Nuova iniziativa d’Ateneo, entro fine giugno il Pronto Soccorso al Policlinico

“Avremmo finito prima se non ci fosse stato il Covid, ma ormai dovremmo essere al traguardo. Entro fine giugno, giorno più o giorno meno, i lavori saranno completati ed avremo il Pronto soccorso del Policlinico dell’Università Vanvitelli, una importante iniziativa di Ateneo. Non sono in grado di dire con certezza quando effettivamente accoglierà i primi pazienti, ma il più è fatto”. L’annuncio è del prof. Fortunato Ciardiello, oncologo medico, Prorettore Funzionale delegato dal Rettore Gianfranco Nicoletti ai rapporti tra l’Ateneo e l’Azienda Ospedaliera Universitaria. Fa un passo indietro: “Anni fa, quando era Rettore il prof. Paolisso, di fronte alla necessità di un pronto soccorso per le Scuole di Specializzazione di area chirurgica, l’Ateneo organizzò la realizzazione di una prima area di pronto soccorso nella zona prossima a Caponapoli, nei pressi della Ginecologia. Ecco, quel progetto seguito dal prof. Nicoletti (in quel peiodo ProRettore) è ormai alle battute finali, si sta realizzando. A questo si aggiunge un’area più ampia, perché abbiamo previsto un secondo polo in un edificio della ex Patologia generale, sempre nella zona di Caponapoli che necessita di ristrutturazione antisismica. Costruiremo anche lì un’area di emergenza con terapia intensiva e sub intensiva e con tutti i servizi per allestire poi sale operatorie. La procedura amministrativa e burocratica è già avanti. Non so quando cominceranno i lavori, sicuramente dopo il completamento di quelli della prima fase, ma sono ottimista. La sinergia di azione tra il Rettore Nicoletti ed il Direttore dell’Azienda ospedaliera Giordano sta portando ottimi frutti”.
Una sfida che “ha un peso strategico per la città”
Ma quanti saranno i posti disponibili nel pronto soccorso del Policlinico? “In questo momento – risponde il prof. Ciardiello – non c’è una risposta precisa. Diciamo che certamente sarà un pronto soccorso che permetterà di attrezzarci per sostenere al meglio le Scuole di Specializzazione e per garantire un servizio adeguato alla città. Il centro antico di Napoli si è depauperato di ospedali. Sicuramente questo investimento ha un peso strategico per la città. Come, d’altronde, è accaduto quando abbiamo raccolto la sfida del punto nascita con la Terapia intensiva neonatale, ora essenziale riferimento per i napoletani. Anche il Pronto soccorso ostetrico ha rappresentato una sfida importante che ha dato un risultato molto positivo”.
Il calo dei contagi di coronavirus, intanto, permette di rifiatare anche al Policlinico, dopo molti mesi vissuti sul filo della continua emergenza. “Abbiamo gestito il problema Covid – dice il prof. Ciardiello – con un lavoro impegnativo tra Rettore e Direttore. Siamo arrivati ad avere quasi cento posti Covid attivi ed abbiamo dedicato gli Edifici 3 e 17 a Cappella Cangiani per questa emergenza. Non è stato facile ed ha richiesto sacrifici a tutti. Io sono oncologo medico, per esempio, e da 15-16 mesi lavoro solo con day hospital ed ambulatori perché l’Edificio 3 non è utilizzabile. Speriamo che nel giro di tre o quattro mesi si cominci a respirare aria diversa”. Dal 27 maggio, intanto, sono riprese tutte le attività in presenza. “Ricominciano anche – spiega Ciardiello – i tirocini per i nostri studenti all’interno del Policlinico. Con tutte le precauzioni che richiede la circostanza, ovviamente. È un segnale importante. Ripartono anche le lauree in presenza, con una sessione straordinaria che si svolgerà il 4 giugno. L’idea e la volontà del Rettore è di arrivare gradualmente ad una normalità”.
Fabrizio Geremicca
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