Primo classificato il prof. Armando Carravetta di Ingegneria

È il prof. Armando Carravetta, docente di Idraulica ad Ingegneria, con il romanzo breve “Addio mammina!”, il vincitore della seconda edizione di “Inchiostro Digitale”, il concorso letterario, organizzato da Ateneapoli e dal Coinor (Centro di Ateneo per la Comunicazione e l’Innovazione Organizzativa dell’Università Federico II). L’elaborato è stato premiato per la scrittura fluida e gradevole, nonché una trama accattivante e ben sviluppata. Punto di forza del racconto, il personaggio principale Gennaro Esposito, operatore ecologico che si improvvisa detective. Medaglia d’argento allo studente Giuseppe Alvino con “Trauma Cranico”, racconto breve che, secondo gli esperti, dimostra grande padronanza delle tecniche narrative. Carlo Galiero con “Il collezionista” è il terzo classificato. “È un’opera apprezzabile, seppur con dei refusi”, ha spiegato la Giuria, composta dal prof. Arturo De Vivo, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, i professori Andrea Mazzucchi e Luciano De Menna, il giornalista responsabile del TGR Campania Antonello Perrillo, la giornalista de “Il Mattino” Titti Marrone e lo scrittore Maurizio De Giovanni. L’iniziativa è stata coordinata da Ateneapoli e dallo staff del Coinor, composto da Maria Esposito, Stefania Elia, Corinne Montano e Daniela Vajana. Due i premi speciali. Il primo va a Martina Salvai, autrice di “Il babbuino dalla lunga scimitarra”, un “allucinato racconto breve, sempre in bilico tra sogno e realtà, desiderio e paura”. Il secondo spetta a Vincenzo Alfano con “Quando il cappellaio matto incontrò Alice”, un “metaracconto pieno di omaggi, letterari e non”. La cerimonia di premiazione si è tenuta il 9 dicembre, a conclusione della giornata di presentazione del Dipartimento di Studi Umanistici.
Il premio – rivolto a studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo della Federico II – prevede la pubblicazione, da parte di Ateneapoli, in formato e-book delle opere vincitrici, che saranno distribuite sui principali store della rete. Al primo classificato Ateneapoli ha consegnato anche un e-book reader della Sony. La selezione è avvenuta in due fasi: in un primo momento le opere sono state votate dagli utenti del web; poi, i dieci titoli più votati on-line sono stati valutati dalla Giuria di esperti. Oltre ai primi tre classificati, i giurati hanno assegnato anche due premi speciali a due scritti che, in base al voto popolare, erano stati esclusi dalla top ten.
I vincitori
“Se non avessi fatto l’ingegnere, sarei stato un avvocato, ma, in tutti e due i casi, avrei desiderato fare lo scrittore”. Sono queste le parole con cui si presenta il prof. Armando Carravetta. Il docente di Ingegneria ha sempre avuto la passione per la scrittura, passione ripresa negli ultimi anni. Ecco perché, quando è stato informato del concorso, il romanzo lo aveva già pronto. E non ci ha pensato più di tanto a presentarlo. Non è la prima volta che viene editato un suo scritto. “C’è un libretto che ho pubblicato da solo – rivela sorridendo – Si chiama ‘Il gabbiano Giovanni da Pietraviva’, seguito ecologista de ‘Il gabbiano Jonathan Livingstone’. L’ho citato anche in “Addio mammina!”. Poi passa a parlare proprio dell’opera vincitrice: “è un giallo ambientato a Napoli, pretesto per parlare di un po’ di problemi che ci sono nella città, della maniera dei napoletani di affrontarli, ma anche di adeguarsi e distanziarsi”. Al professore piace definirsi uno scrittore anomalo: “L’ho scritto in poco tempo e con l’I-phone. Ho cercato, però, di studiare una struttura in cui ci siano dei personaggi e dei contesti che possano essere poi eventualmente ripetuti in romanzi successivi”. “Addio mammina!” ha come protagonista un operatore ecologico che fa il detective per passione. “Ci sono tutta una serie di situazioni e contesti che sono legati proprio al fatto che è un apprendista detective”, precisa. Il professore si dice molto contento della vittoria e non vede l’ora di informare i suoi allievi: “Loro non sapevano nulla della mia partecipazione al concorso, visto che nella prima fase era prevista la votazione e non mi sembrava logico appoggiarmi al loro voto. Appena li incontro in aula saranno i primi a saperlo”.
Giuseppe Alvino, secondo classificato con ‘Trauma Cranico’, è studente di Filologia Moderna e in estate conta di conseguire la Laurea Specialistica. “Il mio mestiere è fare lo studente, mi diverte anche la ricerca, soprattutto su Dante. Scrivo di sport su un giornale on-line da quasi due anni”, afferma. Partecipa per la seconda volta al concorso: “avevo scritto il mio racconto da qualche giorno e, sapendo di poter partecipare anche con un racconto breve, ho deciso di riprovarci, dopo l’edizione dell’anno scorso. Mi sembrava che il mio racconto potesse funzionare ed essere letto da tutti con piacere”. Giuseppe si presenta come un ragazzo molto sicuro di sé ed è convinto che anche la proposta dell’anno scorso fosse interessante. Lui scrive da sempre: “Non è il mio primo racconto, ma comunque è tra i primi dieci. Le altre mie prove in prosa erano state piuttosto deludenti, poche si salvavano dalla leziosità”. Poi una dichiarazione inaspettata: “Ho odiato anche ‘Trauma cranico’ quando l’ho riletto qualche giorno fa. Ritengo di essere più bravo a scrivere articoli di giornale, in cui mi diverto a far emergere ironia e letterarietà nella maniera più sottile possibile”. Giuseppe non nasconde che in realtà si considera un poeta: “Oltre che una raccolta di poesie in versi liberi, che a causa del mercato di oggi non avrà mai fortuna, ho scritto un poema in ottave (quello che ha partecipato alla scorsa edizione di Inchiostro Digitale) e altre centinaia di endecasillabi. Ma dovevo misurarmi anche seriamente con la prosa, perché, in generale, si fa leggere di più”. “Trauma cranico” è la storia – raccontata in flusso di coscienza – di una ragazza che scopre il tradimento del suo fidanzato, nel momento in cui è in un leggero coma in seguito ad un incidente. L’autore rivela: “L’idea è nata e basta, stavo semplicemente pensando. Le immagini si sono evolute in una storia che mi era sembrata convincente. L’ho pensato in viaggio di ritorno dall’Università, e l’ho scritto il giorno dopo a lezione, cosa che non si fa e me ne scuso con il professore. Quindi in un’oretta”.
Anche il terzo classificato è iscritto al Dipartimento di Studi Umanistici, ma è studente di Filosofia – prossimo alla laurea. Si chiama Carlo Galiero. Venuto a conoscenza del concorso letterario grazie ad un amico di Ingegneria, aveva già pronto il suo romanzo, “Il collezionista”, ed ha deciso di inviarlo. La prima volta in assoluto che Carlo vedrà pubblicata una sua opera. La prima pubblicazione, ma non il primo scritto: “in passato ho scritto racconti brevi che, però, ho sempre tenuto per me”. “Il collezionista” è l’intreccio delle storie di cinque personaggi. Alla protagonista è affidato il compito di ricostruirle, cercando una soluzione al male da cui ciascun personaggio è affetto. Tutti hanno in comune una mancanza di felicità. Il racconto è stato scritto in sei mesi.
I premi speciali
Uno dei premi speciali della Giuria è stato conferito a Martina Salvai, studentessa al secondo anno di Filologia Moderna. Lei era a conoscenza dell’esistenza del concorso dal 2012. Poi la decisione, avendo un racconto già pronto, di prenderne parte. Nessuna pubblicazione in passato, ma tanta scrittura: “mi occupo da tempo di una rubrica che tratta di letteratura su un blog che si chiama Extravesuviana”, rivela la ragazza. “Il babbuino dalla lunga scimitarra”, scritto nell’arco di un anno, descrive un viaggio che da una protesta di lavoratori conduce ad una vera guerra, da un ospedale da campo arriva ad una fuga disperata in un territorio straniero. All’autrice piace definirlo “un racconto onirico tra comunicazione e realtà”. A Vincenzo Alfano, “politologo per formazione”, va il secondo premio speciale per il suo “Quando il cappellaio matto incontrò Alice”, un “brevissimo monologo semiserio e tragicomico, in forma di racconto”.
Fabiana Carcatella
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