Per studiare Giurisprudenza ci “vuole un fisico bestiale”

Ogni studente che si rispetti immagina la propria vita universitaria. Tempi distesi, grandi spazi da condividere, piena libertà di decidere dove, quando e con che ritmi studiare. Un’idea molto lontana dalla realtà. Almeno a Giurisprudenza. Dove i primi anni c’è caos, affollamento nelle aule; i tempi sono accelerati, e lo studio lungo e faticoso. Insomma, oltre ad un fisico ‘bestiale’, per iscriversi a questo Corso di Laurea occorre tanta pazienza, spirito d’adattamento e un pizzico di coraggio. Circa 2500 matricole l’anno, per un totale di 20mila iscritti, affollano le tre sedi principali: Corso Umberto, via Marina e Porta di Massa. Quest’ultimo edificio accoglie i corsi del primo anno. Nel plesso dedicato al prof. Pecoraro Albani, le matricole vivranno i primi giorni da studenti universitari. Ed è qui che si incontrano i primi veri disagi: la ressa fuori ai cancelli, la mancanza di un punto di ristoro all’interno del plesso, lunghe file per andare in bagno, aule studio insufficienti. E mentre si cerca di capire come sopravvivere al primo impatto, gli esami incalzano. 27 sono le discipline da dover superare, più l’idoneità di lingua straniera, nel corso dei 5 anni previsti da regolamento ma che, il più delle volte, si allungano. In media si laureano l’anno 1200 ragazzi, circa la metà degli iscritti. Da questi dati si evince che solo una piccola parte si laurea nel tempo stabilito. La maggioranza impiega dai 6 ai 9 anni. Molteplici le cause. La prima: la difficoltà degli insegnamenti e la lunghezza dei programmi. I manuali superano quasi tutti le 700 pagine, esclusi i Codici e le parti speciali. Inoltre, per alcune discipline come Privato (I anno), Diritto Commerciale (II anno), Procedura Civile (III anno), è ‘usanza’ far ripetere gli esami, almeno due volte, durante la carriera universitaria. Altri problemi: la reperibilità dei docenti in Dipartimento, a volte si aspetta addirittura delle ore; impossibilità di ripetere un esame, se è andato male, nella stessa sessione; difficoltà ad ottenere la tesi in materie particolarmente richieste. E poi, l’appartenenza ad una determinata cattedra, alla quale si afferisce in base alle iniziali del proprio cognome, può in qualche modo condizionare il percorso, perché stabilisce il docente con cui seguire le lezioni e quindi sostenere l’esame. Una cattedra particolarmente ostica incide fortemente sugli studi, causa frequenti bocciature. 
Sei le discipline da affrontare al primo anno: Istituzioni di diritto romano, Storia del diritto romano, Diritto Costituzionale (al primo semestre); Filosofia del diritto, Storia del diritto medioevale e moderno, Diritto Privato (secondo semestre). Quest’ultimo è l’esame più difficile del primo anno. E’ la disciplina, tanto per avere un’idea, che fa studiare i primi Istituti giuridici, che fa capire cos’è un negozio giuridico, quale sia la natura di un contratto, che parla di matrimonio e di proprietà. È qui che si incontrano le prime locuzioni giuridiche, il linguaggio diventa tecnico, le pagine del manuale superano le 1000 unità. I docenti consigliano di sostenerlo subito, onde evitare il fenomeno di sudditanza psicologica che quasi sempre si instaura con la materia. Giurisprudenza ha un percorso pieno di insidie. Però, la culla del diritto partenopeo offre una preparazione eccellente che occorre bilanciare con la fatica e i sacrifici che si fanno nel proseguire gli studi. Stiamo parlando di una delle sedi universitarie più antiche e prestigiose d’Italia. Quella in cui, ricordano gli studenti con grande orgoglio, ha studiato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nonché numerosi avvocati, notai, magistrati e figure politiche del nostro Paese. Il luccichio delle personalità di spicco che da qui hanno preso il volo viene rimarcato dai dati degli ultimi concorsi in Magistratura: la maggior parte dei partecipanti che ha superato il concorso proviene dalla Federico II. 
Giurisprudenza è a cura di
Susy Lubrano
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