C’è chi le sceglie come seconda laurea. Chi abbandona la via vecchia per la nuova, alla ricerca di qualcosa che sia fin da subito più pratico e spendibile da un punto di vista lavorativo. Le Professioni sanitarie, a sentire le matricole, hanno un certo appeal che deriva dalla possibilità di vivere l’ambiente ospedaliero dal primo momento, affiancando allo studio sui libri ore di tirocinio in reparto. La Scuola di Medicina della Federico II mette a disposizione degli studenti ben sedici Corsi di Laurea Triennali. Insomma, passano da qui non solo i futuri infermieri, ma anche fisioterapisti, logopedisti, ortopedici e i tecnici che si occupano di sanità. I vari percorsi sono raggruppati in quattro Classi di Laurea: Infermieristica e Ostetricia, Riabilitazione, Area tecnico-diagnostica e assistenziale, Prevenzione. Tutti i Corsi sono a numero chiuso, il che vuol dire che hanno un tetto massimo di iscrizioni. Ad esempio Infermieristica offre 407 posti, numero di iscritti che si abbassa notevolmente per gli altri Corsi, per i quali sono state previste dalle novanta iscrizioni per Fisioterapia alle dieci per Tecniche audioprotesiche. Nel bando, pubblicato sul sito internet (www.unina.it), tutti i dettagli. Le domande per le prove di ammissione si presentano dal 18 luglio al 21 agosto. Il test è previsto per il 3 settembre e predisposto dalle singole università. Cento minuti e sessanta domande a risposta multipla (una sola corretta su cinque proposte) per contendersi l’immatricolazione. Matteo Greco, matricola di Scienze infermieristiche che l’anno scorso è arrivato ventiseiesimo al test totalizzando 59 punti, racconta: “venendo da una scuola di informatica avevo una buona capacità di ragionamento, così ho fatto il massimo dei punti alle domande di logica”. Ovviamente non è bastato solo quello: “anche a biologia ho raggiunto il massimo. Per prepararmi ho usato libri dell’università (prima del test, Matteo era iscritto a Ottica) e del liceo. Poi ho studiato dagli eserciziari di Medicina in commercio che secondo me sono l’ideale”. Il test, uguale per tutti i candidati per domande e ordine delle stesse, richiede anche una gestione dei tempi: “I brani di logica mi hanno fatto perdere mezz’ora. Alla fine ho deciso di saltarli per poi tornarci successivamente e rispondere a tutto”. Cominciando così un nuovo cammino, a Infermieristica, appunto: “è un Corso bellissimo, ma non sempre i docenti sono all’altezza. È molto impegnativo. Si segue dalle 8 alle 15 e in più abbiamo 940 ore di tirocinio a semestre”. Qualche problemino deriva dagli esami: “è tutto organizzato in moduli. Ognuno di questi prevede 5 voti tra scritti e orali, poi, dalla media di questi ultimi, esce fuori il voto finale. Il problema è che chi viene bocciato alla terza prova deve rifare tutto perché non ti congelano i voti precedenti”. È un’aspirante infermiera anche Concetta Macina: “mi trovo bene. L’unico problema è che per tre anni non bisogna avere una vita. Chi sceglie professioni sanitarie deve dedicarsi anima e corpo all’università”. L’anno scorso, al test, è arrivata undicesima con il suo 60.70: “ho frequentato il corso del Softel che mi ha aiutata molto per la preparazione di logica. Poi mi sono affidata a internet, dove ho trovato i test degli anni scorsi”. Ha abbandonato Farmacia per iscriversi a Fisioterapia Marta Fonzo: “ho cambiato perché preferivo avere a che fare con le persone piuttosto che stare dietro a un banco. A Fisioterapia mi trovo bene. Già dal primo anno si fa tirocinio, quindi vedi come funziona dal punto di vista lavorativo”. Il suo cambio di carriera passa per un 54, il voto del test: “ho avuto difficoltà con fisica e matematica perché non le ho mai amate. Biologia è stata semplice, basta studiare. Lo stesso vale per Chimica. L’importante è entrare nel meccanismo della risposta multipla. Per questo bisogna esercitarsi tanto per fortificare quello che si sa e studiare dalla teoria quello che non si sa bene”. Sta prendendo una seconda laurea, invece, Manuela Casola, dottoressa in Lingue e matricola di Logopedia: “la didattica è organizzata malissimo. Facciamo esami di economia e di diritto, però, al primo anno, non c’è niente di logopedia. Anche il tirocinio è fatto malissimo, dura solo 25 giorni e in ambulatorio siamo semplicemente degli spettatori”. Per arrivarci, anche lei è passata per la prova di ammissione, superata con 57: “ho fatto tutta la parte di logica e sono passata grazie a quello”. Anche quest’anno, la prova dovrebbe tenersi al complesso universitario di Monte Sant’Angelo. Una location adeguata, secondo Simona Tritone, matricola di Infermieristica pediatrica: “le strutture sono adeguate per il tipo di test. C’è un posto di distanza tra un candidato e l’altro. Durante la prova c’è molto controllo”. Quella del test è un’esperienza che Simona potrebbe rifare a breve: “l’anno scorso mi sono iscritta a un Polo periferico, il Santobono Pausilipon, che a mio avviso è molto scadente. I corsi dovevano iniziare a ottobre, e invece sono slittati a dicembre. Anche il tirocinio è fatto malissimo. Per questo, penso che rifarò il test per Infermieristica generale al Policlinico”. Ormai ha esperienza: “consiglio di concentrarsi sulle domande di logica e perché, se si è fatto un buon liceo, le altre sono più facili”. Il tempo, almeno per lei, non è stato un problema: “io ho finito la prova anche prima dei cento minuti perché le risposte o le sai o non le sai”.








