Principi di premialità nell’attribuzione delle risorse

Una riunione interlocutoria, nel corso della quale trasmettere le comunicazioni relative alle iniziative di Ateneo e assolvere gli ultimi adempimenti in termini di affidamenti, contratti e supplenze, in vista del prossimo e più significativo appuntamento di metà aprile. Il Consiglio di Facoltà che si è svolto il 23 marzo ad Ingegneria è stato breve, operativo e ricco di spunti interessanti per l’avvenire. L’Ateneo ha, infatti, deciso di predisporre dei meccanismi distributivi per devolvere risorse alle Facoltà sulla base di principi di tipo premiale, che investono la ricerca e la didattica, con criteri ispirati alle logiche con cui il Ministero attribuisce i fondi alle università. Il resto verrà devoluto alle Facoltà in base alle risorse liberate dalle cessazioni. “L’ipotesi di lavoro è ancora embrionale – sottolinea in avvio di seduta il Preside Piero Salatino – ma l’iniziativa è epocale perché, finalmente, riapre dopo anni la programmazione, introducendo perfino principi di premialità”. Al tempo stesso si presenta la necessità di istituire un gruppo di lavoro che stabilisca i criteri in base ai quali ridistribuire i fondi ai settori all’interno della Facoltà. “Questo intervento è importante perché apre un momento in cui, quantomeno, ci saranno delle risorse disponibili. L’attribuzione ai settori si svolgerà con grande trasparenza e con la massima apertura al dibattito”. In Ateneo cominciano anche a circolare le prime ipotesi di retribuzione sicura per i ricercatori che risulteranno affidatari di insegnamenti e moduli, una pratica prevista dalla legge Gelmini. Nonostante quest’apertura, resta aperta la questione del titolo di professore aggregato. “Spetterà agli organi universitari interpretare la legge, per ora procediamo con le vecchie modalità”, aggiunge Salatino prima di passare a ringraziare i ricercatori -che nella quasi totalità hanno accettato di ricoprire incarichi didattici nel secondo semestre (“mostrando grande senso di responsabilità”)-, i docenti di prima e seconda fascia (“che si sono accollati di un impegno didattico oltre il ragionevole”) e gli uffici di presidenza per il lavoro svolto. “Ci sono ancora sofferenze in alcuni settori nelle aree informazione, civile ed edile, ma il quadro dell’offerta formativa per il secondo semestre è ormai definitivo. Lo dico anche ai rappresentanti degli studenti, che più volte hanno segnalato problemi e inoltrato appelli accorati. Speriamo che le operazioni in futuro non siano altrettanto problematiche”, chiosa il Preside.                                                   
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