Professione archeologo

Lavorare ad un prestigioso scavo e riportare alla luce resti rimasti sotto metri di terra per secoli è il sogno di tutti gli aspiranti archeologi. Sogno che diventa realtà per chi si iscrive ad uno dei Corsi di Laurea di Archeologia o Beni Culturali della Federico II, del Suor Orsola o dell’Orientale.
“Tutti i nostri studenti svolgono tirocini formativi presso istituzioni che li mettono in contatto con il mondo del lavoro – spiega il prof. Francesco Aceto, docente del Corso di Archeologia e Storia delle Arti alla Federico II – Quelli del curriculum  artistico sono impiegati in stage presso musei, gallerie d’arte o istituti culturali; quelli del curriculum archeologico lavorano direttamente negli scavi”. La nostra Facoltà ha attivato diverse aree di scavo, ad esempio “a Cuma, dietro la direzione del prof. Gasparri e della prof.ssa Greco; a Velia, nel Cilento, e in Calabria, ed alcuni anche fuori Italia in zone d’interesse greco-romano”.
Campi scuola per gli iscritti al triennio e tematici per quelli della Magistrale e per i tirocinanti anche al Suor Orsola (sul sito internet è disponibile la brochure completa delle disponibilità). “Il lavoro sul campo assume una funzione sempre più centrale nel curriculum archeologico – informa il prof. Massimiliano Marazzi, coordinatore per i piani di studio del triennio – Ci sono i campi istituzionali come quello di Pompei o di Pantelleria, dove gli studenti già dal primo anno possono fare attività pratica ed accumulare crediti. Inoltre, sarà riaperto anche lo scavo di Vivara a Procida. Queste attività sono senza spese per lo studente”. Poi ci sono realtà più avanzate come quelle di “Montella e di Otricoli; oppure Creta, con un grande scavo su un Palazzo Minoico”.
Guardano ancora più lontano gli scavi dei docenti dell’Orientale. “Per moltissimi anni abbiamo gestito un cantiere nello Yemen – spiega il prof. Fabrizio Pesando, docente di Archeologia – Attualmente, tanto per citarne alcuni, i nostri ragazzi hanno importanti contatti con le istituzioni estere come quello della prof.ssa Pirelli all’Istituto Italiano di Cultura di El Cairo, grazie al quale abbiamo un’intensa attività in Egitto, faraonico e romano, o come quelli del prof. Gemito, che da anni porta avanti scavi in Iran”. Per il settore occidentale “oltre agli scavi di Cuma con il prof. D’Acunto, c’è Fossa, dove stiamo lavorando sui ritrovamenti di un insediamento pre-romano con apparecchiature all’avanguardia come laser scanner o geo-radar, e, da ottobre, riaprirà il campo scuola di Pompei per il suo decimo anno”.
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