Professioni Sanitarie, approvato il regolamento sul tirocinio professionalizzante

“È stata una bella vittoria”. Dal 10 novembre è ufficiale: tutti gli studenti delle Professioni sanitarie dell’Università Federico II potranno fare riferimento a un regolamento interno per lo svolgimento del tirocinio professionale. Il documento è stato definito e approvato in circa quattro mesi. La prima bozza del programma, infatti, risale allo scorso luglio quando a elaborarla e a presentarla, “a discapito di qualche esame”, è stato il rappresentante degli studenti in Senato Accademico Valerio Salamida: “poteva essere approvato prima, ma comunque si apprezza quanto fatto da tutti. Abbiamo lavorato tanto per cercare di limare possibili sbavature. La commissione che si è occupata della questione era composta dal Presidente della Scuola di Medicina, il professor Luigi Califano, dal professor Cesare Gagliardi, dalla dottoressa Rea e da me. Il regolamento è stato prima deliberato dalla Scuola di Medicina, poi è passato agli organi collegiali, che hanno apportato qualche modifica, e quindi è arrivato all’approvazione finale in Senato Accademico”. Dodici punti, tutti nero su bianco. Un traguardo che viene definito “il primo raggiunto in Sud Italia. Si dice che un regolamento del genere ci sia pure altrove, ma così ufficiale, specifico e approvato in Senato non ne vedo. La Federico II si avvia a preparare professionisti sempre più all’altezza, fornendo gli strumenti che tutelano gli studenti”. All’origine dei lavori, una necessità: “abbiamo tanti iscritti ogni anno. Non avere delle linee guida lascia a chi deve dirigere, il DAP – Direttore delle Attività Didattiche Professionalizzanti – libertà non sempre positive. Serviva qualcosa che rappresentasse un punto di riferimento e si ponesse come elemento di raccordo per tutti i DAP, visto che ce n’è uno per ogni sede didattica e per ogni Corso di studi”. Avere regole interne, però, significa rimarcare non solo i diritti, ma anche i doveri: “entrambe le fasi devono essere chiare. Le cose si migliorano solo se a migliorare siamo tutti, docenti e studenti”. Una prima importante novità è all’articolo 6, che ammette all’esame di tirocinio chi ha concluso l’attività con valutazione positiva pur riportando un debito orario pari al 10% delle ore previste: “chi ha avuto qualche difficoltà potrà comunque sostenere la prova, ovviamente le ore saltate vanno giustificate e recuperate il prima possibile nel semestre successivo”. Un chiarimento sulla natura formativa dell’attività pratica viene fatta al punto tre, il cui epilogo recita: ‘l’attività di tirocinio non può essere considerata attività sostitutiva nei servizi’. Su questo, Valerio: “il tirocinio è fondamentale, ma bisogna ricordare che lo studente non è un professionista. I tirocinanti devono sempre essere seguiti da un tutor, non possono sostituire un’unità mancante. Sono un’integrazione del personale, stanno lì per imparare”. È proprio in tale ottica che “non si potranno programmare attività nei periodi di vacanza accademica”. Sotto i riflettori sono finite anche le sedi ospitanti, delle quali “i tirocinanti devono avere informazioni dettagliate in termini di sicurezza”. Al DAP spetta il compito di garantire un monitoraggio continuativo della qualità delle sedi di tirocinio. Rimarcata, inoltre, la necessità di frequentare strutture differenti nel corso dei tre anni: “abbiamo specificato un aspetto già esistente. Il regolamento, d’altra parte, non nasce da un’invenzione, ma dall’analisi e dall’applicazione della Legge ministeriale 2009 e di altre leggi”. Insomma, è stato chiarito perfino l’ovvio, dove necessario, “perché gli studenti devono avere gli strumenti per sapere come muoversi, senza dover chiedere chiarimenti al DAP per ogni questione”. Dal 10 novembre, ne hanno dodici. 
Ci. Ba.
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