Naso all’insù e fiato sospeso: sul campo di volo il lancio dei razzi progettati dagli studenti

Progettare un modello di razzo con le migliori prestazioni possibili: l’obiettivo che ha accompagnato gli studenti lungo le quattro giornate di UniNa Rocket, un workshop, organizzato dalla sezione locale di EUROAVIA (European Association of Aerospace Students), riguardante l’ingegneria aerospaziale e in particolar modo la missilistica. L’evento, che ha visto una trentina di partecipanti suddivisi in 5 team, si è concluso il 22 aprile con il lancio dei razzi progettati dagli studenti. Per quest’ultima fase i partecipanti e gli accompagnatori sono andati in trasferta al campo di volo di Vitulazio, provincia di Caserta. La tensione e l’emozione erano tangibili già durante il viaggio in pullman, ma ad attenuare l’ansia ci ha pensato l’entusiasmo dato dallo stare tutti insieme. “L’idea – racconta Gianmarco Valletta, presidente di EUROAVIA Napoli – è nata dal racconto del nostro tesoriere Luigi Avallone al rientro dalla Romania dove ha partecipato ad una iniziativa simile. لعبة الروليت المجانيه Ci siamo subito attivati, spinti anche dalla constatazione che in Campania non si è mai organizzato nulla di simile. È stato prezioso il costante supporto dei professori Raffaele Savino e Antonio Moccia (Direttore del Dipartimento di Ingegneria Industriale, n.d.r.) e indispensabile il contributo dell’ing. Pietro Napolitano che ha messo a disposizione il campo di volo”. Nonostante qualche difficoltà incontrata durante i lavori, tanti sono stati i momenti piacevoli. “Quello che conserverò di questa esperienza – continua Valletta – è soprattutto l’unione che si è creata con tutto il direttivo, composto da Luigi Avallone, Riccardo Guida, Dario Dave De Lorenzo, Castrese Di Guida, Fulvio Petti e Claudio Vela. Interi pomeriggi trascorsi insieme a vedere il nostro razzo prendere forma giorno dopo giorno. Abbiamo cominciato a lavorare da settembre, informandoci su tutta la parte teorica, ma anche su quali erano i siti più adatti dove poter acquistare i pezzi utili per la modellazione del razzo. Decisamente emozionante è stato stare ‘dall’altra parte della scrivania’ e notare gli occhi appassionati dei partecipanti: in quel momento tutta la fatica e lo stress dei mesi precedenti sono stati ampiamente ripagati”. Ad assistere al lancio dei razzi degli studenti erano presenti i professori Savino e Gennaro Cardone, Presidente del Corso di Laurea, entrambi entusiasti dell’iniziativa. “Queste esperienze – riferisce il prof. Savino – costituiscono un bagaglio importante per i ragazzi in quanto applicano praticamente ciò che imparano sui libri. العاب القمار على الانترنت Tutte le presentazioni dei progetti sono state esaustive, ma la parte più emozionante è stata il lancio dei razzi: il momento in cui si mette alla prova tutto il lavoro svolto. Spero che i partecipanti analizzino i dati ottenuti dal lancio per capire gli errori commessi perché da questi ultimi si possono imparare tante cose”. Molto soddisfatto è stato anche il prof. Cardone: “È una bellissima iniziativa che aiuta a sviluppare soft skills, ad esempio come svolgere un progetto in gruppo ed affrontare l’insorgere di problemi; abilità fondamentali nel mondo del lavoro”. 
Durante i lanci, tutti con il fiato sospeso e il naso all’insù. A rendere ancora più intensa la suspense, la mancata partenza dei razzi che, più di una volta, non sono decollati alla prima accensione. I razzi, progettati per raggiungere i 200 metri d’altezza, sono dotati di un sistema di accensione a distanza (5 metri) tramite resistenza elettrica collegata a una miccia e di un paracadute interno destinato ad aprirsi una volta raggiunta l’altezza massima. Nell’istante in cui i razzi avrebbero dovuto spiccare il volo e, invece, restavano ancorati al suolo, è calato il silenzio. Titubanti nell’avvicinarsi al razzo e timorosi che sarebbe potuto decollare da un momento all’altro gli addetti all’accensione. 
A portare a casa la vittoria il gruppo degli Attack2ThisRocket. “Il picco d’ansia – racconta Nicola Cimmino, al secondo anno della Magistrale in Ingegneria Aerospaziale – è stato raggiunto al momento del lancio. Il nostro è stato il primo, quindi ci siamo sentiti responsabili nei confronti dei concorrenti successivi in quanto, all’interno del razzo, c’era una scheda arduino necessaria per la registrazione dei dati. Essendo l’unica era fondamentale anche per le altre squadre, ma eravamo fiduciosi del lavoro svolto”. Dell’esperienza, sottolinea, “non dimenticherò lo spirito di cooperazione che si è creato nel gruppo, nonostante non ci conoscessimo prima”. Basta un clic per saperne di più sul razzo vincitore: “il 3D del modello è su internet (https://a360. قوانين البوكر co/2HDSKYw) in modo da renderlo visibile a tutti”. Dario Corrado, anche lui al secondo anno della Magistrale in Ingegneria Aerospaziale, afferma: “È stata una bella soddisfazione arrivare primi, ma ciò che mi ha colpito di più è stato lo spirito che si è creato in questi giorni tra i vari gruppi. Da un lato c’era competitività e dall’altro solidarietà, infatti spesso è capitato di confrontarsi con membri di altri team. Un particolare ringraziamento va ai docenti che ci hanno fornito utili consigli e agli organizzatori”. Tra i concorrenti anche studenti alle prime armi, è il caso di Umberto Manzo e Pasquale Scutiero, entrambi al secondo anno della Triennale in Ingegneria Aerospaziale. “Purtroppo non è andata proprio come ci aspettavamo – riferisce Manzo – Abbiamo avuto dei problemi durante il lancio. Nonostante ciò è un’esperienza che rifarei volentieri. Tra l’altro ho imparato che il fallimento è accettabile in quanto costruttivo. La prossima volta andrà sicuramente meglio!”. L’aspetto “affascinante” per Scutiero è stato mettere in pratica la teoria: “La parte che mi è piaciuta di più è stata la costruzione del modello. Durante questa fase si ha a che fare direttamente con il materiale, si trasforma in realtà ciò che era un progetto”. 
Tante le emozioni portate a casa dai concorrenti e dagli accompagnatori: c’è chi ha avuto la possibilità di realizzare, in parte, il sogno di far decollare il proprio razzo, chi, nonostante l’ansia per gli esami imminenti, ha stretto nuove amicizie, ma anche chi, pur soddisfatto della giornata trascorsa, ha rimediato, per il troppo sole, una bella scottatura!
Maria Maio
- Advertisement -
spot_img

Articoli Correlati