Primi giorni di lezione per le matricole

A Giurisprudenza l’anno accademico 2000-2001 ha conosciuto il suo inizio il 9 novembre, con le lezioni della III cattedra del primo anno, via via si sono succedute le altre. Il 13 novembre era prevista l’adunata generale delle matricole delle altre quattro cattedre del primo anno, noi c’eravamo ed abbiamo sentito un po’ di commenti. 
“Sono un po’ emozionata, anche se credevo peggio -spiega Filomena Papa, 18 anni-, mio fratello mi aveva detto che mi sarei sentita spaesata, ma forse ha esagerato. In effetti è difficile prendere contatto con i docenti, perché siamo parecchi, spero di non avere problemi”. Filomena, come tanti altri suoi giovani colleghi, è una privilegiata. Non ha conosciuto il corso unico di Giurisprudenza, che qualche anno ha sfiorato la vetta dei 6000 nuovi iscritti e più. Non ha frequentato lezioni con 800 persone. No, lei ha al massimo 150-200 compagni di corso, destinati a ridursi, ma anche questo, un po’, la lascia perplessa. “Per la verità pensavo che qui le cose andassero come a scuola -continua-, non nel senso che i professori ci davano i compiti a casa, o cose di questo genere. Ma proprio sul piano del contatto con i docenti, invece mi hanno detto che spesso le persone più disponibili che si trovano nei dipartimenti sono gli assistenti. E’ un bene, così non è necessario cercare di parlare per forza col professore”. A Filomena fa eco un altro ragazzo, Carmine Nigro, anche lui 18enne. “Secondo me molti abbandonano i corsi perché si rompono le scatole di lottare ogni mattina per il posto -dice lapidario il giovane studente-. Soprattutto chi viene da fuori Napoli, come me, è sfavorito. Oltre a parlare dell’affollamento, però, c’era una cosa che volevo sapere, sempre in merito ai corsi. Amici che sono iscritti qui mi hanno detto che gli esami si possono fare tranquillamente senza seguire le lezioni, è vero? Se i docenti si lamentano perché molti iniziano a seguire e poi lasciano, perché non fanno in modo da rendere più interessanti le giornate degli studenti introducendo, magari, ore di pratica al computer o corsi di lingue e cose del genere?”. Stefano Laurìa, 19 anni, in cerca spasmodica della sua aula. Lui, evidentemente, ha avuto qualche problema col suo primo giorno di corso. “Sono in ritardo -spiega affannato- sto facendo la spola da una sede all’altra perché mi avevano detto che una lezione era stata spostata dall’aula dov’era programmata, ma non sono ancora riuscito a trovare l’aula giusta. Non è che il personale della facoltà mi sia stato molto d’aiuto… Ora devo andare”.
Dalla sede del Secondo Corso ci spostiamo all’edificio Marina di via Porta di Massa, dove troviamo un ambiente sensibilmente più affollato. Tra i tanti, la 18enne Chiara Gulotta. “Ho appena finito la lezione di Diritto privato (con il prof. Bocchini ndr) -commenta- e devo dire che mi è piaciuta moltissimo. Forse ho già avuto la conferma che ho fatto la scelta giusta iscrivendomi qui. In futuro vorrei fare proprio l’avvocato civilista. Credo che anche le altre materie mi piaceranno, ma il diritto privato sarà sicuramente uno dei primi esami che darò”. 
(M. M.)
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