napoli e di Avellino”. Correva l’anno 2001. La Federico II dava alla luce ELFID, acronimo inglese che sta per Laboratorio Europeo per lo Studio delle Malattie Indotte da Alimenti. A quasi venti anni, ELFID, diretto dal prof. Riccardo Troncone, docente di Pediatria generale e specialistica al Dipartimento di Scienze mediche traslazionali, è diventato “il polo di una rete interazionale che si occupa della celiachia”. Una rete intessuta da Atenei di Stati Uniti, Australia, Regno Unito, Olanda, Germania: “il centro è nato con una certa enfasi sulle intolleranze e sulla celiachia, tema di interesse di tutti i centri coinvolti”. Dalle parti di via Pansini, “è sempre stato molto legato al Dipartimento di Pediatria. Più recentemente al Dipartimento di Scienze mediche traslazionali”. Un legame, quello con Pediatria, reso così forte dal tema della “prevenzione. L’introduzione precoce di alcuni stili di vita ha sicuramente conseguenze molto importanti su tutta l’esistenza dell’individuo. Inoltre, il Dipartimento ha una tradizione importante nello studio delle intolleranze alimentari”. Uno dei risultati migliori fin qui conseguiti dal laboratorio: “sfruttando la nostra vocazione pediatrica e internazionale, nell’ultimo decennio siamo stati particolarmente impegnati nello studio di coorti di bambini seguiti fin dalla nascita al fine di valutare il rischio di sviluppare qualche intolleranza. Sono emersi dei dati molto interessanti e speriamo possano arrivarne ancora”. Alla luce di quei dati sono stati tentati “degli interventi di prevenzione dello sviluppo della celiachia, finora senza successo. Gli studi condotti restano comunque molto importanti, come dimostra l’aver trovato posto su riviste prestigiose”. Oltre la celiachia, gli studiosi sono impegnati anche su temi come “allergie alimentari, malattie infiammatorie dell’intestino, rapporti tra infiammazione intestinale e malattie sistemiche come il diabete, sviluppo del gusto e implementazione della dieta mediterranea”. Nell’epoca delle intolleranze, delle diete più disparate, del chilometro zero costi quel che costi, mangiare è diventato un problema? “C’è una riscoperta dell’alimentazione come fattore che promuove la salute. Sicuramente è un aspetto fondamentale. Anche malattie considerate non immediatamente legate all’alimentazione si giovano di un corretto stile alimentare”. Due i sogni da direttore di ELFID. Il primo: “poter usufruire di finanziamenti che ci permetterebbero di arricchire il centro dal punto di vista tecnologico, aspetto necessario per mantenere alta la competitività della ricerca”. Il secondo: “collegarlo meglio ad altre esperienze di ricerca dell’Ateneo, molto importanti e avanzate”. Tra gli scopi principali del centro c’è la formazione di giovani ricercatori. Non pochi gli studenti che nel tempo hanno lavorato lì alla tesi: “soprattutto provenienti da Biotecnologie, da Biologia, dalla Magistrale in Scienze della Nutrizione umana e, naturalmente, da Medicina. I tesisti hanno condotto lavori di tipo sperimentale sui temi di interesse del centro. Diversi laureati hanno poi trovato lavoro in industrie alimentari. Sempre in ottica formazione, ELFID organizza anche un corso annuale di gastroenterologia pediatrica che accoglie partecipanti da tutta Italia”.
Ciro Baldini
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