Prendere visione dei compiti scritti: è un diritto?

Ci scrive una studentessa che frequenta il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Università Suor Orsola Benincasa, interrogandoci su una situazione che normalmente si verifica con un esame obbligatorio del secondo anno, Lingua e traduzione inglese. “La professoressa che detiene tale cattedra – denuncia- si rifiuta di mostrarci i compiti scritti dopo averli corretti. Pubblica i voti e a noi non resta che convalidare o aspettare 6 mesi per fare un altro test”. Ecco l’interrogativo: “vorrei sapere se è possibile per noi studenti chiedere a gran voce di permetterci di vedere i compiti, se è un nostro diritto sancito da qualche statuto o regolamento”. A quanto pare non è necessario chiedere “a gran voce” di poter vedere i compiti, poiché è sufficiente domandarlo al docente o fare una richiesta formale indirizzata al Preside. L’accesso agli elaborati, infatti, così come avviene per i pubblici concorsi, è un insindacabile diritto degli studenti. Lo sottolinea il Preside della Facoltà di Scienze della Formazione, cui afferisce il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione, il prof. Lucio D’Alessandro. “Si tratta di una situazione a me già nota, mi è anche capitato in passato di raccogliere questo tipo di lamentela. Ma non c’è alcun problema, è un sacrosanto diritto dello studente quello di accedere agli atti, facendo una richiesta informale al docente oppure una formale indirizzata al Preside”. Il prof. D’Alessandro, però, precisa: “è normale che si pubblichino solo i risultati dopo la correzione dei test. Sarebbe bello poter contestualmente far visionare i compiti a tutti, ma non è praticamente possibile: sono centinaia. Del resto è quello che avviene anche ai concorsi. Pensiamo al concorso in magistratura o a quello notarile, non vengono pubblicati gli elaborati scritti ma solo i risultati, salva la possibilità per chi lo vuole di chiedere di prendere successivamente visione dei compiti”.
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